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TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 15 dicembre 2008 (decisa il)

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 15 dicembre 2008 (decisa il); Giud. Pappalardo; XX (Avv. Trucco, Burchia) c. FUNIVIE YY s.p.a. (Avv. Loner A., Loner V.)

 

Responsabilità civile – Incidente sciistico – Anomalia della pista – Nesso di causalità – Non sussiste

 

Il gestore della pista da sci non risponde per mancanza del nesso causale dei danni che uno sciatore si procura effettuando una manovra repentina al fine di evitare un solco presente sulla pista. (Nella specie, uno sciatore, nonostante una brusca manovra per evitare un solco sulla pista, vi è cascato dentro. Il giudice ha ritenuto la condotta dello sciatore interruttiva del nesso causale tra la pericolosità del solco e il danno patito dall’attore)

 

© Umberto Izzo - riproduzione riservata

Testo della sentenza

L.R. Molise 8 gennaio 1996, n. 1

L.R. Molise 8 gennaio 1996, n. 1 (1)

 

Disciplina della professione di maestro di sci nella Regione Molise

 

(1) Pubblicata nel B.U. Molise 16 gennaio 1996, n. 1.

 

Art. 1

Oggetto della legge

1. La presente legge, in attuazione dei princìpi generali sanciti dalla legge 8 marzo 1991, n. 81, disciplina l'esercizio della professione di maestro di sci nel Molise.

Art. 2

La professione di maestro di sci

1. È maestro di sci chi insegna professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole ed a gruppi di persone, le tecniche sciistiche in tutte le loro specializzazioni in particolare nelle discipline dello sci alpino, dello sci da fondo e dello snowboard, esercitate con qualsiasi tipo di attrezzo, su piste di sci, itinerari sciistici, percorsi di sci fuori pista ed escursioni con gli sci che non comportino difficoltà richiedenti l'uso di tecniche e materiali alpinistici, quali corda, piccozza, ramponi (2).

2. Con decreto del Presidente della Giunta Regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono individuate e delimitate le aree sciistiche e sono altresì stabilite le caratteristiche degli itinerari sciistici, percorsi di sci fuori pista ed escursioni sciistiche ove è prevista l'attività di maestro di sci.

(2) Comma così modificato dall’art. 1, L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

Art. 3

Albo professionale dei maestri di sci (3).

1. Coloro che intendono esercitare stabilmente la professione di maestro di sci nel territorio regionale devono essere iscritti nell’apposito albo professionale regionale, secondo le modalità di cui all’articolo 5.

2. L’albo regionale è tenuto dal Collegio regionale maestri di sci, sotto la vigilanza della Regione.

3. Il Collegio regionale dei maestri di sci rilascia agli iscritti un tesserino che attesti l’iscrizione all’albo.

(3) Articolo così sostituito dall’art. 2, L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 3. Albo professionale dei maestri di sci. 1. L'esercizio della professione di maestro di sci è subordinata all'iscrizione nell'apposito albo professionale regionale tenuto, sotto la vigilanza del competente Assessorato allo Sport, dal collegio regionale dei maestri di sci di cui all'articolo 10.».

Art. 4

Condizioni per l'iscrizione all'albo

1. Possono essere iscritti all'albo dei maestri di sci della Regione Molise coloro che intendono esercitare la professione in detto territorio e che siano in possesso dei seguenti requisiti:

a) cittadinanza italiana o di altro Stato appartenente alla Comunità Economica Europea;

b) maggiore età;

c) idoneità psico - fisica attestata da certificato rilasciato dall'Unità Sanitaria Locale del Comune di residenza;

d) possesso del diploma di scuola dell'obbligo;

e) non aver riportato condanne penali che comportino l'interdizione, anche temporanea dall'esercizio della professione, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

f) abilitazione all'esercizio della professione di cui all'art. 6.

Art. 5

Maestri di sci di altre Regioni e altri Stati (4).

1. I maestri di sci iscritti negli albi professionali di altre Regioni o delle Province autonome che intendono esercitare stabilmente la professione nel Molise devono richiedere l’iscrizione nell’apposito albo regionale della stessa.

2. L’iscrizione all’albo professionale di cui al comma 1 è effettuata dal Collegio regionale dei maestri di sci della Regione Molise, ai sensi dell’articolo 4, dandone comunicazione al collegio della Regione o Provincia autonoma di provenienza.

3. Il Collegio regionale dei maestri di sci provvede a cancellare dall’albo regionale i nominativi di coloro che comunicano di essere iscritti negli albi di altre Regioni o Province autonome.

4. Sia le iscrizioni all’albo professionale regionale che le cancellazioni devono essere contestualmente comunicate al competente Assessorato regionale.

5. I maestri di sci iscritti negli albi professionali di altre Regioni e delle Province autonome che intendano esercitare la professione temporaneamente nel Molise, anche in forma saltuaria, devono dare preventiva comunicazione al Collegio regionale dei maestri di sci della Regione, indicando le località sciistiche nelle quali intendono esercitare, il periodo di attività, il recapito in Molise e la loro posizione fiscale (5).

6. L'esercizio temporaneo ed occasionale dell'attività da parte di maestri di sci provenienti con loro allievi da altre regioni o province autonome non è soggetto agli obblighi di cui al presente articolo (6).

7. Ai maestri di sci provenienti da altri Stati membri dell’Unione europea, non iscritti negli albi di altre Regioni o Province autonome, che intendono esercitare la professione di maestro di sci stabilmente o temporaneamente in Molise anche in forma saltuaria, si applicano le disposizioni di cui al D.Lgs. 9 novembre 2007 n. 206.

8. Ai maestri di sci dei Paesi terzi che vogliono esercitare stabilmente l’esercizio della professione di maestro di sci si applicano le disposizioni di cui al D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’articolo 1, comma 6, del D.Lgs 25 luglio 1998, n. 286).

(4) Articolo così sostituito dall’art. 3, L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge), poi così modificato dall'art. 1, L.R. 13 dicembre 2012, n. 26, come indicato nelle note che seguono. Successivamente alla sostituzione del presente articolo e prima delle modifiche introdotte dal suddetto art. 1, L.R. n. 26/2012, la Corte costituzionale, con sentenza 19-21 settembre 2012, n. 219 (Gazz. Uff. 26 settembre 2012, n. 38, 1ª serie speciale), aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale del suddetto art. 3, L.R. n. 29/2011, nella parte in cui prevede che i maestri di sci iscritti negli albi professionali di altre regioni e delle province autonome fossero tenuti a praticare le tariffe determinate dalla Giunta regionale e comunque non inferiori a quelle della locale scuola di sci, con la conseguente estensione di detta dichiarazione di illegittimità costituzionale al presente articolo, nei limiti di cui sopra (tale parte era contenuta nel secondo periodo del comma 6, soppresso dal citato art. 1, L.R. n. 26/2012). Il testo originario era così formulato: «Art. 5. Trasferimento. 1. I maestri di sci iscritti negli albi professionali di altre regioni o delle province autonome che intendono esercitare stabilmente la professione nel Molise devono presentare istanza al collegio regionale dei maestri di sci.

2. L'iscrizione all'albo professionale, previo colloquio volto ad accertare la conoscenza dell'ambiente montano e del territorio molisano, potrà avvenire dopo che il collegio regionale avrà accertato l'iscrizione dei richiedenti agli albi professionali delle regioni o province di provenienza, nonché il possesso dei requisiti soggettivi prescritti per l'iscrizione all'albo.

3. Il colloquio di cui al comma precedente deve essere sostenuto davanti alla sottocommissione composta dal Presidente e dai componenti di cui alle lett. e) ed f) dell'art. 7, comma uno.

4. Il collegio regionale dei maestri di sci provvede, inoltre, alla cancellazione dall'albo dei nominativi di coloro che hanno ottenuto l'iscrizione all'albo di altre regioni.

5. Sia le iscrizioni all'albo professionale regionale che le cancellazioni devono essere tempestivamente comunicate al competente Assessorato Regionale.

6. I maestri di sci iscritti negli albi professionali di altre Regioni e delle Province autonome che intendano esercitare temporaneamente per periodi non superiori a 10 giorni anche non consecutivi nel Molise, devono dare preventiva comunicazione al collegio molisano dei maestri di sci, indicando le località sciistiche nelle quali intendono esercitare ed il periodo di attività. Essi sono tenuti a praticare le tariffe determinate dalla Giunta Regionale e comunque non inferiori a quelle della locale scuola di sci.

7. L'esercizio saltuario dell'attività da parte di maestri di sci, provenienti con i loro allievi da altre Regioni o Province o altri Stati, non è soggetto agli obblighi di cui sopra.

8. I maestri di sci stranieri, non iscritti in albi professionali italiani, che intendano esercitare nel Molise per periodi non superiori a 30 giorni, devono chiedere preventivamente al Collegio molisano dei maestri di sci il nulla-osta, indicando nell'istanza la località sciistica in cui desiderano esercitare ed il periodo di attività.

9. Per poter esercitare stabilmente la professione nel Molise, gli stranieri devono presentare regolare istanza d'iscrizione nell'albo professionale della Regione Molise, sostenere il colloquio di cui al comma due e comprovare di essere in possesso dei requisiti soggettivi di cui all'art. 4.

10. Il nulla-osta e l'esercizio, fatta eccezione per i cittadini comunitari, a favore dei quali trovano applicazione le disposizioni contenute nel decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319, sono subordinati al riconoscimento da parte della Federazione Italiana Sport Invernali, d'intesa con il Collegio Nazionale dei maestri di sci dell'equivalenza del titolo rilasciato nello Stato di provenienza e della reciprocità di trattamenti.».

(5) Comma così modificato dall'art. 1, comma 1, lettera a), L.R. 13 dicembre 2012, n. 26, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 2 della stessa legge).

(6) Comma così sostituito dall'art. 1, comma 1, lettera b), L.R. 13 dicembre 2012, n. 26, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 2 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «6. I maestri di sci provenienti con i loro allievi da altre Regioni o Province autonome o altri Stati, che intendono svolgere l’esercizio temporaneo e saltuario dell’attività nella regione Molise per periodi non superiori a quindici giorni non sono soggetti agli obblighi di cui ai commi precedenti.».

Art. 6

Abilitazione all'insegnamento dello sci

1. L'abilitazione all'esercizio della professione di maestro di sci si consegue mediante la frequenza agli appositi corsi Tecnico didattico culturali ed il superamento dei relativi esami.

2. La Giunta Regionale istituisce corsi di formazione distinti per le discipline alpine e per il fondo e per lo snowboard, avvalendosi della collaborazione del Consiglio Direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci, nonché degli organi tecnici della Federazione Italiana Sport Invernali (7).

3. Per l'ammissione ai corsi deve essere prodotta domanda in carta legale alla Giunta Regionale dichiarando, sotto la propria responsabilità, il possesso dei seguenti requisiti:

a) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell'Unione Europea (8);

b) possesso del diploma di scuola dell'obbligo;

c) compimento del diciottesimo anno di età;

d) non aver riportato condanne penali che comportino l'interdizione anche temporanea, dall'esercizio della professione, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione.

Alla domanda deve essere allegato un certificato di idoneità psicofisica, rilasciato dall'Azienda sanitaria regionale (9).

4. I corsi di formazione, della durata minima di 90 giorni effettivi, compresi anche in un biennio, sono organizzati direttamente dall'Assessorato allo Sport o affidati in convenzione al Collegio regionale dei maestri di sci o Ente specializzato o Società, sotto il controllo contabile dell'Assessorato Regionale competente, sentito il Collegio regionale dei maestri di sci, e prevedono i seguenti insegnamenti fondamentali: Tecniche sciistiche; didattica; pericoli della montagna; orientamento topografico; ambiente montano e conoscenza del territorio regionale, nozioni di medicina e pronto soccorso; diritti, doveri e responsabilità del maestro; leggi e regolamenti professionali (10).

5. L'ammissione ai corsi è subordinata al superamento di una prova dimostrativa attitudinale pratica. Il superamento della prova dà la facoltà di partecipare al primo corso successivo alla prova stessa e ad un secondo corso qualora non sia stato possibile partecipale al primo o non sia stato superato l'esame finale. Sono esonerati dalla prova gli atleti che abbiano fatto parte ufficialmente, negli ultimi cinque anni, delle squadre nazionali per le discipline alpine e per il fondo e per lo snowboard (11).

6. Le prove d'esame comprendono tre sezioni: Tecnico pratica, didattica e culturale. L'esame è superato se il candidato raggiunge la sufficienza in ciascuna delle tre sezioni. È ammesso alla prova didattica chi ha superato la prova tecnico pratica; è ammesso alla prova culturale chi ha superato la prova didattica. Il mancato superamento della prova didattica o della prova culturale comporta solo la ripetizione di tali singole prove, da effettuarsi nella sezione immediatamente successiva. La sezione culturale comprende le materie concernenti: pericoli della montagna, prevenzione dei rischi da valanga, soccorso in valanga, orientamento topografico, ambiente montano e conoscenza del territorio regionale, nozioni di medicina e pronto soccorso, diritti, doveri e responsabilità del maestro, leggi e regolamenti professionali.

7. Il programma della prova dimostrativa attitudinale, dei corsi e delle prove di esame, sia per le discipline alpine che per quelle del fondo e per lo snowboard, è stabilito dalla Giunta Regionale, sentito il Consiglio Direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci, garantendo il rispetto dei criteri e dei livelli delle tecniche sciistiche definiti dalla Federazione Italiana Sport Invernali, per le competenze di cui all'art. 8 della legge 8 marzo 1991, n. 81 (12).

8. L'ammissione agli esami è subordinata alla frequenza di un minimo di ore pari all'80% di quelle previste per la durata del corso.

(7) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lettera a), L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Vedi anche, per le norme transitorie, l’art. 9 della medesima legge.

(8) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lettera b), L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(9) Periodo così modificato dall’art. 4, comma 1, lettera b), L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(10) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lettera c), L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(11) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lettera d), L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(12) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lettera e), L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

Art. 7

Commissione d’esame (13).

1. Gli esami per il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci alpino, fondo e snowboard, sono sostenuti innanzi ad una commissione nominata dal Presidente della Giunta regionale, sentito il Collegio regionale dei maestri di sci, e composta da:

a) il dirigente regionale del Servizio Sport e Tempo Libero della Regione che la presiede;

b) tre istruttori nazionali di sci, di cui uno specializzato nelle discipline alpine, uno nelle discipline di fondo e uno nelle discipline di snowboard, scelti dall’elenco nominativo fornito dalla Federazione Italiana Sport Invernali (F.I.S.I.);

c) tre maestri di sci particolarmente esperti nella tecnica e didattica dello sci, di cui uno specializzato nelle discipline alpine, uno nelle discipline di fondo e uno nelle discipline di snowboard, scelti tra una rosa di nominativi proposta dal Collegio regionale dei maestri di sci;

d) un medico specializzato in medicina dello sport;

e) due esperti, di cui uno in topografia alpina ed orientamento, uno in sicurezza alpina;

f) un rappresentante del Comitato regionale F.I.S.I., esperto in storia dello sci ed organizzazione della stagione invernale.

2. Per ciascun componente della commissione è nominato un supplente.

3. Le funzioni di segretario della Commissione sono esercitate da un dipendente regionale di categoria non inferiore alla C.

4. La Commissione dura in carica quattro anni ed i suoi componenti possono essere confermati.

5. In caso di dimissione o decadenza dei singoli componenti, la Commissione è reintegrata limitatamente al residuo periodo della sua durata in carica.

6. Ai componenti della commissione d’esame, che non siano dipendenti regionali, sono corrisposte le indennità di seduta di cui alla legge regionale 1° marzo 1983, n. 7 e successive modificazioni e integrazioni, oltre al trattamento di missione, se dovuto.

7. La Commissione d’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci è inserita nell’allegato A della legge regionale n. 7/1983.

(13) Articolo così sostituito dall’art. 5, L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 7. Commissione d'esame. 1. Gli esami per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio della professione di maestro di sci sono sostenuti avanti ad una commissione nominata d'intesa con il Collegio regionale di maestri di sci dal Presidente della Giunta Regionale composta da:

a) Dirigente regionale del Settore Sport e Tempo Libero che la presiede;

b) quattro istruttori nazionali, preferibilmente residenti nel Molise, di cui due specializzati nelle discipline alpine e due nelle discipline di fondo, scelti dall'elenco nominativo fornito dalla Federazione Italiana Sport Invernali (F.I.S.I.);

c) quattro maestri di sci particolarmente esperti nella tecnica e didattica dello sci, di cui due specializzati nelle discipline alpine e due nel fondo, scelti dalla rosa di nominativi proposta dal Collegio regionale dei maestri di sci;

d) un medico specializzato in medicina dello sport;

e) due esperti, di cui uno in topografia alpina ed orientamento, uno in sicurezza alpina;

f) un rappresentante del Comitato regionale F. I .S. I., esperto in storia dello sci ed organizzazione invernale.

