Blog

PRETURA DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI TIONE DI TRENTO; sentenza 14 febbraio 1997, n. 24;

PRETURA DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI TIONE DI TRENTO; 14 febbraio 1997, n. 24; Giud. SERAO; imp. X (avv.ti TRAVERSA, GUERRA)

 

Responsabilità penale – Sci - Esercizio abusivo di una professione – Definizione di tecniche sciistiche- Tavola da surf da neve – Inclusione – Mancata possesso dell’abilitazione per maestro di sci - Condanna

 

Tra le “tecniche sciistiche in tutte le loro specializzazione, esercitate con qualsiasi tipo di attrezzo” ex art. 2 della L. n. 81/1991 e ex art. 24 della L.P. n. 20/1993 rientra senza dubbio lo snowboard, che è praticato su un pendio innevato per mezzo di una tavola idonea a scivolare sulla superficie nevosa e che, al pari degli sci, acquista velocità per effetto della forza di gravità, mentre la discesa è governata attraverso curve frenanti, ottenute con lo spostamento del peso corporeo. Ulteriore elemento comune è dato dall’uso di scarponi ed attacchi rigidi o fissi. Risponde del reato di esercizio abusivo di una professione chi, pur in possesso di un attestato di tipo privato che certifica il conseguimento della qualifica di “maestro da sci”, non abbia l’abilitazione prevista dalla legge.

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

 

Testo della sentenza

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 24 febbraio 1994, n. 277;

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 24 febbraio 1994, n. 277; Pres. Est. Delerba; PC (Avv. Algani, Tiefenbrunner) c. PT e ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE SCUOLA DI SCI (Avv. Loner)

 

Responsabilità civile – Incidente sciistico – Seggiovia – Responsabilità del maestro – Sussiste

 

Il maestro di sci che induce un’allieva principiante a sedersi sulla seggiovia con gli sci ai piedi e la scuola di sci da cui egli dipende rispondono dei danni che la sciatrice si procura al momento dello sbarco dal sedile se questi si assume il rischio dell’inesperienza dell’allieva. (Nella specie, una sciatrice inesperta è stata indotta dal maestro di sci a salire sulla seggiovia con gli sci ai piedi, ma al momento di scendere dalla seggiovia è caduta a causa della sua inesperienza)

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

Testo della sentenza

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 25 maggio 1994, n. 688

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 25 maggio 1994, n. 688; Pres. Est. Zancan; SCHWÄBISCH GMÜNDER ERSATZKASSE e altro (Avv. Schramm) c. CA (Avv. Leiter)

 

Responsabilità civile – Incidente sciistico – Scontro tra sciatori – Sosta al centro della pista – Responsabilità dell’investitore – Sussiste

 

Lo sciatore che si ferma al centro di una pista da sci larga e con ampia visibilità per soccorrere i congiunti caduti non tiene una condotta colposa; ne consegue che nel caso in cui venga investito da uno sciatore che sopraggiunge da tergo, unico responsabile dei danni riportati dall danneggiato è l’investitore. (Nella specie, la cassa malattia germanica del danneggiato ha citato in giudizio il convenuto per vedere rifuse le spese sostenute. Il danneggiato è entrato nel processo quale interventore. Il danneggiato intervenuto si era fermato nel centro di una pista larga e in condizioni di buona visibilità per assistere la figlia che era caduta per terra)

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

Testo della sentenza

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 16 gennaio 1995, n. 53

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 16 gennaio 1995, n. 53; Pres. Delerba, Est. Platzer; SR e altri (Avv. BArchi) c. SOCIETÀ FUNIVIA R. s.r.l. (Avv. Köllenspergher, Boscarolli N., Boscarolli T.)

 

Responsabilità civile – Incidente sulla pista da sci – Dislivello artificiale – Responsabilità extracontrattuale del gestore – Non sussiste – Condotta colposa del danneggiato – Sussiste

 

Il gestore di una pista da sci non risponde dei danni patiti da uno sciatore su un dislivello artificiale posto al termine della pista se il danno è riconducibile esclusivamente alla condotta colposa del danneggiato. (Nella specie, il fatto è avvenuto al termine di una pista facile al cui termine è stato creato un dislivello artificiale per separare la pista dalla zona di imbarco allo skilift. Il danneggiato, esperto conoscitore della zona, si è lanciato in posizione aerodinamica, “a uovo”, per acquisire velocità al fine di non dover scendere dagli sci prima di arrivare all’imbarco dello skilift posto in leggera contropendenza. In un obiter dictum, il giudice ha ritenuto la condotta colposa del danneggiato assorbente di qualsivoglia nesso causale tra la cosa e il danno)

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

Testo della sentenza

CORTE D'APPELLO DI TRENTO; sentenza 9 luglio 2002 (decisa il)

CORTE D'APPELLO DI TRENTO; 9 luglio 2002 (decisa il); pres. Luchini, est. Platania, z. S.r.l. (avv. Mazzoni, romoli) c. X. Milano assicurazioni s.p.a. (avv. Valle) e assicurazioni generali s.p.a. (avv.valle) e x. (avv. Borghesan, di mattia). Riforma trib. Rovereto, 26 novembre 1999 (ma solo in punto di interessi sulla somma liquidata a titolo di risarcimento del danno, conferma nell'an e nel quantum della responsabilità per il resto).

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore di impianti sciistici – Sicurezza delle piste – Presenza di un dislivello a margine del tracciato – Assenza di segnalazione – Infortunio di uno sciatore – Responsabilità extracontrattuale – Sussistenza

 

Rientra negli obblighi di prudenza incombenti sui gestori di piste da sci quello di assicurare una corretta manutenzione che permetta di evitare tempestivamente situazioni di pericolo, tra cui la predisposizione di idonee segnalazioni (nella specie, il gestore degli impianti sciistici è stato ritenuto responsabile dell'infortunio di un utente della pista per essere rovinosamente caduto a causa della presenza di un muretto ai margini del tracciato ma non adeguatamente segnalato né visibile).

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

 

Testo della sentenza

TRIBUNALE DI TRENTO; sentenza 26 aprile 1986, n. 448

TRIBUNALE DI TRENTO; 26 aprile 1986, n. 448; Pres. LATORRE, Rel. DE BENEDETTO, S. G. (avv.ti DALLA FIOR, MILANI) c. G. Funivie s.p.a. (avv. STEFENELLI).

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore di impianti sciistici – Sicurezza degli impianti di risalita – Skilift – Contratto di trasporto – Infortunio di una sciatore – Responsabilità per danni – Nesso di causalità – Fatto del terzo

 

Posto che il contratto di risalita stipulato tra gestore e sciatore rientra nella fattispecie del contratto di trasporto, ivi compreso il caso del trasporto a mezzo skilift e senza potersi escludere che lo sciatore sia chiamato a collaborare attivamente all'operazione di trasporto a monte, il gestore non è responsabile del danno riportato dallo sciatore durante il tragitto che sia causalmente riconducibile al fatto di un terzo(nella specie, dopo essere caduta al suolo durante il tragitto di risalita a mezzo skilift, una sciatrice veniva colpita al volto dal piattello di traino abbandonato bruscamente dallo sciatore che la seguiva, il quale per non precisate ragioni decideva anch'egli di interrompere la risalita. Essendo il fatto lesivo interamente riconducibile alla condotta imprudente di quest'ultimo, il quale non lasciava dolcemente il piattello, ma lo abbandonava al meccanismo di ritorno della molla, la domanda risarcitoria promossa nei confronti del gestore dell’impianto viene respinta).

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

 

Testo della sentenza