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TRIBUNALE DI TRENTO; sentenza 1 ottobre 1982, n. 518

TRIBUNALE DI TRENTO; 1 ottobre 1982, n. 518; pres. crea, rel. cormio, a. s. (avv.ti orsingher, salotti) c. i. s.p.a. (avv. frizzi), vf (avv. pensini).

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore di impianti sciistici – Sicurezza degli impianti di risalita – Seggiovia – Contratto di trasporto – Fase di salita sul mezzo – Mancata assistenza del personale addetto – Insufficienza del personale – Responsabilità per danni – Sussiste – Concorso di colpa del danneggiato - Sussiste

 

Posto che il contratto di risalita stipulato tra gestore di seggiovia e sciatore rientra nella fattispecie del contratto di trasporto, il gestore è responsabile del danno subito dallo sciatore nell'arco di tutta la durata del viaggio ed in occasione di esso per aver adibito personale di imbarco in numero insufficiente a garantire un adeguata assistenza a tutti i passeggeri; al tempo stesso il passeggero ha l'obbligo di vigilare sulla propria incolumità durante il trasporto, collaborando col vettore in osservanza sia delle norme di comune prudenza che di quelle di volta in volta imposte dal vettore (nella specie, una bambina subiva in infortunio, cadendo mentre cercava di salire sul seggiolino della seggiovia con l'aiuto della madre; accertata l'assenza di personale addetto al momento dell'imbarco in quanto momentaneamente impegnato in altre attività di assistenza, il gestore è stato condannato al risarcimento del danno subito dalla minore nella misura del 50%, tenuto conto del comportamento imprudente della madre, che procedeva da sola ad effettuare l’imbarco nonostante la presenza di una segnalazione che vietasse di salire senza l'aiuto del personale).

 

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Testo della sentenza

 

TRIBUNALE DI TRENTO; sentenza 29 giugno 1992, n. 585

TRIBUNALE DI TRENTO; 29 giugno 1992, n. 585; Pres. Rel. PAOLUCCI, T. A. (avv.ti BORTOLOTTI, ORTICA) c. Funivie A. C. (avv.ti LARENTIS, GIOVANNINI).

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore di impianti sciistici – Sicurezza delle piste – Cedimento del bordo – Infortunio di uno sciatore – Pista nera – Responsabilità per danni – Insussistenza

 

Il gestore degli impianti sciistici non è responsabile del danno subito da uno sciatore in fase di discesa per aver omesso di segnalare un pericolo presente sul tracciato, ove il pericolo sia stato altrimenti visibile e prevedibile dallo sciatore stesso (nella specie, uno sciatore, dopo essersi fermato, sostava sul bordo della pista e, a causa del cedimento di questo, cadeva nella scarpata sottostante. Il collegio respinge l'istanza di risarcimento dei danni subiti avanzata dallo sciatore nei confronti del gestore considerando che il pericolo relativo all'instabilità del bordo era visibile e percepibile dallo sciatore, il quale non ha dal canto suo adottato tutta la prudenza del caso, tenuto anche conto che si trattava di una pista nera, cioè di una pista che richiede particolari abilità ed esperienza, e che ciò era adeguatamente segnalato all'inizio del tracciato).

 

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Testo della sentenza

TRIBUNALE DI TRENTO; sentenza 3 febbraio 1993, n. 118

TRIBUNALE DI TRENTO; 3 febbraio 1993, n. 118; Pres. ANCONA, Est. ERLICHER; SS (Avv.ti MOSER, AGNETTI) c. CC (Avv. GIOVANNINI).

 

Responsabilità civile – Sci - Scontro tra sciatori – Sciatore proveniente da monte – Colpa – Sussiste – Responsabilità vicaria dei genitori dello sciatore minore di età – Sussiste  

 

Posto che lo sciatore proveniente da monte ha la piena visuale della pista, egli è il solo che ha l’obbligo di adottare tutte le cautele necessarie per evitare di investire gli sciatori a valle; pertanto il genitore del minore proveniente da monte risponde dei danni da questi cagionati se non prova di non aver potuto impedire il fatto (nella specie, uno sciatore minore di età proveniente da monte sale sulle code degli sci di una sciatrice che procede effettuando curve ad ampio raggio, cagionandole la rottura dei legamenti del ginocchio destro. Il giudice condanna i genitori del minore investitore al risarcimento del danno).