2. Per ciascun componente è nominato un supplente.

3. Le funzioni di segretario della Commissione e delle sottocommissioni sono esercitate da un dipendente regionale di livello non inferiore al VI.

4. La Commissione dura in carica quattro anni ed i suoi componenti possono essere confermati.

5. In caso di dimissione o decadenza dei singoli componenti, la Commissione è reintegrata limitatamente al periodo di durata in carica della Commissione stessa.

6. Per l'espletamento delle prove tecnico pratica e didattica, la Commissione è articolata in due sottocommissioni; una per le discipline alpine e l'altra per il fondo.

7. La sottocommissione per le discipline alpine è composta:

a) dal Presidente;

b) dai due istruttori nazionali, specializzati nelle discipline alpine, di cui alla lettera b) del primo comma;

c) dai due maestri di sci, specializzati nelle discipline alpine, di cui alla lettera c) del primo comma.

8. La sottocommissione per il fondo è composta:

a) dal Presidente;

b) dai due istruttori nazionali, specializzati nel fondo, di cui alla lettera b) del primo Comma;

c) dai due maestri di sci, specializzati nel fondo, di cui alla lettera c) del primo comma.

9. I componenti delle sottocommissioni nell'esercizio delle funzioni previste dalla legge, sono assicurati per rischi di responsabilità civile verso terzi e per gli infortuni.

10. La Giunta Regionale è autorizzata a stipulare le relative polizze di assicurazione stabilendo modalità e massimali.

11. Ai componenti la Commissione d'esame, che non siano dipendenti regionali, sono corrisposte le indennità di sedute di cui alla legge regionale del 1° marzo 1983, n. 7 e successive modificazioni oltre a rimborso spese di viaggio ed indennità di trasferta, se dovute.

12. La commissione d'esame per l'abilitazione all'esercizio della professione di maestro di sci è inserita nell'allegato A della legge regionale n. 7 del 1983.».

Art. 8

Specializzazioni (14).

1. In base alle esigenze e all’evoluzione tecnica dello sci la Giunta regionale, tramite l’Assessorato regionale competente in materia di sport, con la collaborazione del Collegio regionale dei maestri di sci e la FISI, cura e promuove l’organizzazione di corsi ed esami di specializzazione dedicati ai maestri di sci, individua in particolare le materie di insegnamento ed i programmi e fissa le quote di iscrizione per ciascun corso.

2. Gli esami per il conseguimento dei diplomi di specializzazione consistono in prove tecnico-pratiche, didattica e culturali sostenute innanzi alla commissione d’esame di cui all’articolo 7.

(14) Articolo così sostituito dall’art. 6, L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 8. Specializzazioni. 1. I maestri di sci possono conseguire le seguenti specializzazioni:

a) maestro di sci specializzato nell'insegnamento ai bambini;

b) maestro di sci specializzato nell'insegnamento di surf da neve, snowboard ed attrezzi tecnici similari.

2. I corsi per il conseguimento delle specializzazioni sono istituiti dalla Giunta Regionale che si avvale, per la loro organizzazione, della Collaborazione del Consiglio Direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci e della Federazione Italiana Sport Invernali per le competenze di cui all'art. 8 della legge 8 marzo 1991, n. 81. La Giunta Regionale fissa l'ammontare delle spese a carico dei frequentanti.

3. Gli esami per il conseguimento dei diplomi di specializzazione consistono in prove tecnico pratiche, didattica e culturali. Le prove tecnico pratiche sono sostenute avanti le sottocommissioni competenti per disciplina, di cui ai commi 7 e 8 dell'art. 7, integrate con uno o più esperti nelle materie oggetto della specializzazione nominati dal Presidente della Giunta Regionale. Le prove didattiche e culturali sono sostenute avanti la Commissione di cui al comma 1 dell'art. 7, integrato con gli stessi esperti.».

Art. 9

Validità dell'iscrizione e aggiornamento professionale

1. L'iscrizione all'albo professionale ha efficacia per tre anni ed è rinnovata a seguito di presentazione del certificato di idoneità psico - fisica di cui alla lettera c) comma 1 dell'art. 4 e di attestato di frequenza agli appositi corsi di aggiornamento.

2. Le modalità per il periodo di aggiornamento tecnico didattico e culturale dei maestri di sci sono stabilite dalla Giunta Regionale, sentito il Collegio regionale dei maestri di sci. La Giunta Regionale fissa, altresì, l'ammontare delle spese a carico dei maestri partecipanti (15).

3. La frequenza dei corsi costituisce requisito per il rinnovo dell'iscrizione all'albo regionale.

4. Nel caso di impossibilità di frequenza dei corsi, per malattia o per altri comprovati motivi di forza maggiore, il maestro di sci è tenuto a frequentare il corso di aggiornamento immediatamente successivo alla cessazione dell'impedimento; la validità dell'iscrizione nell'albo professionale è prorogata fino alla frequenza di tale corso e, in ogni caso per un periodo massimo di tre anni, fermo restante l'accertamento dell'idoneità psico - fisica di cui al comma 1.

(15) Comma così modificato dall’art. 7, L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

Art.10

Collegio regionale dei maestri di sci

1. È istituito, come organo di auto disciplina e di autogoverno della professione, il Collegio regionale dei maestri di sci. Del Collegio fanno parte tutti i maestri iscritti nell'albo della Regione, nonché i maestri di sci ivi residenti che abbiano cessato l'attività per anzianità o per invalidità.

2. Sono organi del Collegio:

a) l'assemblea, formata da tutti i membri del Collegio;

b) il Consiglio Direttivo, composto da rappresentanti eletti tra tutti i membri del collegio nel numero e secondo le modalità previste dai regolamenti di cui alla lettera d) del comma 3;

c) il presidente, eletto dal Consiglio Direttivo al proprio interno.

3. Spetta all'assemblea del Collegio:

a) eleggere il Consiglio Direttivo;

b) approvare annualmente il bilancio del Collegio;

c) eleggere i membri del Collegio Nazionale dei maestri di sci;

d) adottare i regolamenti relativi al funzionamento del Collegio, su proposta del Consiglio Direttivo;

e) pronunciarsi su ogni questione che le venga sottoposta dal Consiglio Direttivo o sulla quale una pronuncia dell'assemblea venga richiesta da almeno un quinto dei componenti.

4. Le sedute dell'assemblea sono valide in prima convocazione con la presenza della maggioranza dei membri del Collegio e in seconda convocazione qualsiasi sia il numero dei presenti. Le decisioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti.

5. Spetta al Consiglio Direttivo del Collegio:

a) svolgere tutte le funzioni concernenti le iscrizioni e la tenuta degli albi professionali;

b) vigilare sull'esercizio della professione;

c) applicare le sanzioni disciplinari;

d) collaborare con le competenti autorità regionali;

e) stabilire la misura del contributo a carico degli iscritti all'albo.

6. Le sedute del Consiglio Direttivo sono valide in prima convocazione con la presenza della maggioranza dei membri del Consiglio e in seconda convocazione con la presenza di almeno un terzo dei membri del Consiglio. Le decisioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti.

7. La Giunta Regionale esercita poteri di vigilanza sull'attività del Collegio regionale dei maestri di sci ed approva i regolamenti da questo adottati.

Art. 11

Sanzioni disciplinari e ricorsi

1. I maestri di sci iscritti nell'albo professionale, che si rendano colpevoli di violazione delle norme di deontologia professionale, ovvero delle norme di comportamento previste dalla presente legge o dalla legge 8 marzo 1991, n. 81, sono passibili delle seguenti sanzioni disciplinari:

a) ammonizione scritta;

b) censura;

c) sospensione dall'albo per un periodo da un mese a un anno;

d) radiazione.

2. I provvedimenti disciplinari sono adottati dal Consiglio Direttivo del Collegio regionale a maggioranza assoluta dei componenti. Contro di essi, entro trenta giorni dalla notifica, è ammesso ricorso al direttivo del Collegio nazionale, previsto dall'art. 15 della legge 8 marzo 1991, n. 81. La proposizione del ricorso sospende, fino alla decisione, l'esecutività del provvedimento.

3. I provvedimenti adottati dal Collegio regionale, eccettuati quelli in materia disciplinare, e tutti quelli adottati dal Collegio nazionale sono definitivi e sono impugnabili dinanzi al competente organo di giustizia amministrativa.

Art. 12

Esercizio abusivo della professione

1. In presenza di esercizio abusivo della professione di maestro di sci, nonché di accompagnamento retribuito di clienti sugli sci, si rinvia a quanto stabilito dall'art. 18 primo comma della legge 8 marzo 1991, n. 81.

Art. 13

Scuole di sci

1. Sono denominate «scuole di sci» le strutture organizzative cui fanno capo più maestri di sci, per esercitare, in modo coordinato, la loro attività professionale, individuale o collettiva.

2. La Giunta Regionale, sentito il Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci, autorizza l'apertura di scuole di sci, valutando le richieste in relazione alla salvaguardia degli interessi turistici della zona e favorendo la concentrazione delle scuole, purché ricorrano le seguenti condizioni:

a) la scuola sia composta da almeno cinque maestri di sci, compreso il direttore, con funzioni di coordinatore, che ne assume anche la rappresentanza legale. Nelle scuole che esercitano esclusivamente l'insegnamento del fondo, il numero minimo è ridotto a quattro unità. Al fine di garantire la necessaria continuità nel funzionamento dei servizi turistici, i maestri di sci costituenti l'organico minimo debbono impegnarsi a prestare la propria opera presso la scuola di sci per almeno sessanta giorni nel periodo di apertura delle strutture ricettive della località turistica;

b) la scuola persegua lo scopo di una migliore qualificazione ed organizzazione professionale di coloro che esercitano l'insegnamento dello sci;

c) la scuola garantisca regole democratiche per la partecipazione effettiva di tutti i componenti: a tal fine, la scuola deve essere retta da uno statuto e da un regolamento, deliberati dall'assemblea dei maestri di sci che ne fanno parte; in particolare, tutti i maestri associati alla scuola devono concorrere all'elezione delle cariche sociali e gli utili dell'attività realizzata dalla scuola andranno ripartiti in relazione alle effettive prestazioni professionali del singolo maestro ed alla sua eventuale specializzazione;

d) la denominazione della scuola sia tale da non creare confusione con quella di altre scuole eventualmente esistenti in zona;

e) la scuola disponga di un'adeguata sede per il periodo di funzionamento stagionale;

f) la scuola s'impegni a collaborare alle operazioni straordinarie di soccorso nella stazione in cui opera;

g) la scuola assume l'impegno a collaborare con le competenti autorità scolastiche e con le organizzazioni ricreative e di turismo sociale per favorire la diffusione della pratica dello sci;

h) la scuola collabori alla promozione di attività per lo sviluppo del turismo nella stazione in cui opera;

i) la scuola collabori all'organizzazione di manifestazioni sciistiche di propaganda ed agonistiche.

3. L'inizio dell'attività è, inoltre, subordinata alla dimostrazione di aver contratto un'adeguata polizza di assicurazione contro i rischi di responsabilità civile verso terzi, conseguenti all'esercizio dell'insegnamento.

4. Il controllo sull'attività delle scuole di sci, compreso il rispetto delle relative norme statutarie e regolamentari, è affidato al Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci.

5. L'autorizzazione è revocata, su parere espresso dal Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci, qualora vengano a mancare uno o più requisiti previsti dal presente articolo e nel caso di gravi infrazioni alle norme della presente legge.

6. L'autorizzazione è altresì revocata nel caso in cui, trascorso un anno dal suo rilascio, la scuola non abbia ancora iniziato la propria attività, ovvero nel caso di interruzione dell'attività della scuola che si protragga per oltre una stagione, oppure qualora non si dia attuazione alle eventuali disposizioni previste nel provvedimento autorizzativo.

7. Le scuole di sci regolarmente autorizzate dalla Giunta Regionale per esclusivo uso didattico, potranno disporre di uno spazio territoriale delimitato e di una sede adeguata alle esigenze delle attività turistico sportive, per garantire la funzionalità e continuità del servizio turistico e per una maggiore sicurezza degli utenti.

Art. 14

Adempimenti

1. La domanda per il rilascio dell'autorizzazione di cui al precedente art. 13 deve essere presentata in carta legale al Presidente della Giunta Regionale, sottoscritta dal Direttore, rappresentante legale, corredata di:

a) elenco dei maestri di sci componenti stabilmente la scuola;

b) verbale della riunione in cui è stato nominato il direttore coordinatore;

c) atto costitutivo, statuto e regolamento della scuola;

d) indicazione della sede;

e) denominazione della scuola.

2. Le scuole di sci autorizzate sono tenute a comunicare alla Giunta Regionale le variazioni riguardanti lo statuto, il regolamento e la sede, mentre al Collegio regionale dovrà essere inviato anche l'elenco nominativo dei nuovi eventuali iscritti.

Art. 15

Tariffe professionali

1. Le tariffe che le scuole di sci devono applicare per l'insegnamento dello sci nella Regione Molise sono fissate annualmente dalla Giunta regionale.

2. Sono stabilite tariffe diverse rispettivamente per le lezioni individuali e per le lezioni collettive, relativamente alle quali verrà determinato, con il provvedimento di fissazione della tariffa, anche il numero massimo degli allievi che vi possono partecipare.

3. Per particolari combinazioni e per iniziative di carattere sociale, possono essere fissate tariffe agevolate.

4. Le proposte di aggiornamento delle tariffe professionali, corredate del preventivo parere favorevole del Consiglio Direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci, devono pervenire alla Giunta Regionale entro e non oltre il 30 maggio di ciascun anno. In mancanza si intendano confermate quelle in vigore nella stagione precedente.

5. Le scuole di sci hanno l'obbligo di esporre nelle loro sedi, in modo ben visibile al pubblico, la tabella delle tariffe applicate.

Art. 16

Sanzioni amministrative (16).

1. Chiunque eserciti l’attività di maestro di sci nella regione senza aver conseguito l’abilitazione di cui all’articolo 6, è soggetto ad una sanzione amministrativa da 500 euro a 1.500 euro, oltre all’applicazione della sanzione di cui all’articolo 12.

2. L’esercizio della professione di maestro di sci nella regione da parte di chi, pur essendo in possesso dell’abilitazione, non risulti iscritto all’albo regionale, comporta una sanzione amministrativa da 300 euro a 1.200 euro.

3. La violazione degli obblighi previsti ai commi 5 e 7 dell’articolo 5, comporta una sanzione amministrativa da 250 euro a 900 euro.

4. L’applicazione di tariffe professionali superiori a quelle stabilite dalla Giunta regionale, comporta il pagamento della sanzione amministrativa da 4 a 8 volte la tariffa praticata.

5. L’uso della denominazione “Scuola di sci” da parte di organismi non riconosciuti comporta una sanzione amministrativa da 500 euro a 2.100 euro a carico di ciascuna persona trovata in esercizio di attività d’insegnamento dello sci nell’ambito dell’organizzazione abusiva. In aggiunta a quanto sopra viene irrogata la sanzione da 3.000 euro a 12.000 euro a carico del direttore della scuola di sci abusiva.

6. In caso di recidiva, l’ammontare delle sanzioni amministrative previste dal presente articolo, viene raddoppiato.

(16) Articolo così sostituito dall’art. 8, L.R. 9 settembre 2011, n. 29, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 16. Sanzioni amministrative. 1. Chiunque eserciti l'attività di maestro di sci nella Regione Molise senza aver conseguito l'abilitazione di cui all'art. 6, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 1.000.000 a L. 3.000.000. oltre all'applicazione della sanzione di cui al precedente art. 12.

2. L'esercizio della professione di maestro di sci nella Regione Molise da parte di chi, pur essendo in possesso dell'abilitazione, non risulti iscritto all'albo regionale, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L.300.000 a L. 900.000.

3. La violazione degli obblighi previsti ai commi 6 e 8 dell'art. 5, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 300.000 a L. 900.000, mentre quella relativa agli obblighi di cui al 9° comma dello stesso articolo, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 500.000 a L. 1.500.000.

4. L'applicazione di tariffe professionali superiori a quelle stabilite dalla Giunta Regionale, comporta il pagamento della sanzione amministrativa di una somma da 4 a 8 volte tanto la tariffa praticata.

5. L'uso della denominazione «Scuola di sci» da parte di organismi non riconosciuti, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 1.000.000 a L. 3.000.000 a carico di ciascuna persona trovata in esercizio di attività d'insegnamento dello sci nell'ambito dell'organizzazione abusiva.

6. In caso di recidiva, l'ammontare delle sanzioni amministrative previste dal presente articolo, viene raddoppiato.».

Art. 17

Vigilanza

1. L'accertamento delle violazioni, che può essere effettuato anche da funzionari del settore regionale competente per materia, e l'irrogazione delle sanzioni amministrative, avvengono secondo le procedure di cui alla legge 24 dicembre 1981, n. 689.

2. I rapporti di accertate violazioni delle norme della presente legge sono presentati alla Regione che determina l'entità delle sanzioni e riscuote i relativi proventi.

Art. 18

Norma finanziaria

1. L'onere della spesa, di cui all'art. 6 della presente legge, valutato in L. 200.000.000 viene posto a carico del Capitolo n. 14200 del bilancio 1995.

2. L'onere della spesa di cui all'art. 7 della presente legge valutato in L. 1.000.000 viene posto a carico del Capitolo n. 53510 del bilancio 1995, con prelievo di pari importo al Capitolo n. 54600 del bilancio di previsione 1995 «fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine».

3. Per gli anni successivi agli appositi stanziamenti sarà provveduto con la legge approvativa del bilancio.

Art. 19

Norma transitoria

1. Tutti i maestri di sci, iscritti nell'elenco regionale degli abilitati all'insegnamento dello sci di cui all'art. 4 della legge regionale 4 dicembre 1981, n. 24, con l'entrata in vigore della presente legge, sono iscritti di diritto nell'albo professionale e fanno parte del Collegio Regionale dei maestri di sci.

2. In fase di prima applicazione della presente legge, sono riconosciute di diritto come «Tali» le scuole iscritte nell'elenco regionale di cui all'art. 14 della legge regionale 4 dicembre 1981, n. 24.

3. Il Presidente della Giunta Regionale o l'Assessore competente per materia convoca la prima assemblea del Collegio regionale dei maestri di sci mediante avviso da pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise e da trasmettere alle scuole di sci. Tale assemblea è presieduta dal maestro di sci più anziano presente.

4. I ricorsi avverso i provvedimenti disciplinari adottati dal direttivo del Collegio regionale, fino a quando non sarà costituito il Collegio Nazionale dei maestri di sci, sono presentati alla Giunta Regionale che decide in via definitiva.

Art. 20

Abrogazione norma precedente

1. La legge regionale 4 dicembre 1981, n. 24, è abrogata.

Art. 21

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell' art. 127 della costituzione e dell'art. 38 dello Statuto Regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise

L.R. Emilia-Romagna 9 dicembre 1993, n. 42

L.R. Emilia-Romagna 9 dicembre 1993, n. 42 (1)

 

Ordinamento della professione di maestro di sci

 

(1) Pubblicata nel B.U. Emilia-Romagna 13 dicembre 1993, n. 104

 

Art. 1

Oggetto.

1. La presente legge disciplina l'ordinamento della professione di maestro di sci in attuazione della legge 8 marzo 1991, n. 81.

 

Art. 2

Collegio regionale dei maestri di sci.

1. A norma dell'art. 13 della legge 8 marzo 1991, n. 81 è istituito il Collegio regionale dei maestri di sci dell'Emilia-Romagna, nei modi e con le competenze previste dallo stesso art. 13.

2. Le sedute dell'assemblea del Collegio regionale sono valide, in prima convocazione, con la presenza della maggioranza dei componenti e, in seconda convocazione purché siano presenti almeno un quinto dei componenti.

3. Le sedute del Consiglio direttivo del Collegio regionale sono valide, in prima convocazione, con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e, in seconda convocazione, con la presenza di almeno un terzo di essi.

4. Il Consiglio direttivo del Collegio regionale stabilisce la misura del contributo annuale a carico degli iscritti all'Albo da devolvere al Collegio regionale.

 

Art. 3

Esercizio della professione in Emilia-Romagna (2).

1. A norma dell’articolo 3 della legge n. 81 del 1991, è istituito l’Albo professionale dei maestri di sci della Regione Emilia-Romagna. L’iscrizione all’Albo, a cura del Consiglio direttivo del Collegio di cui all’articolo 2, è subordinata al conseguimento dell’abilitazione professionale di cui all’articolo 6 della legge n. 81 del 1991 ed al possesso dei seguenti requisiti:

a) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea;

b) maggiore età;

c) idoneità psico-fisica;

d) possesso del diploma di scuola dell’obbligo;

e) non aver riportato condanne penali che comportino l’interdizione, anche temporanea, dall’esercizio della professione, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione.

2. Possono esercitare stabilmente la professione di maestro di sci nel territorio regionale soltanto i maestri che risultino iscritti nell’Albo di cui al comma 1.

3. Ai fini dell’iscrizione all’Albo, i soggetti interessati procedono con dichiarazione di inizio attività a effetto immediato ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi). Con la dichiarazione è necessario certificare e attestare quanto indicato dal comma 1 del presente articolo (3).

(2) Vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 4, L.R. 1° giugno 2006, n. 5.

(3) Articolo così sostituito dall’art. 34, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «Art. 3. Esercizio della professione in Emilia-Romagna. 1. A norma dell'art. 3 della legge 8 marzo 1991, n. 81, è istituito l'Albo professionale dei maestri di sci della Regione Emilia-Romagna. L'iscrizione all'Albo è subordinata al conseguimento dell'abilitazione professionale di cui all'art. 6 della legge n. 81 del 1991 ed al possesso dei requisiti prescritti dall'art. 4 della medesima legge n. 81 del 1991.

2. Possono esercitare stabilmente la professione di maestro di sci nel territorio regionale soltanto i maestri che risultino iscritti nell'Albo di cui al comma 1.».

 

Art. 4

Abilitazione, aggiornamento e specializzazione professionale.

01. Alla programmazione, progettazione e realizzazione delle attività formative si applicano le norme di cui alla legge regionale 30 giugno 2003, n. 12 (Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro), e successive modificazioni (4).

1. I corsi di qualificazione professionale per i maestri di sci, che precedono, a norma dell'art. 6 della legge 8 marzo 1991, n. 81, l'esame di abilitazione all'esercizio della professione, ed i corsi di aggiornamento cui è subordinato il rinnovo dell'iscrizione, a norma dell'art. 11, comma 3 della legge n. 81 del 1991, sono istituiti dalla Giunta regionale.

2. La Giunta regionale può istituire altresì corsi di specializzazione in peculiari discipline.

3. La Giunta regionale, sentito il Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci e la Federazione italiana sport invernali (F.I.S.I.), delibera la durata, i programmi, l'organizzazione, il luogo di svolgimento, e le prove finali dei corsi, nonché le prove selettive per l'ammissione ad essi, determinando contestualmente l'ammontare delle spese a carico dei frequentanti.

4. I corsi di qualificazione professionale devono essere organizzati prevedendo preferibilmente l'impiego, per la parte tecnico-didattica, di istruttori nazionali.

5. Il programma dei corsi di formazione, distinti per le discipline alpine, fondo e snowboard, deve prevedere gli insegnamenti fondamentali individuati dall'articolo 7 della legge n. 81 del 1991, e si articola in tre moduli, uno didattico, uno tecnico e uno culturale, corrispondenti alle tre sezioni d'esame (5).

6. L'ammissione ai corsi di formazione professionale è subordinata al superamento di una prova dimostrativa attitudinale pratica (6).

7. La frequenza ai corsi è obbligatoria. Nel caso di impossibilità di frequenza ai corsi di aggiornamento, per malattia o per altri comprovati motivi di forza maggiore, il maestro di sci è tenuto a frequentare il corso immediatamente successivo alla cessazione dell'impedimento; la validità dell'iscrizione nell'Albo professionale è prorogata fino alla frequenza di tale corso e in ogni caso per un periodo massimo di tre anni, fermo restando l'accertamento dell'idoneità psico-fisica.

7-bis. Gli atleti emiliano-romagnoli che abbiano fatto parte ufficialmente delle squadre della nazionale maggiore delle discipline alpine, del fondo e dello snowboard sono esentati dall'esame di selezione di cui al comma 6 per l'ammissione ai corsi di formazione. Gli atleti emiliano-romagnoli che abbiano conseguito titoli di livello mondiale od olimpionico sono, altresì, esentati dall'obbligo della frequenza ai corsi di formazione e dall'esame al fine dell'iscrizione nell'albo (7).

(4) Comma aggiunto dall'art. 1, comma 1, L.R. 1° giugno 2006, n. 5.

(5) Comma così sostituito dall'art. 1, comma 2, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «5. Il programma dei corsi di formazione, distinti per le discipline alpine e il fondo, deve prevedere gli insegnamenti fondamentali individuati dall'art. 7 della legge n. 81 del 1991, e si articola in tre moduli, didattico-tecnico-culturale, corrispondenti alle tre sezioni d'esame.».

(6) Comma così sostituito dall'art. 1, comma 3, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «6. L'ammissione ai corsi di formazione professionale è subordinata al superamento di una prova dimostrativa attitudinale pratica. Si prescinde dalla prova per gli atleti che abbiano fatto parte ufficialmente per almeno uno degli ultimi cinque anni delle squadre nazionali per le discipline alpine e per il fondo.».

(7) Il presente comma, aggiunto dall'art. 1, L.R. 10 aprile 1995, n. 30, poi sostituito dall'art. 35, L.R. 28 luglio 2004, n. 17, è stato nuovamente così sostituito dall'art. 1, comma 4, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo precedente era così formulato: «7-bis. Gli atleti emiliano-romagnoli che abbiano fatto parte ufficialmente delle squadre nazionali delle discipline alpine e del fondo sono esentati dall'obbligo della frequenza ai corsi di formazione di cui al presente articolo. Gli atleti emiliano-romagnoli che abbiano conseguito titoli di livello mondiale od olimpionico sono altresì esentati dall'obbligo di esame al fine dell'iscrizione nell'albo.».

 

Art. 5

Commissione d'esame e rilascio dei titoli.

1. La Commissione esaminatrice per l'abilitazione all'esercizio della professione è istituita con decreto del Presidente della Giunta regionale assunto d'intesa con il Collegio regionale dei maestri di sci.

2. Se l'intesa non viene raggiunta entro novanta giorni dall'invio della proposta da parte del Presidente della Giunta regionale, lo stesso Presidente procede senz'altro alla nomina della Commissione.

3. La Commissione è composta da:

a) un esperto, designato dall'Assessore regionale competente in materia, che la presiede (8);

b) tre maestri di sci particolarmente esperti nella tecnica e didattica dello sci, di cui uno esperto nelle discipline alpine, uno nel fondo e uno nello snowboard, scelti in base ad una rosa di nominativi proposta dal Collegio regionale dei maestri di sci (9);

c) tre istruttori nazionali di sci, scelti in base ad una rosa di nominativi proposta dalla FISI (10);

d) tre esperti nelle materie culturali previste dal programma dei corsi e degli esami.

4. Per ogni membro della Commissione, ad eccezione del presidente, è nominato un membro supplente.

5. Limitatamente all'espletamento delle prove tecnica e didattica la Commissione è articolata in tre sottocommissioni, una per le discipline alpine, una per il fondo e una per lo snowboard (11).

6. La sottocommissione per le discipline alpine è composta da:

a) l'esperto, designato dall'Assessore regionale competente in materia, che la presiede (12);

b) tre componenti, un maestro di sci e un istruttore specializzati nelle discipline alpine, che fanno parte della Commissione ai sensi del comma 3, lettere b) e c), e un esperto in didattica che fa parte della Commissione ai sensi del comma 3, lettera d) (13).

7. La sottocommissione per il fondo è composta da:

a) l'esperto, designato dall'Assessore regionale competente in materia, che la presiede (14);

b) tre componenti, un maestro di sci e un istruttore specializzati nel fondo, che fanno parte della Commissione ai sensi del comma 3, lettere b) e c), e un esperto in didattica che fa parte della Commissione ai sensi del comma 3, lettera d) (15).

7-bis. La sottocommissione per lo snowboard è composta da:

a) l'esperto, designato dall'Assessore regionale competente in materia, che la presiede;

b) tre componenti, un maestro di sci e un istruttore specializzati nello snowboard, che fanno parte della Commissione ai sensi del comma 3, lettere b) e c), e un esperto in didattica che fa parte della Commissione ai sensi del comma 3, lettera d) (16).

8. Le funzioni di segretario della Commissione e delle sottocommissioni sono svolte da dipendente regionale in servizio presso l'Assessorato competente in materia (17).

9. Il mancato superamento della prova didattica o della prova culturale comporta solo la ripetizione delle singole prove da effettuarsi nella sessione di esami immediatamente successiva.

10. Per gli esami per il conseguimento dei diplomi di specializzazione la Commissione, e le sottocommissioni competenti per disciplina, sono integrate con uno o più esperti nelle materie oggetto della specializzazione nominati dal Presidente della Giunta regionale.

11. I componenti, titolari e supplenti, della Commissione esaminatrice vengono assicurati per rischi di danno subito e per la responsabilità civile verso terzi derivanti dall'espletamento delle funzioni previste dalla presente legge. La Giunta regionale stipula le relative polizze di assicurazione stabilendo modalità e massimali.

12. Ai membri della Commissione spettano i compensi e i rimborsi riconosciuti dalla legge regionale ai componenti delle Commissioni esaminatrici.

(8) Lettera così modificata dall'art. 15, comma 2, L.R. 25 febbraio 2000, n. 13.

(9) Lettera così sostituita dall'art. 2, comma 1, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «b) tre maestri di sci particolarmente esperti nella tecnica e didattica dello sci, di cui due specializzati nelle discipline alpine ed uno nel fondo, scelti in base ad una rosa di nominativi proposta dal Collegio regionale dei maestri di sci;».

(10) Lettera così sostituita dall'art. 2, comma 2, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «c) cinque istruttori nazionali di sci, di cui tre specializzati nelle discipline alpine e due nel fondo, scelti in base ad una rosa di nominativi proposta dalla Federazione nazionale sport invernali;».

(11) Comma così sostituito dall'art. 2, comma 3, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «5. Limitatamente all'espletamento delle prove tecnica e didattica la Commissione è articolata in due sottocommissioni, una per le discipline alpine e l'altra per il fondo.».

(12) Lettera così modificata dall'art. 15, comma 3, lettera a), L.R. 25 febbraio 2000, n. 13.

(13) Lettera così sostituita dall'art. 2, comma 4, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «b) cinque componenti specializzati nelle discipline alpine, che fanno parte della Commissione ai sensi del comma 3, lettere b) e c).».

(14) Lettera così modificata dall'art. 15, comma 3, lettera b), L.R. 25 febbraio 2000, n. 13.

(15) Lettera così sostituita dall'art. 2, comma 5, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «b) tre componenti specializzati nel fondo che fanno parte della Commissione ai sensi del comma 3, lettere b) e c).».

(16) Comma aggiunto dall'art. 2, comma 6, L.R. 1° giugno 2006, n. 5.

(17) Comma così modificato dall'art. 15, comma 4, L.R. 25 febbraio 2000, n. 13.

 

Art. 6

Maestri di sci di altre Regioni o di altri Stati.

1. I maestri di sci iscritti negli Albi professionali di altre Regioni o Province autonome, che intendano esercitare stabilmente la professione in Emilia-Romagna, devono comunicare al Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci il trasferimento all’Albo professionale della Regione Emilia-Romagna. Il Consiglio direttivo del Collegio regionale procede alla iscrizione all’Albo di cui all’articolo 3, previa verifica del possesso dei requisiti di legge, dandone immediata comunicazione al Collegio regionale o provinciale dal quale il maestro proviene.

2. Il Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci provvede a cancellare dall’Albo i nominativi di coloro che hanno trasferito l’iscrizione nell’Albo di altra Regione o Provincia autonoma.

3. I maestri di sci iscritti negli Albi professionali di altre Regioni o Province autonome, che intendano esercitare temporaneamente la professione in Emilia-Romagna, devono darne preventiva comunicazione al Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci, indicando le località sciistiche nelle quali intendono esercitare e il periodo di attività.