 

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TRIBUNALE DI TRENTO; sentenza 20 gennaio 1995, n. 46

TRIBUNALE DI TRENTO, 20 gennaio 1995, n. 46; Pres. PALESTRA, Rel. PAOLUCCI, C. P. (avv.ti STENICO, BERTI) c. X. S.p.a. (avv. FRIZZI).

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore di impianti sciistici – Sicurezza degli impianti di risalita – Funivia – Contratto di trasporto – Caduta di una transenna di ingresso all'imbarco – Infortunio di uno sciatore – Responsabilità per danni – Sussistenza

 

Dal momento che il contratto di risalita stipulato tra gestore di una funivia e sciatore rientra nella fattispecie del contratto di trasporto e che il gestore è responsabile del danno subito dallo sciatore nell'arco di tutta la durata del viaggio ed in occasione di esso salva la prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno, il gestore è responsabile del danno subito dal trasportato nelle fasi preparatorie ed accessorie al viaggio (nella specie, una minore subiva lesioni al viso per essere caduta insieme alla transenna di accesso ad una funivia alla quale si era appoggiata. Accertata la sussistenza della responsabilità contrattuale, in quanto la minore aveva già acquistato il biglietto e oltrepassato i tornelli, il gestore della funivia è stato condannato ex art. 1681 c.c. al risarcimento dei danni conseguenti all'incidente).

 

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Testo della sentenza

TRIBUNALE DI TRENTO; 27 luglio 1981, n. 299 (B)

TRIBUNALE DI TRENTO; 27 luglio 1981, n. 299; pres. est. latorre, a. p. (Avv. Facci) c. Funivie s.p.a. (avv. Larentis).

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore di impianti sciistici – Sicurezza delle piste – Rete metallica di protezione di un impianto di risalita – Apertura di un varco – Infortunio di uno sciatore – Responsabilità per danni da cose in custodia – Dinamismo connaturato della cosa – Non sussiste – Colpa del danneggiato

 

Posto che il gestore degli impianti sciistici risponde a titolo di custode dei danni subiti dallo sciatore per la presenza di un insidia sulla pista di discesa, egli non è tenuto al risarcimento dei danni che non siano conseguenza del dinamismo connaturato della cosa stessa, bensì interamente riconducibili al comportamento colposo del danneggiato (nella specie, uno sciatore minore, passando attraverso un varco aperto da tempo nella rete metallica posta a protezione dell'impianti di risalita, si infortunava, rimanendo impigliato in uno dei fili metallici sporgenti; ritenuto che il gestore degli impianti in casi simili possa rispondere ex art. 2051 c.c., il giudice escludeva nel caso di specie la ricorrenza di un dinamismo connaturato della cosa – dei fili metallici sporgenti -- ed anzi riferiva l'intero accadimento dannoso al comportamento imprudente del minore consistito nel tentativo di attraversare il varco).

 

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TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 27 maggio 2008 (decisa il)

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 27 maggio 2008 (decisa il); Giud. Alinari; XX, TXA (Avv. Beccaro R., Beccaro F.) c. YY e altri (Avv. Modica, Boscarolli, Loner, Mairhofer, Kritzinger, Perathoner, Fill, Baldessari)

 

Responsabilità civile – Incidente sciistico – Allenamento – Fuori pista – Responsabilità del gestore – Non sussiste – Colpa del maestro e della scuola di sci – Non sussiste – Responsabilità del club di appartenenza – Non sussiste

 

Il minore con ottime capacità sciatorie che al termine dell’allenamento di sci, contro la volontà dell’allenatore, si getta volontariamente in un fuori pista, salta oltre cinque metri e va a sbattere contro una struttura metallica è unico responsabile dei danni che si procura, posto che il gestore ha l’obbligo di tutelare gli sciatori unicamente sul tratto di pista battuta. (Nella specie, hanno prevalso le considerazioni che la visibilità era scarsa, il minore era un provetto sciatore, conosceva la pista ed ha disatteso le indicazioni dell’allenatore. Il giudice ha così rigettato le domande attoree, imputando il danno unicamente alla condotta imprevedibile del minore danneggiato)

 

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