4. All’esercizio professionale temporaneo di maestro di sci in Emilia-Romagna da parte dei cittadini provenienti da Stati membri dell’Unione europea diversi dall’Italia, non iscritti in Albi professionali italiani, si applica la disciplina contenuta nel decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell’adesione di Bulgaria e Romania).

5. I maestri di sci, cittadini di Stati membri dell’Unione europea diversi dall’Italia, non iscritti in albi professionali italiani, che intendono esercitare stabilmente la professione in Emilia-Romagna, devono procedere ai sensi dell’articolo 3 della presente legge. Fermo quanto disposto dal decreto legislativo n. 206 del 2007, in particolare al titolo III, il Collegio regionale dei maestri di sci dispone l’iscrizione all’Albo subordinatamente alla verifica della sussistenza del possesso del titolo idoneo, riconosciuto dalla competente autorità statale di cui all’articolo 5 dello stesso decreto legislativo n. 206 del 2007, e dei requisiti, diversi dall’abilitazione, di cui all’articolo 3, comma 1 della presente legge.

6. L’esercizio professionale in Emilia-Romagna, in forma stabile o temporanea, da parte dei maestri di sci che non siano cittadini dell’Unione europea e che possiedano un titolo rilasciato dallo Stato di provenienza senza essere iscritti in Albi professionali italiani, è sottoposto alle norme di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) e sue disposizioni attuative. Ai fini dell’esercizio in forma stabile, trova inoltre applicazione l’articolo 3.

7. I maestri di sci provenienti da altri Stati e da altre Regioni o Province autonome sono tenuti al rispetto di quanto disposto all’articolo 9.

8. L’esercizio saltuario dell’attività da parte di maestri di sci provenienti con loro allievi da altre Regioni o Province autonome o da altri Stati non è soggetto agli obblighi di cui al presente articolo.

9. La Giunta regionale può prevedere, per motivi di opportunità, deroghe alle precedenti disposizioni, in presenza di accordi bilaterali con Regioni limitrofe a condizione di reciprocità (18).

(18) Articolo così sostituito dall’art. 35, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «Art. 6. Maestri di sci di altre Regioni o di altri Stati. 1. I maestri di sci iscritti negli Albi professionali di altre Regioni o Province autonome che intendano esercitare stabilmente la professione in Emilia-Romagna devono chiedere il trasferimento all'Albo professionale della Regione Emilia-Romagna. Le domande di trasferimento devono essere presentate al Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci che autorizza l'iscrizione all'Albo di cui all'art. 3, comma 1, previa verifica del possesso dell'abilitazione professionale e degli altri requisiti prescritti dalla legge, dandone immediata comunicazione al Collegio regionale o provinciale dal quale il maestro proviene per la cancellazione dal relativo Albo.

2. Il Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci provvede a cancellare dall'Albo i nominativi di coloro che hanno trasferito l'iscrizione nell'Albo di altra Regione o Provincia autonoma.

3. I maestri di sci iscritti negli Albi professionali di altre Regioni o Province autonome che intendano esercitare temporaneamente la professione in Emilia-Romagna, per periodi comunque non superiori ai trenta giorni, anche non consecutivi, devono chiedere l'autorizzazione al Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci, indicando le località sciistiche nelle quali intendono esercitare e il periodo di attività. Il Consiglio direttivo autorizza l'esercizio subordinatamente alla verifica che il richiedente risulti già iscritto in altro Albo professionale.

4. I maestri di sci stranieri non iscritti in Albi professionali italiani che intendano esercitare temporaneamente la professione in Emilia-Romagna, per periodi comunque non superiori ai quindici giorni, anche non consecutivi, devono chiedere l'autorizzazione al Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci, che la concede subordinatamente al riscontro del possesso di un titolo idoneo ai sensi dell'art. 12, comma 1 della legge 8 marzo 1991, n. 81. Qualora il maestro straniero intenda esercitare stabilmente la professione in Emilia-Romagna, deve chiedere al Collegio regionale dei maestri di sci l'iscrizione all'Albo che verrà concessa subordinatamente alla verifica del possesso del titolo idoneo a norma dell'art. 12, comma 1 della legge n. 81 del 1991, e alla sussistenza degli altri requisiti, diversi dall'abilitazione, di cui all'art. 4 della medesima legge n. 81 del 1991.

5. I maestri di sci provenienti da altri Stati e da altre Regioni o Province autonome sono tenuti al rispetto delle tariffe di cui all'art 9.

6. L'esercizio saltuario dell'attività da parte di maestri di sci provenienti con loro allievi da altre Regioni o Province autonome o da altri Stati non è soggetto agli obblighi di cui al presente articolo.

7. La Giunta regionale può prevedere, per motivi di opportunità, deroghe alle precedenti disposizioni, in presenza di accordi bilaterali con Regioni limitrofe a condizione di reciprocità.».

 

Art. 7

Scuole di sci alpino, sci di fondo e di snowboard (19).

1. Agli effetti della presente legge per «scuole di sci alpino, sci di fondo e di snowboard» si intendono le unità organizzative cui fanno capo più maestri per esercitare, in modo coordinato e continuativo, la loro attività professionale (20).

2. All’apertura di scuole di sci alpino, sci di fondo e di snowboard si procede con dichiarazione di inizio attività con effetti immediati ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge n. 241 del 1990. Con la dichiarazione è necessario certificare e attestare quanto segue (21):

a) che la scuola abbia un organico minimo di sei maestri, che può essere ridotto a tre per le scuole operanti in piccole stazioni sciistiche;

b) che la scuola disponga di una sede adeguata e regolarmente autorizzata dagli organi preposti all'esercizio dell'attività;

c) che la scuola abbia sede in località idonea all'esercizio dell'attività sciistica;

d) che la scuola persegua lo scopo di una migliore qualificazione e organizzazione professionale;

e) che la scuola abbia un regolamento che disciplini, tra l'altro, le forme democratiche di partecipazione dei singoli maestri alla gestione e all'organizzazione delle scuole stesse;

f) che le scuole siano in grado di funzionare con l'organico minimo previsto senza soluzione di continuità per tutta la stagione invernale o estiva, secondo il periodo di attività;

g) [che le scuole abbiano un direttore, compreso nell'organico di cui alla lettera a), responsabile dell'attività del corpo docente sotto l'aspetto tecnico didattico] (22);

h) che le scuole assumano l'impegno a prestare la propria opera in operazioni straordinarie di soccorso e a collaborare con le competenti autorità scolastiche per favorire la più ampia diffusione della pratica dello sci alpino, dello sci di fondo e dello snowboard nelle scuole e per agevolare la preparazione sportiva dei giovani;

i) che la scuola dimostri di avere contratto una adeguata polizza di assicurazione contro i rischi di responsabilità civile verso terzi conseguenti all'esercizio dell'insegnamento;

j) [che nella stazione invernale sede dell'istituenda scuola non siano state autorizzate altre "scuole di sci alpino, sci di fondo e di snowboard"; in tal caso l'autorizzazione all'apertura potrà essere concessa esclusivamente dalla Giunta regionale, previa verifica delle reali esigenze di qualificazione della stazione sciistica, sentiti il Collegio regionale dei maestri di sci, la Comunità montana e il Comune competenti per territorio e le associazioni economiche locali] (23) (24).

3. Si applica l’articolo 19 della legge n. 241 del 1990, in particolare per quanto riguarda il potere dell’amministrazione comunale competente di vietare la prosecuzione dell’attività e di rimuoverne gli effetti, anche in caso di ripetute infrazioni delle norme di cui alla presente legge (25).

4. [L'autorizzazione è revocata qualora vengano meno uno o più requisiti previsti dal comma 2 e nel caso di ripetute infrazioni alle norme della presente legge. L'autorizzazione è altresì revocata qualora non si dia attuazione alle prescrizioni eventualmente contenute nel provvedimento autorizzativo] (26).

(19) Rubrica così sostituita dall'art. 3, comma 1, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «Scuole di sci.».

(20) Comma così sostituito dall'art. 3, comma 2, L.R. 1° giugno 2006, n. 5. Il testo originario era così formulato: «1. Agli effetti della presente legge per "scuole di sci" si intendono le unità organizzative cui fanno capo più maestri di sci per esercitare, in modo coordinato, la loro attività professionale.».

(21) Alinea così sostituito dall’art. 36, comma 1, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «La Giunta regionale, sentito il parere del Collegio regionale dei maestri di sci, della Comunità montana e del Comune competenti per territorio, autorizza l'apertura delle scuole di sci alpino, sci di fondo e di snowboard previa verifica della sussistenza delle seguenti condizioni:».

(22) Lettera abrogata dall’art. 36, comma 2, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

(23) Lettera abrogata dall’art. 36, comma 2, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

(24) Comma così sostituito dall'art. 3, comma 3, L.R. 1° giugno 2006, n. 5, poi così modificato come indicato nelle note che precedono. Il testo originario era così formulato: «2. La Giunta regionale, sentito il parere del Collegio regionale dei maestri di sci e della Comunità Montana competente per territorio, autorizza l'apertura delle scuole di sci previa verifica della sussistenza delle seguenti condizioni:

a) che la scuola abbia un organico minimo di sei maestri, che può essere ridotto a tre per le scuole operanti in piccole stazioni sciistiche;

b) che la scuola disponga di una sede adeguata per il periodo di funzionamento stagionale;

c) che la scuola abbia sede in località idonea all'esercizio dell'attività sciistica;

d) che la scuola persegua lo scopo di una migliore qualificazione e organizzazione professionale;

e) che la scuola abbia un regolamento che disciplini, tra l'altro, le forme democratiche di partecipazione dei singoli maestri alla gestione e all'organizzazione delle scuole stesse;

f) che le scuole siano in grado di funzionare senza soluzione di continuità per tutta la stagione invernale o estiva, secondo il periodo di attività;

g) che le scuole abbiano un direttore, compreso nell'organico di cui alla lettera a), responsabile dell'attività del corpo insegnante sotto l'aspetto tecnico-didattico;

h) che le scuole assumano l'impegno a prestare la propria opera in operazioni straordinarie di soccorso; a collaborare con le competenti autorità scolastiche per favorire la più ampia diffusione della pratica dello sci nelle scuole e per agevolare la preparazione sportiva dei giovani;

i) che la scuola dimostri di avere contratto una adeguata polizza di assicurazione contro i rischi di responsabilità civile verso terzi conseguenti all'esercizio dell'insegnamento.».

(25) Comma così sostituito dall’art. 36, comma 3, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «3. Per il soddisfacimento delle condizioni di cui al comma 2, la Giunta regionale, con il provvedimento con i quale autorizza l'apertura della scuola, può dettare le opportune prescrizioni.».

(26) Comma abrogato dall’art. 36, comma 4, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

 

Art. 8

Adempimenti.

1. La dichiarazione di cui all’articolo 7 deve essere presentata al Comune nel cui territorio ha sede la scuola, corredata da (27):

a) un elenco dei maestri di sci componenti stabilmente la scuola;

b) [il verbale della riunione in cui è stato nominato il direttore] (28);

c) l'atto costitutivo e lo statuto-regolamento della scuola deliberato a norma dell'art. 7;

d) l'indicazione della sede o delle sedi della scuola, nonché di eventuali recapiti;

e) la denominazione della scuola.

2. Le scuole di sci autorizzate sono tenute a comunicare, entro trenta giorni dal loro verificarsi, tutte le variazioni che interessano il corpo insegnante, gli statuti-regolamenti, la sede, i recapiti e le altre condizioni previste dall'art. 7, comma 2.

(27) Alinea così sostituito dall’art. 36, comma 5, lettera a), L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «La domanda per il rilascio dell'autorizzazione, di cui all'art. 7, deve essere presentata in carta legale al Presidente della Giunta regionale, entro e non oltre il 30 settembre di ogni anno, corredata da:».

(28) Lettera abrogata dall’art. 36, comma 5, lettera b), L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

 

Art. 9

Tariffe professionali.

1. In materia di tariffe professionali praticate dai maestri di sci in Emilia-Romagna, si applica l’articolo 2 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale), convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. Il Collegio regionale dei maestri di sci determina i limiti massimi indicativi delle tariffe professionali e ne dà comunicazione agli enti locali (29).

2. Le scuole di sci devono esporre nelle loro sedi e negli eventuali recapiti, in modo ben visibile al pubblico, la tabella delle tariffe praticate.

(29) Comma così sostituito dall’art. 37, comma 1, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «1. Le tariffe praticate dai maestri di sci devono essere contenute nei limiti delle tariffe annualmente determinate dal Collegio regionale dei maestri di sci e dal medesimo comunicate alla Regione e alle Province.».

 

Art. 10

Sanzioni amministrative.

1. Chiunque, pur in possesso dell'abilitazione professionale, eserciti l'attività di maestro di sci nell'ambito della regione Emilia-Romagna senza essere iscritto all'Albo di cui all'art. 3, o senza l'autorizzazione di cui all'art. 6, commi 5 e 6, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 258 Euro a 774 Euro (30).

2. L'esercizio abusivo di scuola di sci, e in ogni caso l'apertura e l'esercizio di scuole di sci, comunque denominate, in difetto della dichiarazione di cui all'art. 7, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 516 Euro a 1.549 Euro a carico di ciascuna persona che pratichi l'attività di insegnamento dello sci nell'ambito dell'organizzazione abusiva (31). In aggiunta a quanto previsto nel presente comma viene irrogata la sanzione da 2.582 Euro a 7.746 Euro a carico del responsabile della scuola di sci abusiva (32).

3. [L'applicazione di tariffe professionali superiori a quelle determinate ai sensi dell'art. 9 comporta il pagamento della sanzione amministrativa di una somma da due a sei volte la tariffa praticata] (33).

4. L'accertamento delle violazioni e l'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui alla presente legge è delegato ai Comuni, nel rispetto delle disposizioni contenute nella L.R. 28 aprile 1984, n. 21, di disciplina delle sanzioni amministrative di competenza regionale.

(30) Comma così modificato dapprima dall'art. 2, comma 1 e relativa tabella A, L.R. 13 novembre 2001, n. 38, a decorrere dal 1° gennaio 2002 (come prevede l'art. 5 della stessa legge) e poi dall'art. 37, comma 2, lettera a), L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

(31) Periodo così modificato dapprima dall'art. 2, comma 1 e relativa tabella A, L.R. 13 novembre 2001, n. 38, a decorrere dal 1° gennaio 2002 (come prevede l'art. 5 della stessa legge) e poi dall'art. 37, comma 2, lettera b), L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

(32) Periodo così modificato dall'art. 2, comma 1 e relativa tabella A, L.R. 13 novembre 2001, n. 38, a decorrere dal 1° gennaio 2002 (come prevede l'art. 5 della stessa legge).

(33) Comma abrogato dall’art. 37, comma 2, lettera c), L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

 

Art. 11

Competenze della Giunta regionale.

1. Con provvedimento della Giunta regionale sono individuate e delimitate le aree sciistiche e sono descritte le caratteristiche degli itinerari sciistici, dei percorsi di sci fuori pista e delle escursioni sciistiche ove è prevista l'attività di maestri di sci.

2. La Giunta regionale, a norma dell'art. 13 - comma 5 - della legge 8 marzo 1991, n. 81, vigilia sull'attività del Collegio regionale dei maestri di sci, ed approva i regolamenti relativi al funzionamento del Collegio, adottati dall'assemblea del Collegio.

3. La Giunta regionale determina le modalità per l'espletamento della vigilanza sull'Albo professionale, sul Collegio regionale dei maestri di sci, e sulle scuole di sci.

 

Art. 12

Norme transitorie.

1. In sede di prima applicazione della presente legge sono iscritti di diritto all'Albo professionale regionale dell'Emilia-Romagna tutti i maestri di sci già iscritti nell'elenco regionale degli abilitati all'insegnamento dello sci di cui all'art. 12 della L.R. 5 maggio 1980, n. 31.

2. In sede di prima applicazione delle presente legge sono riconosciute di diritto come "scuole di sci" le scuole già iscritte nell'elenco regionale delle scuole di sci di cui all'art. 10 della L.R. n. 31 del 1980.

3. La prima assemblea del Collegio regionale dei maestri di sci è indetta dal Presidente della Giunta regionale mediante avviso da pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna e da trasmettere alle associazioni di categoria dei maestri di sci e alle scuole di sci.

4. I procedimenti iniziati sulla base della L.R. n. 31 del 1980 ed in corso alla data di entrata in vigore della presente legge sono conclusi secondo le disposizioni contenute nella legge medesima.

 

Art. 13

Oneri finanziari.

1. All'onere finanziario relativo agli interventi di cui all'art. 4 della presente legge la Regione fa fronte mediante l'utilizzo dei propri mezzi finanziari correnti e con l'istituzione di apposito capitolo di spesa nel bilancio di previsione che sarà dotato della necessaria disponibilità con la legge annuale di bilancio, a norma della L.R. 6 luglio 1977, n. 31, art. 11, primo comma.

 

Art. 14

Abrogazione di norme.

  1. La L.R. 5 maggio 1980, n. 31 "Disciplina dell'insegnamento dello sci in Emilia-Romagna" è abrogata.

L.R. Emilia-Romagna 1 febbraio 1994, n. 3

L.R. Emilia-Romagna 1 febbraio 1994, n. 3 (1)

 

Ordinamento della professione di guida alpina (2)

 

(1) Pubblicata nel B.U. Emilia-Romagna 3 febbraio 1994, n. 10.

(2) Titolo così sostituito dall'art. 13, comma 1, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4. Il testo originario era il seguente: «Ordinamento delle professioni di guida alpina e di accompagnatore di montagna».

 

Art. 1

Oggetto.

1. La presente legge disciplina l'ordinamento della professione di guida alpina in Emilia-Romagna, in attuazione della legge 2 gennaio 1989, n. 6, modificata con legge 8 marzo 1991, n. 81 (3).

(3) Articolo così modificato dall'art. 13, comma 2, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4.

 

TITOLO I

Guida alpina

Art. 2

Gradi della professione.

1. La professione si articola in due gradi:

a) aspirante guida;

b) guida alpina-maestro di alpinismo.

2. L'aspirante guida può svolgere le attività di cui all'art. 2 della legge n. 6 del 1989, con esclusione delle ascensioni di grado superiore al sesto. Il divieto di cui sopra non sussiste se l'aspirante guida fa parte di comitive condotte da una guida alpina-maestro di sci alpinismo.

 

Art. 3

Esercizio della professione in Emilia-Romagna.

1. A norma dell'art. 4 della legge n. 6 del 1989 è istituito l'Albo professionale delle guide alpine della regione Emilia-Romagna. L'iscrizione all'Albo è subordinata al conseguimento della abilitazione tecnica di cui all'art. 7 della legge n. 6 del 1989 ed al possesso dei requisiti prescritti dall'art. 5 della medesima legge n. 6 del 1989.

2. Possono esercitare stabilmente la professione di guida alpina nel territorio regionale soltanto le guide alpine-maestri di alpinismo e le aspiranti guide che risultino iscritti nell'Albo di cui al comma 1.

2-bis. Ai fini dell’iscrizione all’Albo, i soggetti interessati procedono con dichiarazione di inizio attività con effetti immediati ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi). Con la dichiarazione è necessario certificare e attestare quanto indicato dal comma 1 (4).

(4) Comma aggiunto dall’art. 38, comma 1, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

 

Art. 4

Trasferimento ed aggregazione temporanea.

1. Le guide alpine - maestri di alpinismo e le aspiranti guide iscritti nell’Albo di un’altra Regione o Provincia autonoma, che intendano esercitare stabilmente la professione in Emilia-Romagna, devono comunicare il trasferimento dell’iscrizione nell’Albo professionale della Regione Emilia-Romagna al Collegio regionale delle guide di cui all’articolo 13 della legge n. 6 del 1989. Il Collegio procede all’iscrizione previa verifica dei requisiti di cui all’articolo 3 (5).

2. Le guide alpine - maestri di alpinismo iscritti in Albi di altre Regioni o Province autonome, che svolgono temporaneamente l’attività di insegnamento presso scuole di alpinismo o di sci alpinismo dell’Emilia-Romagna, possono richiedere l’aggregazione temporanea all’Albo di cui all’articolo 3, conservando l’iscrizione nell’Albo della Regione o Provincia autonoma di provenienza. Non è consentita l’aggregazione temporanea delle aspiranti guide (6).

3. Il Collegio regionale delle guide dispone l’aggregazione temporanea di cui al comma 2, previa verifica della sussistenza dei necessari requisiti del richiedente. Il Collegio provvede altresì a cancellare dall’Albo coloro che hanno trasferito l’iscrizione in altro Albo regionale (7).

4. Non è soggetto agli obblighi di cui ai commi precedenti l'esercizio saltuario dell'attività da parte di guide alpine-maestri di alpinismo o di aspiranti guide provenienti con loro clienti da altre regioni o province autonome o da altri Stati.

4-bis. All’esercizio professionale in Emilia-Romagna, in forma temporanea o stabile, da parte di guide alpine - maestri di alpinismo e aspiranti guide provenienti da Stati membri dell’Unione europea diversi dall’Italia, non iscritti in Albi professionali italiani, si applicano le specifiche disposizioni contenute nel decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell’adesione di Bulgaria e Romania) (8).

4-ter. L’esercizio professionale in Emilia-Romagna, in forma stabile o temporanea, da parte di guide alpine - maestri di alpinismo e aspiranti guide che non siano cittadini dell’Unione europea e che possiedano un titolo rilasciato dallo Stato di provenienza senza essere iscritti in Albi professionali italiani, è sottoposto alle norme di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) e sue disposizioni attuative (9).

4-quater. Nei casi di cui ai commi 4-bis e 4-ter, ai fini dell’esercizio in forma stabile, trova inoltre applicazione l’articolo 3 (10).

(5) Comma così sostituito dall’art. 38, comma 2, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «1. Le guide alpine-maestri di alpinismo e le aspiranti guide iscritte in Albo di altra Regione o Provincia autonoma, che intendono esercitare stabilmente la professione in Emilia-Romagna, possono richiedere il trasferimento dell'iscrizione nell'Albo professionale della Regione Emilia-Romagna.».

(6) Comma così sostituito dall’art. 38, comma 2, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «2. La guida alpina-maestro di alpinismo iscritta in Albo di altra Regione o Provincia autonoma che intende svolgere, per periodi determinati della durata massima di sei mesi, l'attività di insegnamento presso scuole di alpinismo o di sci alpinismo può richiedere l'aggregazione temporanea all'Albo dell'Emilia-Romagna, conservando l'iscrizione nell'Albo della Regione o Provincia autonoma di provenienza. Non è consentita l'aggregazione temporanea delle aspiranti guide.».

(7) Comma così sostituito dall’art. 38, comma 2, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «3. L'iscrizione per trasferimento o l'aggregazione temporanea sono disposte dal Collegio regionale delle guide di cui all'art. 13 della legge n. 6 del 1989, previa verifica della sussistenza dei necessari requisiti del richiedente. Il Collegio provvede altresì a cancellare dall'Albo coloro che hanno trasferito l'iscrizione in altro Albo regionale.».

(8) Comma aggiunto dall’art. 38, comma 3, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

(9) Comma aggiunto dall’art. 38, comma 3, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

(10) Comma aggiunto dall’art. 38, comma 3, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

Art. 5

Abilitazione tecnica, aggiornamento e specializzazione professionale.

1. I corsi di qualificazione professionale per le guide alpine e aspiranti guide alpine che precedono, a norma dell'art. 7 della legge n. 6 del 1989, l'esame di abilitazione all'esercizio della professione, ed i corsi di aggiornamento cui è subordinato il rinnovo dell'iscrizione a norma dell'art. 9 della legge n. 6 del 1989, sono istituiti dalla Giunta regionale.

2. La Giunta regionale può istituire altresì corsi di specializzazione in peculiari discipline.

3. La Giunta regionale, sentito il Collegio regionale delle guide, delibera la durata, i programmi, l'organizzazione, il luogo di svolgimento e le prove finali dei corsi, determinando contestualmente l'ammontare delle spese a carico dei frequentanti. Il programma dei corsi è stabilito considerando come minimi i criteri fissati dall'art. 7, comma 7, della legge n. 6 del 1989.

4. L'ammissione ai corsi di formazione professionale è subordinata al superamento di una prova dimostrativa attitudinale pratica.

5. La frequenza ai corsi è obbligatoria. Nel caso di impossibilità di frequenza ai corsi di aggiornamento, per malattia o per altri comprovati motivi di forza maggiore, la guida alpina-maestro di alpinismo e l'aspirante guida sono tenute a frequentare il corso immediatamente successivo alla cessazione dell'impedimento. La validità dell'iscrizione nell'Albo è prorogata fino alla frequenza di tale corso, e in ogni caso per un periodo massimo di tre anni, fermo restando l'accertamento dell'idoneità psico-fisica.

Art. 6

Commissione esaminatrice.

1. La Commissione esaminatrice per l'abilitazione tecnica all'esercizio della professione è istituita con deliberazione della Giunta regionale, su proposta del Collegio regionale delle guide, che deve essere formulata entro trenta giorni dalla formale richiesta dell'Assessorato regionale competente. Decorso detto termine senza che la proposta sia pervenuta, la Giunta regionale procede senz'altro alla nomina della Commissione.

2. La Commissione è composta da:

a) un esperto in materia, designato dall'Assessore regionale competente, che la presiede (11);

b) tre istruttori di guida alpina in possesso del diploma di cui all'art. 7, comma 8, della legge n. 6 del 1989;

c) due esperti nelle materie teoriche previste dai programmi;

d) un medico esperto in medicina sportiva designato dalla Federazione medico- sportiva regionale.

3. Per ogni membro della Commissione, ad eccezione del Presidente, è nominato un membro supplente.

4. La prova relativa alla valutazione tecnica compete ad una Sottocommissione composta da:

a) l'esperto di cui al comma 2, lett. a) (12);

b) i tre istruttori di guida alpina di cui al comma 2, lettera b).

5. Le funzioni di Segretario della Commissione e della Sottocommissione sono svolte da un dipendente dell'Assessorato regionale competente (13).

6. Negli esami per il conseguimento dei diplomi di specializzazione, la Commissione è integrata con uno o più esperti, nelle materie oggetto della specializzazione, nominati dal Presidente della Giunta regionale.

7. I componenti, titolari e supplenti, della Commissione esaminatrice vengono assicurati per i rischi di danno subito e per la responsabilità civile verso terzi derivanti dall'espletamento delle funzioni previste dalla presente legge. La Giunta regionale stipula le relative polizze di assicurazione stabilendo modalità e massimali.

8. Ai membri della Commissione spettano i compensi ed i rimborsi riconosciuti dalla legge regionale ai componenti delle Commissioni esaminatrici.

(11) Lettera così modificata dall'art. 15, comma 5, L.R. 25 febbraio 2000, n. 13.

(12) Lettera così modificata dall'art. 15, comma 6, L.R. 25 febbraio 2000, n. 13.

(13) Comma così modificato dall'art. 15, comma 7, L.R. 25 febbraio 2000, n. 13.

Art. 7

Pubblicità dei compensi professionali.

1. Il materiale pubblicitario e informativo delle prestazioni professionali deve contenere i relativi prezzi.

2. Gli Enti locali possono pubblicizzare le tariffe che le Associazioni comunichino entro il mese di ottobre e che gli associati applicheranno per l'anno di riferimento (14).

(14) Articolo così sostituito dall'art. 13, comma 3, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4. Il testo originario così disponeva: «Art. 7. Tariffe professionali. 1. Le tariffe per le prestazioni professionali delle guide alpine- maestri di alpinismo e delle aspiranti guide devono essere contenute nei limiti massimi e minimi delle tariffe annualmente determinate dalla Giunta regionale, sentito il Collegio regionale delle guide, nel rispetto della tariffa minima giornaliera fissata dal Collegio nazionale delle guide.».

Art. 8

Collegio regionale delle guide alpine.

1. A norma dell'art. 13 della legge n. 6 del 1989 è istituito il Collegio regionale delle guide alpine-maestri di alpinismo e delle aspiranti guide dell'Emilia-Romagna, nei modi e con le competenze previste dallo stesso art. 13.

2. Il Collegio regionale ha un Direttivo composto da rappresentanti eletti da tutti i membri del Collegio, nel numero e secondo le modalità previste dai regolamenti del Collegio.

3. La vigilanza sul Collegio regionale delle guide, nonché l'approvazione dei regolamenti adottati dal Collegio, spettano alla Giunta regionale.

4. Le sedute dell'Assemblea sono valide, in prima convocazione, con la presenza della maggioranza dei membri del Collegio e, in seconda convocazione, con la presenza di almeno un quinto dei membri.

5. Le sedute del Direttivo sono valide, in prima convocazione, con la presenza della maggioranza dei membri del Direttivo e, in seconda convocazione, con la presenza di almeno un terzo dei membri.

6. Il Direttivo del Collegio regionale delle guide stabilisce la misura del contributo annuale a carico degli iscritti all'Albo da devolvere al Collegio regionale.

Art. 9

Scuole di alpinismo e di sci alpinismo.

1. Le scuole di alpinismo e di sci alpinismo sono riconosciute dalla Giunta regionale e sono iscritte in un apposito elenco.

2. Le richieste di riconoscimento delle scuole di alpinismo e di sci alpinismo sono presentate alla Giunta regionale (15).

3. La Giunta regionale verifica annualmente la persistenza delle condizioni per il riconoscimento di cui all’articolo 19 della legge n. 6 del 1989 (16).

4. [La denominazione "Scuola di alpinismo e di sci alpinismo" può essere usata solo dagli organismi riconosciuti ai sensi del presente articolo] (17).

(15) Comma così sostituito dall’art. 38, comma 4, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «2. Le richieste di riconoscimento delle scuole di alpinismo e di sci alpinismo sono presentate alla Giunta regionale, tramite il Collegio regionale delle guide che formula il proprio parere in merito.».

(16) Comma così sostituito dall’art. 38, comma 4, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4. Il testo originario era così formulato: «3. La Giunta regionale verifica annualmente la persistenza delle condizioni per il riconoscimento di cui all'art. 19 della legge n. 6 del 89, tramite il Collegio regionale delle guide e adotta i conseguenti provvedimenti.».

(17) Comma abrogato dall’art. 38, comma 5, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

Art. 10

Sanzioni amministrative.

1. Chi, essendo iscritto ad un Albo di altra Regione o Provincia autonoma, esercita la professione stabilmente in Emilia-Romagna in violazione delle norme dell'art. 4, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 Euro a 516 Euro (18).

2. L'esercizio abusivo di scuola di alpinismo o di sci di alpinismo e, in ogni caso, l'apertura e l'esercizio di scuole di alpinismo comunque denominate in difetto del riconoscimento regionale, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 516 Euro a 1.549 Euro a carico di ciascuna persona che pratichi l'attività di guida alpina nell'ambito dell'organizzazione abusiva (19).

3. [L'applicazione di tariffe professionali, superiori a quelle determinate ai sensi dell'art. 7, comporta il pagamento della sanzione amministrativa di una somma da due a nove volte la tariffa applicata] (20).

4. L'accertamento delle violazioni, e l'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui alla presente legge, è delegato ai Comuni, nel rispetto delle disposizioni contenute nella L.R. 28 aprile 1984, n. 21, di disciplina delle sanzioni amministrative di competenza regionale.

(18) Comma così modificato dall'art. 2, comma 1 e relativa tabella A, L.R. 13 novembre 2001, n. 38, a decorrere dal 1° gennaio 2002, come prevede l'art. 5 della stessa legge.

(19) Comma così modificato dall'art. 2, comma 1 e relativa tabella A, L.R. 13 novembre 2001, n. 38, a decorrere dal 1° gennaio 2002, come prevede l'art. 5 della stessa legge.

(20) Comma abrogato dall’art. 38, comma 6, L.R. 12 febbraio 2010, n. 4.

Art. 11

Norme transitorie.

1. In sede di prima applicazione della presente legge sono iscritte di diritto negli Albi professionali e fanno parte del Collegio regionale delle guide tutte le guide alpine-maestri di alpinismo e le aspiranti guide autorizzate all'esercizio della professione ai sensi della presente legge, nonché le guide alpine-maestri di alpinismo e le aspiranti guide che abbiano cessato l'attività per anzianità o invalidità.

2. Fermo restando quanto previsto al comma 1 dell'art. 24 della legge n. 6 del 1989, ed in deroga a quanto previsto dall'art. 3, comma 4, della legge n. 6 del 1989, le aspiranti guide che si iscrivono nell'Albo e che hanno compiuto quarant'anni alla data di entrata in vigore della legge n. 6 del 1989, possono restare iscritte anche se non conseguono il grado di guida alpina-maestro di alpinismo.

3. Fino a quando non è costituito il Collegio nazionale delle guide, per l'organizzazione dei corsi di formazione professionale e l'espletamento dei relativi esami, la Regione si avvale dell'Associazione guide alpine italiane.

4. Le elezioni del primo Direttivo del Collegio regionale sono indette dal Presidente della Regione.

TITOLO II

Accompagnatore di montagna (21)

Art. 12

Esercizio della professione.

[1. L'esercizio della professione di accompagnatore di montagna nella regione Emilia-Romagna è disciplinato dalla presente legge.

2. Possono esercitare stabilmente la professione di accompagnatore di montagna in Emilia-Romagna soltanto coloro che risultino iscritti nell'Elenco speciale di cui all'art. 13] (22).

(21) Il presente titolo, comprendente gli articoli da 12 a 20, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

(22) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

Art. 13

Elenco speciale degli accompagnatori di montagna.

[1. Nella regione Emilia-Romagna è istituito l'Elenco speciale degli accompagnatori di montagna. L'iscrizione all'Elenco è subordinata al conseguimento dell'abilitazione tecnica di cui all'art. 14 della presente legge ed al possesso dei requisiti previsti dall'art. 5, comma 1, lettere a), c), d), e) e f) della legge n. 6 del 89, nonché al requisito dell'età minima di anni diciotto.

2. Agli accompagnatori di montagna iscritti nell'Elenco speciale della regione Emilia-Romagna si applicano le disposizioni previste dall'art. 21 e dall'art. 22 della legge n. 6 del 89.

3. Gli iscritti all'Elenco di cui al comma 1 fanno parte dell'Elenco regionale delle guide. Partecipano, senza diritto di voto, all'assemblea del Collegio regionale medesimo ed eleggono un proprio rappresentante che integra la composizione del Direttivo del Collegio regionale nonché un proprio rappresentante che partecipa, senza diritto di voto, al Direttivo del Collegio nazionale] (23).

(23) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

Art. 14

Abilitazione tecnica all'esercizio della professione di accompagnatore di montagna.

[1. L'abilitazione tecnica all'esercizio della professione di accompagnatore di montagna si consegue mediante la frequenza di appositi corsi teorico-pratici ed il superamento dei relativi esami.

2. I corsi sono organizzati su base regionale, d'intesa con la Regione, dal Collegio regionale delle guide alpine.

3. La Giunta regionale, sentito il Collegio regionale delle guide alpine, delibera la durata, i programmi, l'organizzazione, il luogo di svolgimento e le prove finali dei corsi, determinando contestualmente l'ammontare della spesa a carico dei frequentanti.

4. Le funzioni di istruttore tecnico nei corsi sono affidate esclusivamente a guide alpine che abbiano conseguito il diploma di istruttore, rilasciato a seguito della frequenza di appositi corsi organizzati dal Collegio nazionale delle guide.

5. L'ammissione ai corsi di formazione professionale è subordinata al superamento di una prova dimostrativa attitudinale pratica. La frequenza ai corsi è obbligatoria] (24).

(24) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

Art. 15

Aggiornamento e specializzazione professionale.

[1. Gli accompagnatori di montagna sono tenuti a frequentare, almeno ogni tre anni, un apposito corso di aggiornamento organizzato dal Collegio regionale delle guide alpine, d'intesa con la Regione, nel cui Elenco speciale essi sono iscritti.

2. La frequenza ai corsi è obbligatoria. Nel caso di impossibilità di frequenza ai corsi di aggiornamento, per malattia o per altri comprovati motivi di forza maggiore, l'accompagnatore di montagna è tenuto a frequentare il corso immediatamente successivo alla cessazione dell'impedimento; la validità dell'iscrizione nell'Elenco speciale è prorogata fino alla frequenza di tale corso e, in ogni caso, per un periodo massimo di tre anni, fermo restando l'accertamento dell'idoneità psico-fisica.

3. La Giunta regionale può istituire altresì corsi di specializzazione in peculiari discipline] (25).

(25) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

Art. 16

Commissione esaminatrice.

[1. La Commissione esaminatrice per l'abilitazione all'esercizio della professione è istituita con deliberazione della Giunta regionale, su proposta del Collegio regionale delle guide alpine, che deve essere formulata entro trenta giorni dalla formale richiesta dell'Assessorato regionale competente. Decorso detto termine senza che la proposta sia pervenuta, la Giunta regionale procede senz'altro alla nomina della Commissione.

2. La Commissione è composta da:

a) un dirigente regionale esperto in materia, designato dall'Assessore regionale competente, che la presiede;

b) cinque esperti nelle materie previste dai programmi, scelti tra docenti universitari, rappresentanti delle associazioni protezionistiche o di studio ambientale più rappresentative nel territorio della regione Emilia-Romagna e rappresentanti del Collegio regionale delle guide alpine;

c) un medico esperto in medicina sportiva designato dalla Federazione medico-sportiva regionale.

3. Per ogni membro della Commissione, ad eccezione del Presidente, è nominato un membro supplente] (26).

(26) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

Art. 17

Tariffe professionali.

[1. Le tariffe per le prestazioni professionali degli accompagnatori di montagna devono essere contenute nei limiti massimi e minimi delle tariffe annualmente determinate dalla Giunta regionale, sentito il Collegio regionale delle guide, nel rispetto della tariffa minima giornaliera fissata dal Collegio nazionale delle guide] (27).

(27) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

Art. 18

Sanzioni amministrative.

[1. Chi, senza essere iscritto nell'Elenco speciale di cui all'art. 13, esercita stabilmente la professione di accompagnatore di montagna in Emilia-Romagna in violazione delle norme della presente legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 100.000 a lire 1.000.000.

2. L'applicazione di tariffe professionali superiori a quelle determinate ai sensi dell'art. 17 comporta il pagamento delle sanzioni amministrative di competenza regionale.

3. L'accertamento delle violazioni e l'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al presente articolo è delegato ai Comuni, nel rispetto delle disposizioni contenute nella L.R. 28 aprile 1984, n. 21, di disciplina delle sanzioni amministrative di competenza regionale] (28).

(28) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

Art. 19

Oneri finanziari.

[1. All'onere finanziario relativo agli interventi di cui agli art. 5 e 15 della presente legge la Regione fa fronte mediante l'utilizzo dei propri mezzi finanziari correnti e con l'istituzione di apposito capitolo di spesa nel bilancio di previsione che sarà dotato della necessaria disponibilità con la legge annuale di bilancio, a norma dell'art. 11, primo comma, della L.R. 6 luglio 1977, n. 31] (29).

(29) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

Art. 20

Norma transitoria.

[1. In sede di prima applicazione della presente legge sono iscritti di diritto nell'Elenco speciale degli accompagnatori di montagna, gli accompagnatori di montagna della regione, che risultino iscritti in un elenco trasmesso al Presidente della Regione dal Presidente dell'Associazione nazionale delle guide alpine italiane entro quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge] (30).

(30) Il titolo II, nel quale è compreso il presente articolo, è stato abrogato dall'art. 13, comma 4, L.R. 1 febbraio 2000, n. 4, salvo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 11 della stessa legge.

L.R. Val d’Aosta 31 dicembre 1999, n. 44

L.R. Val d’Aosta 31 dicembre 1999, n. 44 (1).

 

Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59, della legge regionale 6 settembre 1991, n. 58 e della legge regionale 16 dicembre 1992, n. 74 (2).

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(1) Pubblicata nel B.U. Valle d'Aosta 11 gennaio 2000, n. 2.

(2) Vedi, anche, la Delib.G.R. 7 ottobre 2006, n. 2899.

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Art. 1

Finalità.

1 La Regione promuove e sostiene la professione di maestro di sci, attività tipica e tradizionale delle popolazioni alpine, anche al fine di migliorare l'offerta turistica locale.

2. Per la finalità di cui al comma 1, la struttura regionale competente in materia di formazione delle professioni turistiche, di seguito denominata struttura regionale competente, sovrintende alla disciplina e all'organizzazione della professione di maestro di sci e all'esercizio delle scuole di sci, assicurando il coordinamento con l'Associazione valdostana maestri di sci (A.V.M.S.), di cui all'articolo 26 (3).

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(3) Comma così modificato dall’art. 1, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

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Art. 2

Definizione di maestro di sci.

1. È maestro di sci chi, per professione, accompagna e/o insegna, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole o a gruppi di persone la pratica dello sci nelle varie discipline, esercitate con qualsiasi tipo di attrezzo, nell'ambito di comprensori sciistici attrezzati, piste di sci, itinerari sciistici, pendii e percorsi sciabili, anche di neve perenne ed anche se non serviti da impianti di risalita, percorsi di sci fuori pista ed escursioni con gli sci, con risalita dei pendii anche mediante l'uso di pelli di foca o racchette da neve; la suddetta attività non deve comunque comportare difficoltà richiedenti l'uso di tecniche ed attrezzature alpinistiche, quali corde, piccozze e ramponi (4).

2. Nell'esercizio dell'attività di cui al comma 1, il maestro di sci, in quanto operatore turistico, ha altresì il compito di avvicinare lo sciatore all'ambiente alpino nel rispetto dei suoi valori naturali e morali, collaborando con la Regione, le Comunità montane, i comuni e le organizzazioni turistiche locali ai fini della promozione e della tutela dell'ambiente naturale montano.

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(4) Comma così modificato dall'art. 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

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Art. 3

Categorie di maestri di sci.

1. I maestri di sci autorizzati all'insegnamento dello sport dello sci sono suddivisi nelle seguenti categorie:

a) maestri di sci di discipline alpine;

b) maestri di sci di discipline nordiche;

c) maestri di snowboard.

2. I maestri di sci possono insegnare esclusivamente le discipline per le quali sono iscritti all'albo professionale regionale di cui all'articolo 10, di seguito denominato albo.

3. L'iscrizione all'albo, per coloro che siano in possesso dei requisiti richiesti, può riguardare congiuntamente l'insegnamento delle discipline alpine, delle discipline nordiche e dello snowboard.

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Art. 4

Qualificazioni e specializzazioni.

1. I maestri di sci iscritti all'albo possono conseguire le seguenti qualificazioni:

a) istruttore tecnico nazionale;

b) istruttore tecnico regionale, autorizzato all'insegnamento nelle materie teoriche e pratiche in occasione dei corsi di formazione e dei corsi di aggiornamento organizzati ai sensi della presente legge;

c) allenatore tecnico nazionale formato dalla F.I.S.I. (5);

d) [direttore di scuola di sci, autorizzato alla conduzione di una scuola di sci, ai sensi dell'articolo 19] (6).

2. Le qualificazioni di cui al comma 1, lettere a) e c), si conseguono a seguito della frequenza di corsi teorici e pratici e del superamento di appositi esami organizzati dalla FISI (7).

3. La qualificazione di cui al comma 1, lettera b), si consegue a seguito della frequenza di corsi teorici e pratici e del superamento di appositi esami, organizzati dall'AVMS, previa intesa con la struttura regionale competente (8).

4. A.V.M.S. organizza, previa intesa con la struttura regionale competente, corsi teorici e pratici ed esami per il conseguimento di diplomi di specializzazione per:

a) l'insegnamento dello sci ai bambini;

b) l'insegnamento dello sci ai portatori di handicap;

c) l'insegnamento del telemark;

d) l'insegnamento dello sci in lingua straniera;

d-bis) direttore di scuola di sci (9).

5. La struttura regionale competente, su motivata richiesta A.V.M.S., può autorizzare l'organizzazione di corsi ed esami funzionali al rilascio di ulteriori specializzazioni in aggiunta a quelle previste al comma 4.

6. Il diploma di specializzazione riconosce al titolare una particolare preparazione nell'espletamento della relativa attività professionale, che non è tuttavia preclusa a chi non ne è in possesso, fatta eccezione per le attività di cui al comma 4, lettere b) e c) (10).

7. L'albo reca menzione delle eventuali qualificazioni e specializzazioni conseguite dal maestro di sci iscritto.

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(5) Lettera così sostituita dall'art. 2, comma 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «c) allenatore regionale o analoghe qualifiche formate dalla F.I.S.I., autorizzati allo svolgimento dell'attività di avviamento all'agonismo e di perfezionamento della tecnica agonistica di atleti tesserati presso gli sci club regionali facenti parte del Comitato valdostano F.I.S.I.A.S.I.V.A. (Federazione Italiana Sport Invernali/Associazione Sport Invernali Valle d'Aosta);».

(6) Lettera abrogata dall'art. 2, comma 2, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(7) Comma così sostituito dall'art. 2, comma 3, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «2. La qualificazione di cui al comma 1, lettera a), si consegue a seguito della frequenza di corsi teorici e pratici e del superamento di appositi esami organizzati dalla F.I.S.I.».

(8) Comma così sostituito dall'art. 2, comma 4, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «3. Le qualificazioni di cui al comma 1, lettere b), c) e d), si conseguono a seguito della frequenza di corsi teorici e pratici e del superamento di appositi esami, organizzati A.V.M.S., previa intesa con la struttura regionale competente; per quanto concerne le analoghe qualifiche di cui alla lettera c), il titolo si ottiene a seguito di corsi ed esami organizzati dalla F.I.S.I.».

(9) Lettera aggiunta dall'art. 2, comma 5, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(10) Comma così modificato dall’art. 2, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

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Art. 5

Percorsi sci - alpinistici e fuori pista (11).

[1. Le scuole di sci e le società locali di guide alpine stabiliscono, d'intesa fra loro, per ciascuna zona, quali percorsi sci - alpinistici e fuori pista possono essere compiuti dai maestri di sci senza l'assistenza di una guida alpina. Copia degli accordi siglati è depositata presso la sede A.V.M.S., dell'Unione valdostana guide di alta montagna (U.V.G.A.M.) e della struttura regionale competente.

2. In mancanza di accordo o di organismo competente per zona decide l'Assessore regionale competente in materia di turismo, su proposta A.V.M.S. e U.V.G.A.M.].

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(11) Articolo abrogato dall’art. 3, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

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Art. 6

Esercizio stabile della professione.

1. Si considera esercizio stabile della professione l’attività svolta dal maestro di sci in forma individuale o nell’ambito di una scuola di sci autorizzata. L’esercizio stabile della professione è subordinato all’iscrizione all’albo (12).

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(12) Comma così sostituito dall'art. 32, comma 1, L.R. 26 maggio 2009, n. 12. Il testo originario era così formulato: «1. Si considera esercizio stabile della professione l'attività svolta dal maestro di sci che abbia residenza o domicilio in un Comune della Regione, ovvero che eserciti la propria attività nell'ambito di una scuola di sci autorizzata ai sensi dell'articolo 19. L'esercizio stabile della professione è subordinato all'iscrizione all'albo.».

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Art. 7

Esercizio saltuario della professione.

1. Si considera esercizio saltuario della professione nella Regione l'attività ivi svolta da maestri di sci provenienti con i loro clienti da altre regioni italiane, regolarmente iscritti all'albo professionale della Regione o Provincia autonoma di provenienza (13).

2. L'esercizio saltuario della professione nella Regione è consentito per un periodo massimo di quindici giorni, anche non consecutivi, nell'ambito della medesima stagione, ed è subordinato alla preventiva segnalazione da parte del maestro interessato alla locale scuola di sci.

3. Il periodo massimo di cui al comma 2 è elevato a trenta giorni nel caso in cui il maestro di sci presti la propria attività professionale nell'ambito di una scuola di sci autorizzata ai sensi dell'articolo 19. In tal caso il direttore della scuola di sci interessata è tenuto a richiedere A.V.M.S. il relativo nulla osta, accompagnando la richiesta con una dichiarazione attestante i motivi da cui deriva il ricorso alle prestazioni di maestri non inclusi nel proprio organico, nonché il possesso da parte del maestro interessato dei requisiti previsti al comma 1.

4. L'esercizio della professione protratto oltre i termini di cui ai commi 2 e 3 e la ricerca di clienti nella Regione costituiscono esercizio stabile della professione, ai sensi dell'articolo 6.

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(13) Comma così sostituito dall'art. 1, L.R. 17 marzo 2005, n. 6, a decorrere dal 1° giugno 2005 (come prevede l'art. 10 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «1. Si considera esercizio saltuario della professione nella Regione l'attività ivi svolta da maestri di sci provenienti con i loro clienti da altre regioni italiane, regolarmente iscritti all'albo professionale della Regione o Provincia autonoma di provenienza, nonché dai maestri di sci stranieri in visita in Valle d'Aosta con i propri clienti, qualora i maestri stessi siano in possesso di un titolo valido rilasciato dalle competenti autorità del paese di provenienza.».

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Art. 7-bis

Maestri di sci stranieri (14) (15).

1. L'esercizio stabile della professione da parte di maestri di sci stranieri è subordinato all'iscrizione all'albo professionale regionale, concessa alle seguenti condizioni:

a) aver ottenuto il riconoscimento del titolo posseduto dal richiedente, in applicazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319 (Attuazione della direttiva 92/51/CEE relativa ad un secondo sistema generale di riconoscimento della formazione professionale che integra la direttiva 89/48/CEE), per i cittadini di Stati membri dell'Unione europea diversi dall'Italia, e al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), per i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia;

b) essere in possesso dei requisiti di cui all'articolo 11 (16).

2. [A seguito dell'iscrizione di cui al comma 1, il maestro di sci interessato è tenuto a frequentare, nell'ambito del primo corso di formazione utile, indetto e organizzato dall'AVMS d'intesa con la struttura regionale competente, un corso di aggiornamento vertente sulle seguenti materie teorico-culturali:

a) geografia e ambiente montano della Valle d'Aosta;

b) topografia e orientamento;

c) impiantistica funiviaria;

d) normativa regionale sul turismo, con particolare riguardo a quella concernente la professione di maestro di sci] (17).

3. L'esercizio temporaneo della professione, di durata non superiore a quattro settimane nel corso della medesima stagione invernale, da parte di maestri di sci provenienti, con i propri clienti, da Stati membri dell'UE diversi dall'Italia o di maestri stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, non iscritti in un albo professionale di altra Regione o Provincia autonoma, è subordinato all'accertamento, da parte della struttura regionale competente, su proposta e con l'ausilio tecnico dell'AVMS, che il maestro interessato possegga, anche sulla base dell'esperienza professionale maturata, una idonea formazione professionale (18).

4. Qualora dall'esito dell'accertamento, disposto ai sensi del comma 3, risultino differenze sostanziali, consistenti nel difetto di conoscenze essenziali funzionali alla salvaguardia della sicurezza dei clienti, rispetto alla formazione prescritta ai sensi della presente legge per l'esercizio in Valle d'Aosta della professione di maestro di sci, la Regione, su proposta e con l'ausilio tecnico dell'AVMS, dispone nei confronti del richiedente l'applicazione di misure compensative o di sistemi di vigilanza. All'applicazione delle misure compensative provvede l'AVMS, mentre all'applicazione dei sistemi di vigilanza provvedono le Scuole di sci autorizzate operanti nel comprensorio interessato dall'esercizio temporaneo della professione (19).

4-bis. Ai fini dell'applicazione dei commi 3 e 4, l'AVMS redige e aggiorna annualmente la lista dei titoli ritenuti validi per l'esercizio temporaneo della professione e la trasmette alla struttura regionale competente entro il 31 agosto di ogni anno (20).

5. [Le determinazioni concernenti, nei singoli casi, l'accertamento di cui al comma 3 e l'applicazione delle misure compensative di cui al comma 4 sono assunte con decreto dell'assessore regionale competente in materia di turismo. L'assolvimento delle misure compensative costituisce titolo permanente di idoneità ai fini dell'esercizio temporaneo della professione in Valle d'Aosta, ma non comporta in nessun caso il riconoscimento del titolo ai fini dell'esercizio stabile della professione] (21).

6. La Giunta regionale, sentita l'AVMS, disciplina con propria deliberazione ogni ulteriore aspetto concernente l'esercizio temporaneo della professione, ivi comprese le procedure di cui ai commi 3 e 4 per l'accertamento e per l'applicazione di misure compensative e dei sistemi di vigilanza (22). La deliberazione è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.

6-bis. Il maestro di sci straniero già in possesso del decreto di idoneità permanente rilasciato dall'assessore regionale competente in materia di turismo, può esercitare temporaneamente la professione in Valle d'Aosta a condizione che:

a) permanga l'autorizzazione all'esercizio della professione nello Stato di provenienza;

b) si sottoponga ad un aggiornamento professionale, secondo le modalità stabilite con la deliberazione della Giunta regionale di cui al comma 6;

c) sia in possesso di copertura assicurativa mediante polizza di responsabilità civile verso i terzi derivante dallo svolgimento dell'attività, valida sul territorio nazionale (23).

7. [Non è soggetto agli obblighi di cui al presente articolo l'esercizio saltuario della professione, di durata non superiore a sette giorni non consecutivi nel corso della medesima stagione invernale, da parte di maestri di sci provenienti con i propri clienti da altri Stati dell'UE o da Paesi terzi, salvo, in ogni caso, da parte degli interessati, l'obbligo di segnalare preventivamente la loro presenza alla locale scuola di sci] (24).

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(14) Articolo aggiunto dall'art. 2, L.R. 17 marzo 2005, n. 6, a decorrere dal 1° giugno 2005 (come prevede l'art. 10 della stessa legge), poi così modificato come indicato nelle note che seguono.

(15) Vedi, anche, il Dec.Ass. 12 gennaio 2009, n. 1 e la Delib.G.R. 30 ottobre 2009, n. 2972.

(16) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «1. L'esercizio stabile della professione da parte di maestri di sci stranieri è subordinato all'iscrizione all'albo professionale regionale; l'iscrizione è concessa previo riconoscimento del titolo posseduto dal richiedente, in applicazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319 (Attuazione della direttiva 92/51/CEE relativa ad un secondo sistema generale di riconoscimento della formazione professionale che integra la direttiva 89/48/CEE), da ultimo modificato dal decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 277, per i cittadini di Stati membri dell'Unione europea (UE) diversi dall'Italia e al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), per i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia.».

(17) Comma abrogato dall’art. 4, comma 2, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

(18) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(19) Comma così sostituito dall’art. 1, comma 2, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «4. Qualora all'esito dell'accertamento disposto ai sensi del comma 3 risultino differenze sostanziali, consistenti nel difetto di conoscenze essenziali funzionali alla salvaguardia della sicurezza dei clienti, rispetto alla formazione prescritta ai sensi della presente legge per l'esercizio in Valle d'Aosta della professione di maestro di sci, la Regione, su proposta e con l'ausilio tecnico dell'AVMS, dispone nei confronti del richiedente l'applicazione di misure compensative. All'applicazione delle misure compensative provvede l'AVMS, d'intesa con la struttura regionale competente.».

(20) Comma aggiunto dall’art. 1, comma 3, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Vedi anche, per le norme transitorie, l’art. 9 della suddetta legge.

(21) Comma abrogato dall’art. 1, comma 4, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(22) Periodo così modificato dall’art. 1, comma 5, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(23) Comma aggiunto dall’art. 1, comma 6, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(24) Comma abrogato dall’art. 1, comma 7, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

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Art. 8

Abilitazione tecnica.

1. L'abilitazione tecnica per l'esercizio della professione di maestro di sci di discipline alpine, di maestro di sci di discipline nordiche e di maestro di snowboard si consegue mediante il superamento del test tecnico - attitudinali, la frequenza degli appositi corsi dì formazione regionali ed il superamento dei relativi esami tecnici, didattici, teorico - culturali e linguistici.

2. A.V.M.S., previa intesa con la struttura regionale competente, indice e organizza i corsi di formazione e di preparazione all'esame di maestro di sci nelle diverse categorie, della durata minima di novanta giorni effettivi di insegnamento, nonché i test tecnico - attitudinali e gli esami di idoneità tecnica, didattica, teorico - culturale e linguistica.

3. Sono ammessi a partecipare ai test tecnico-attitudinali, ai corsi di formazione e ai successivi esami coloro che:

a) hanno compiuto la maggiore età;

b) risultano in possesso dei requisiti morali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera e);

c) sono in possesso del diploma di licenza di scuola secondaria di primo grado o hanno assolto all'obbligo scolastico o, se provenienti da Stati esteri, sono in possesso di un titolo di studio riconosciuto o dichiarato equipollente dalle competenti autorità statali (25).

4. I corsi di formazione prevedono:

a) una sezione tecnica e pratica, con utilizzo della necessaria attrezzatura e studio delle tecniche, rispettivamente, delle discipline alpine, delle discipline nordiche e dello snowboard;

b) una sezione didattica applicata alla disciplina prescelta da svolgere con la collaborazione di una scuola di sci autorizzata ai sensi dell'articolo 19 (26);

c) una sezione teorico-culturale, comprendente le materie di insegnamento fondamentali individuate con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'AVMS, in armonia con quanto previsto dall'articolo 7 della legge 8 marzo 1991, n. 81 (Legge-quadro per la professione di maestro di sci e ulteriori disposizioni in materia di ordinamento della professione di guida alpina). È ammesso il riconoscimento di crediti formativi secondo le modalità di cui all'articolo 19 della legge regionale 31 marzo 2003, n. 7 (Disposizioni in materia di politiche regionali del lavoro, di formazione professionale e di riorganizzazione dei servizi per l'impiego) (27);

d) una sezione linguistica riguardante l'approfondimento delle conoscenze delle lingue italiana e francese, con particolare riferimento alla terminologia tecnica; per coloro che esercitano la professione nella comunità montana Walser - Alta valle del Lys la lingua italiana o francese può essere sostituita, su richiesta dell'interessato, con la lingua tedesca;

d-bis) una sezione relativa alla certificazione Eurosécurité (28);

d-ter) per le sole discipline alpine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), una sezione relativa alla certificazione Eurotest (29);

e) [un'attività di tirocinio presso una scuola di sci autorizzata e sotto la guida di un maestro di sci con almeno dieci anni di servizio] (30).

5. Le prove di esame comprendenti la sezione tecnica, didattica, teorico-culturale, linguistica e quella relativa alla certificazione Eurosécurité sono superate qualora il candidato raggiunga la sufficienza in ciascuna delle cinque sezioni. L'Eurotest è superato con riferimento ai parametri determinati a livello europeo per la sua valutazione (31).

6. Le commissioni esaminatrici del test tecnico - attitudinali e degli esami finali dei corsi di formazione per maestri di sci delle varie discipline, formate da istruttori tecnici nazionali e/o regionali, sono nominate A.V.M.S. secondo le norme del regolamento interno per i corsi di sci. Per quanto concerne le sezioni teorico - culturale e linguistica, la commissione è integrata da esperti nominati A.V.M.S.

6-bis. A seguito del conseguimento dell'abilitazione tecnica, i maestri di sci di discipline alpine, di discipline nordiche o di snowboard sono tenuti, ai fini dell'iscrizione alla sezione ordinaria dell'albo, a svolgere presso una scuola di sci o di snowboard autorizzata ai sensi dell'articolo 19 e sotto la vigilanza del direttore della scuola, un periodo di pratica professionale regolarmente retribuita, da effettuarsi nell'arco di una medesima stagione invernale, della durata di almeno venti giornate per i maestri di sci alpino e di snowboard e di almeno sette giornate per i maestri di sci nordico. In tale periodo, e comunque fino all'avvenuto completamento della pratica professionale, i maestri interessati sono iscritti, a cura dell'AVMS, in apposita sezione speciale dell'albo, previa verifica del possesso dei requisiti di cui all'articolo 11. L'AVMS e le scuole di sci autorizzate assicurano lo svolgimento della pratica professionale mediante la stipulazione di accordi (32).

6-ter. Salvo quanto disposto dal comma 6-quater, i maestri di sci iscritti alla sezione speciale dell'albo sono equiparati, agli effetti della presente legge, ai maestri iscritti alla sezione ordinaria del medesimo albo (33).

6-quater. I maestri di sci iscritti alla sezione speciale dell'albo possono svolgere l'attività di insegnamento nelle sole forme della pratica professionale di cui al comma 6-bis e non possono conseguire le qualifiche e specializzazioni di cui all'articolo 4 (34).

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(25) Comma così sostituito dall'art. 3, comma 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «3. Sono ammessi a partecipare ai test tecnico - attitudinali, ai corsi di formazione ed ai successivi esami, coloro che hanno compiuto la maggiore età e sono in possesso della licenza media o, se provenienti da stati esteri, di un titolo di studio equipollente.».

(26) Lettera così sostituita dall’art. 5, comma 1, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «b) una sezione didattica applicata alla disciplina prescelta;».

(27) Lettera così sostituita dall'art. 3, comma 2, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «c) una sezione teorico-culturale, comprendente i seguenti insegnamenti fondamentali:

1) pericoli della montagna;

2) orientamento topografico;

3) geografia;

4) ambiente montano e conoscenza del territorio regionale;

5) nozioni di medicina e pronto soccorso;

6) diritti, doveri e responsabilità del maestro di sei;

7) leggi e regolamenti professionali e tecnici;

8) impiantistica funiviaria;

9) aspetti tecnici e fiscali della professione;

10) nozioni e teorie di marketing;

11) sostegno ai portatori di handicap;

12) storia dello sci;

13) deontologia professionale e comunicazione;

14) normativa turistica della Regione;».

(28) Lettera aggiunta dall’art. 2, comma 1, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(29) Lettera aggiunta dall’art. 2, comma 2, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(30) Lettera abrogata dall'art. 3, comma 3, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(31) Comma così sostituito dall’art. 2, comma 3, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «5. Le prove di esame comprendenti la sezione tecnica, quella didattica, quella teorico - culturale e quella linguistica sono superate qualora il candidato raggiunga la sufficienza in ciascuna delle quattro sezioni.».

(32) Comma aggiunto dall’art. 3, comma 4, L.R. 13 novembre 2007, n. 29, poi così modificato dall’art. 5, comma 2, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

(33) Comma aggiunto dall'art. 3, comma 5, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(34) Comma aggiunto dall'art. 3, comma 6, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

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Art. 9

Corsi di aggiornamento.

1. L'AVMS indice e organizza, previa intesa con la struttura regionale competente, i corsi di aggiornamento per i maestri di sci di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard, nonché delle relative qualificazioni e specializzazioni, durante i quali sono fornite le nozioni necessarie ad adeguare l'insegnamento dello sport ai progressi della tecnica. L'AVMS, con proprio regolamento, definisce la cadenza, la durata e le modalità di svolgimento dei corsi di aggiornamento, in relazione alle esigenze tecniche e professionali (35).

2. È fatto obbligo ai maestri di sci di frequentare i corsi di aggiornamento organizzati ai sensi del presente articolo e riferiti a ciascuna delle categorie e specializzazioni per le quali hanno ottenuto l'abilitazione, salvo che nell'ultimo biennio abbiano partecipato a corsi di formazione o di aggiornamento in qualità di istruttori tecnici nazionali e/o regionali, o abbiano fatto parte delle squadre nazionali delle rispettive discipline, o abbiano frequentato analogo corso di aggiornamento tecnico organizzato presso un altro collegio regionale (36).

3. Nel caso di impossibilità di frequentare, per motivi di salute o per causa di forza maggiore regolarmente documentati, i corsi di aggiornamento alle scadenze fissate dall'AVMS, il Presidente dell'AVMS rilascia all'interessato l'autorizzazione e l'iscrizione all'albo, fatto salvo l'obbligo di frequentare il primo corso di aggiornamento immediatamente successivo al venir meno dell'impedimento (37).

4. Salvo quanto previsto al comma 3, la mancata frequenza ai corsi di aggiornamento comporta la sospensione del maestro di sci dall'albo, con divieto di esercizio della professione.

5. È fatto obbligo ai maestri di sci che hanno conseguito la qualificazione e/o la specializzazione di cui all'articolo 4, di frequentare i corsi di aggiornamento organizzati - A.V.M.S. ogni qualvolta ne ravvisa la necessità, previa intesa con la struttura regionale competente. La mancata partecipazione per causa di forza maggiore, regolarmente documentata dall'interessato e riconosciuta valida dal Presidente A.V.M.S., permette all'interessato di mantenere la qualificazione e/o la specializzazione sino alla data di organizzazione del corso di aggiornamento successivo. Il mancato riconoscimento della causa di forza maggiore o la mancata partecipazione al corso di aggiornamento successivo comporta l'immediata ed automatica sospensione della qualificazione e/o specializzazione acquisita.

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(35) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29, poi così modificato dall’art. 6, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «1. A.V.M.S. indice e organizza, per conto e previa intesa con la struttura regionale competente, i corsi di aggiornamento per i maestri di sci di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard, nonché delle relative qualificazioni e specializzazioni, durante i quali sono fornite le nozioni necessarie ad adeguare l'insegnamento dello sport ai progressi della tecnica. La durata dei corsi di aggiornamento è stabilita di volta in volta A.V.M.S., in relazione alle esigenze tecniche di insegnamento.».

(36) Comma così modificato dall'art. 4, comma 2, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(37) Comma così sostituito dall'art. 4, comma 3, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «3. Nel caso di impossibilità di frequentare uno dei corsi di aggiornamento entro il termine del biennio per causa di forza maggiore, regolarmente documentata dall'interessato, il Presidente A.V.M.S., riconosciuta la giusta causa dell'assenza, rilascia l'autorizzazione e l'iscrizione all'albo solamente per l'anno in corso; in tale caso il maestro di sci ha l'obbligo di frequentare il primo corso di aggiornamento utile.».

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Art. 10

Albo professionale regionale (38).

1. È istituito presso 1'AVMS l'albo professionale regionale dei maestri di sci.

1-bis. L'albo è suddiviso nelle seguenti sezioni:

a) ordinaria, in cui sono iscritti i maestri di sci di discipline alpine, i maestri di sci di discipline nordiche e i maestri di snowboard che esercitano stabilmente la professione in Valle d'Aosta;

b) speciale, in cui sono iscritti i maestri di cui all'articolo 8, comma 6-bis;

c) separata, in cui sono iscritti i maestri di cui all'articolo 13, comma 1, ultimo periodo (39).

2. L'AVMS conserva l'albo e ne cura l'aggiornamento.

3. I maestri di sci iscritti ad altro albo professionale regionale o provinciale possono ottenere il trasferimento, previa verifica del possesso dei requisiti di cui all'articolo 11.

4. [I maestri di sci di cui al comma 3 sono tenuti a frequentare, nell'ambito del primo corso di formazione utile, successivo all'avvenuto trasferimento, indetto e organizzato dall'AVMS d'intesa con la struttura regionale competente, un corso di aggiornamento vertente sulle seguenti materie teorico-culturali:

a) geografia e ambiente montano della Valle d'Aosta;

b) topografia e orientamento;

c) impiantistica funiviaria;

d) normativa regionale concernente la professione di maestro di sci;

e) norme di sicurezza e primo soccorso in montagna;

f) conoscenze della terminologia tecnica, inerente all'insegnamento dello sci, in lingua inglese e francese] (40).

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(38) Articolo così sostituito dall'art. 3, L.R. 17 marzo 2005, n. 6, a decorrere dal 1° giugno 2005 (come prevede l'art. 10 della stessa legge), poi così modificato come indicato nelle note che seguono. Il testo originario era così formulato: «Art. 10. Albo professionale regionale. 1. È istituito presso l'A.V.M.S., l'albo professionale regionale dei maestri di sci della Valle d'Aosta.

2. l'A.V.M.S. conserva l'albo e ne cura l'aggiornamento.

3. I maestri di sci iscritti ad altro albo professionale regionale, o delle Provincie autonome di Trento e di Bolzano possono ottenere il trasferimento, previa verifica del possesso dei requisiti di cui all'articolo 11.

4. Il possesso, da parte dei maestri di sci provenienti da altri stati dell'Unione europea (UE), degli attestati di abilitazione ricompresi nell'elenco di cui all'articolo 12 della legge 8 marzo 1991, n. 81 (Legge-quadro per la professione di maestro di sci e ulteriori disposizioni in materia di ordinamento della professione di guida alpina), costituisce titolo di idoneità tecnica utile ai fini del requisito richiesto dall'articolo 11, comma 1, lettera d) .

5. Per i maestri di sci provenienti da stati dell'UE non compresi nell'elenco di cui all'articolo 12 della L. n. 81/1991, l'iscrizione all'albo è subordinata, per quanto concerne il requisito richiesto dall'articolo 11, comma 1, lettera d), al previo riconoscimento dell'idoneità tecnica, secondo quanto previsto dalla legislazione nazionale vigente in materia.

6. Per i maestri di sci provenienti da stati non appartenenti all'UE, l'iscrizione all'albo è subordinata, per quanto concerne il requisito richiesto dall'articolo 11, comma 1, lettera d), al previo riconoscimento dell'idoneità tecnica, secondo quanto previsto dagli accordi internazionali e dalla legislazione statale vigente.

7. I maestri di sci di cui ai commi 3, 4, 5 e 6 sono tenuti a frequentare il primo corso di aggiornamento utile, successivo all'avvenuto trasferimento o iscrizione all'albo, indetto e organizzato dall'A.V.M.S. d'intesa con la struttura regionale competente, vertente sulle seguenti materie teorico-culturali:

a) geografia e ambiente montano della Valle d'Aosta;

b) topografia e orientamento;

c) impiantistica funiviaria;

d) normativa turistica della Valle d'Aosta;

e) disciplina e regolamenti regionali della professione.».

(39) Comma aggiunto dall'art. 5, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(40) Comma abrogato dall’art. 7, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

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Art. 11

Requisiti per l'iscrizione all'albo.

1. Per l'iscrizione all'albo occorre possedere i seguenti requisiti:

a) essere cittadino italiano o di altro Stato dell’Unione europea oppure cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea, se soggetto regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato (41);

b) [essere residente o domiciliato in un Comune della Regione] (42);

c) essere in possesso del diploma di licenza di scuola secondaria di primo grado o aver assolto all'obbligo scolastico o, se provenienti da Stati esteri, essere in possesso di un titolo di studio riconosciuto o dichiarato equipollente dalle competenti autorità italiane (43);

d) aver conseguito l'idoneità tecnica all'insegnamento delle discipline alpine, delle discipline nordiche o dello snowboard e loro qualificazioni e specializzazioni, ai sensi della presente legge o delle normative delle altre regioni italiane o, se stranieri, essere in possesso di titolo riconosciuto equipollente ai sensi dell'articolo 7-bis, comma 1 (44);

e) non aver subito condanne a pene restrittive della libertà personale superiori a tre anni per delitto non colposo, non aver subito condanne per delitto contro la moralità pubblica ed il buon costume, non essere dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza e non essere sottoposto a misure di sorveglianza speciale o a misure di sicurezza personale, e non aver subito condanne che comportano l'interdizione dall'esercizio della professione, salvo che il reato sia estinto o sia intervenuta la riabilitazione (45);

f) dimostrare di avere conoscenza delle lingue italiana e francese mediante il superamento di apposito esame organizzato dall'AVMS, d'intesa con la struttura regionale competente. Per coloro che esercitano la professione nella Comunità montana Walser-Alta valle del Lys la lingua italiana o francese può essere sostituita, su richiesta dell'interessato, con la lingua tedesca. Il requisito della conoscenza della lingua francese si intende comunque posseduto qualora l'interessato sia in possesso della certificazione di cui all'articolo 7 della legge regionale 3 novembre 1998, n. 52 (Disciplina dello svolgimento della quarta prova scritta di francese agli esami di Stato in Valle d'Aosta), o dell'accertamento linguistico, in corso di validità, conseguito con le modalità di cui all'articolo 7 del Reg. reg. 11 dicembre 1996, n. 6 (Norme sull'accesso agli organici dell'Amministrazione regionale, degli enti pubblici non economici dipendenti dalla Regione e degli enti locali della Valle d'Aosta), o sia in possesso, nell'ambito del quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), della certificazione di livello base DELF A2. Il requisito della conoscenza della lingua italiana si intende comunque posseduto qualora l'interessato abbia conseguito in Italia il diploma di cui alla lettera c) (46);

f-bis) dimostrare di avere conoscenza della geografia e dell'ambiente montano della Valle d'Aosta, della normativa regionale in materia di turismo, della normativa concernente la professione di maestro di sci e della terminologia tecnica inerente all'insegnamento dello sci nelle lingue italiana e francese, mediante il superamento di apposito esame organizzato dall'AVMS, d'intesa con la struttura regionale competente. Tale requisito si intende comunque posseduto da coloro che hanno conseguito l'abilitazione tecnica di cui all'articolo 8 (47);

g) essere in regola con l'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento (48);

h) essere in possesso d'idoneità psico-fisica attestata da certificato medico rilasciato da un medico della struttura sanitaria dell'Azienda USL territorialmente competente, in data non anteriore a tre mesi dalla data della richiesta di iscrizione o, per coloro che esercitano attività agonistica, certificato d'idoneità riconosciuto dalla federazione sportiva nazionale di appartenenza (49);

h-bis) essere in possesso della certificazione euro sécurité e, limitatamente alla categoria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), della certificazione Eurotest, per chi ha ottenuto l'abilitazione professionale di maestro di sci in altre regioni o province italiane o il riconoscimento del titolo professionale ai sensi del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania) (50).

2. L'iscrizione all'albo ha efficacia quadriennale ed è rinnovata previa verifica sulla sussistenza dei requisiti di cui al comma 1, lettere a), b), e), g) ed h).

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(41) Lettera così sostituita dall'art. 32, comma 2, L.R. 26 maggio 2009, n. 12. Il testo originario era così formulato: «a) essere cittadino italiano o di altro stato appartenente all'UE; ai cittadini extracomunitari si applica la normativa statale derivante dagli obblighi internazionali.».

(42) Lettera abrogata dall'art. 32, comma 3, L.R. 26 maggio 2009, n. 12.

(43) Lettera così sostituita dall'art. 6, comma 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «c) essere in possesso della licenza media o, se stranieri, di un titolo di studio equipollente;».

(44) Lettera così modificata dall'art. 4, comma 1, L.R. 17 marzo 2005, n. 6, a decorrere dal 1° giugno 2005 (come prevede l'art. 10 della stessa legge).

(45) Lettera così modificata dall'art. 6, comma 2, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(46) Lettera così sostituita dall’art. 8, comma 1, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «f) dimostrare di avere conoscenza delle lingue italiana e francese, mediante il superamento di apposito esame organizzato annualmente A.V.M.S., d'intesa con la struttura regionale competente. Per coloro che esercitano la professione nella Comunità montana Walser - Alta valle del Lys la lingua italiana o francese può essere sostituita, su richiesta dell'interessato, con la lingua tedesca. Tale requisito si intende comunque posseduto qualora l'interessato sia in possesso della certificazione di cui all'articolo 7 della legge regionale 3 novembre 1998, n. 52 (Disciplina dello svolgimento della quarta prova scritta di francese agli esami di Stato in Valle d'Aosta) o abbia superato l'esame riferito alla sezione linguistica di cui all'articolo 8, comma 4, lettera d);».

(47) Lettera aggiunta dall’art. 8, comma 2, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

(48) Lettera così modificata dapprima dall’art. 4, comma 2, L.R. 17 marzo 2005, n. 6 e poi dall’art. 8, comma 3, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

(49) Lettera così modificata dall’art. 3, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

(50) Lettera aggiunta dall’art. 8, comma 4, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Vedi anche, per le norme transitorie, l’art. 20, comma 1, della medesima legge.

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Art. 12

Documento di riconoscimento.

1. Il Presidente A.V.M.S., all'atto dell'iscrizione all'albo, rilascia un documento di riconoscimento, su modelli predisposti A.V.M.S., d'intesa con la struttura regionale competente, su cui sono riportati, oltre ai dati personali dell'interessato, la categoria e le eventuali qualificazioni e specializzazioni; tale documento è soggetto a vidimazione annuale da parte A.V.M.S.

2. In sede di vidimazione annuale, l'A.V.M.S. verifica l'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento di cui all'articolo 9.

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Art. 13

Cancellazioni e sospensioni dall'albo professionale regionale.

1. I maestri di sci che hanno perso uno dei requisiti previsti all'articolo 11, sono sospesi dall'albo fino al riacquisto del requisito o dei requisiti che hanno determinato la sospensione. La durata della sospensione non può comunque eccedere i quattro anni, trascorsi i quali F.A.V.M.S. procede d'ufficio alla cancellazione dell'interessato dall'albo. Nel caso di perdita del requisito di cui all'articolo 11 comma 1, lettere g) ed h), nonché nel caso di cessata attività per anzianità, i maestri di sci possono chiedere di essere iscritti in una sezione separata dell'albo, con divieto dell'esercizio della professione.

2. Salvo quanto previsto al comma 1, i maestri di sci possono richiedere la sospensione, qualora sussistano comprovate e oggettive necessità o impedimenti, dall'esercizio della professione in Valle d'Aosta. Tale sospensione può avere una durata massima di quattro anni consecutivi, scaduti i quali viene disposta la cancellazione d'ufficio da parte A.V.M.S.

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Art. 14

Deontologia professionale.

1. Il maestro di sci ha l'obbligo di mantenere con i propri clienti e con gli estranei un comportamento consono alla dignità della professione, di svolgere l'attività con decoro, con lealtà e correttezza, di adempiere ai doveri professionali con coscienza e diligenza e di fornire all'allievo l'istruzione necessaria ad affrontare le difficoltà dello sport.

2. Sulle piste e sugli impianti di risalita il maestro di sci deve rispettare e fare rispettare ai propri allievi i regolamenti sull'uso degli impianti di risalita e le normali regole di sicurezza. Il maestro di sci deve inoltre, se richiesto nell'ambito della stazione in cui esercita la professione, adoperarsi e collaborare alle operazioni di soccorso di chiunque si trovi in difficoltà.

3. Per tutto quanto non previsto dalla presente legge e dai regolamenti A.V.M.S., si fa riferimento alle norme di deontologia professionale emanate dal Collegio nazionale dei maestri di sci, di cui alla L. n. 81/1991, ove compatibili con i principi della presente legge.

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Art. 14-bis

Divisa professionale.

1. I maestri di sci iscritti all'albo professionale regionale devono adottare, nello svolgimento della loro attività, la divisa professionale ufficiale individuata dall'AVMS (51).

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(51) Articolo aggiunto dall’art. 4, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

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Art. 15

Lezioni di sci.

1. Le lezioni di sci si suddividono in:

a) lezioni private: sono predeterminate dagli stessi clienti e non possono raggruppare più di dieci persone;

b) lezioni collettive: sono organizzate dalla scuola di sci e non possono raggruppare più di dodici persone.

1-bis. Le lezioni fuori pista non possono raggruppare più di otto persone (52).

2. L'assegnazione degli allievi ad ogni classe di lezione collettiva tiene comunque conto dell'esigenza di consentire un efficace insegnamento dello sport dello sci.

3. Il maestro di sci, su richiesta degli interessati e con l'autorizzazione del direttore della locale scuola di sci, può fungere da accompagnatore di sciatori facenti parte di gruppi organizzati. In tal caso, il direttore della scuola stabilisce, in rapporto all'itinerario, il numero di sciatori ammissibile, con il limite massimo inderogabile di sedici persone.

4. Il maestro di sci con la qualifica di allenatore, nell'ambito di uno sci club affiliato alla F.I.S.I., può accompagnare gruppi anche superiori a sedici atleti, purché di omogenea capacità tecnica.

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(52) Comma aggiunto dall’art. 9, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

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Art. 16

Modalità di svolgimento dell'attività.

1. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 8, comma 6-bis, i maestri di sci di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard possono svolgere la propria attività professionale nell'ambito di una scuola di sci autorizzata o in forma individuale.

2. Ai maestri di sci iscritti nella sezione ordinaria dell'albo professionale regionale è consentito l'esercizio della libera professione al di fuori delle scuole di sci, a condizione che le prestazioni professionali non siano offerte nel quadro di un'attività, anche occasionale, organizzata con altri maestri di sci (53).

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(53) Articolo così sostituito dall'art. 7, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 16. Modalità di svolgimento delle attività. 1. I maestri di sci di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard possono svolgere la propria attività professionale nell'ambito di una scuola di sci autorizzata o in forma individuale.».

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Art. 17

Definizione e compiti della scuola di sci.

1. La scuola di sci è una struttura a base associativa costituita per organizzare e coordinare il lavoro dei maestri di sci ad essa aderenti, in funzione delle esigenze della località in cui essa è costituita.

2. L'attività svolta dalla scuola di sci può concernere l'insegnamento delle discipline alpine, delle discipline nordiche e dello snowboard, nonché delle rispettive specializzazioni previste dall'articolo 4, comma 4.

3. La scuola di sci collabora inoltre con la Regione, le Comunità montane, i comuni e le organizzazioni turistiche locali per l'organizzazione di manifestazioni sportive e, in generale, per la promozione della località.

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Art. 18

Componenti della scuola di sci.

1. Possono far parte di una scuola di sci i maestri di sci, iscritti all'albo, che ne fanno espressa richiesta, dichiarando di accettarne le norme statutarie.

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Art. 19

Autorizzazione all'apertura di una scuola di sci.

1. L'apertura di una scuola di sci nella Regione è subordinata ad una autorizzazione rilasciata dal dirigente della struttura regionale competente, con proprio provvedimento, sentito il parere A.V.M.S. L'autorizzazione scade il 31 maggio di ogni anno per le scuole operanti nella sola stagione invernale e il 30 novembre di ogni anno per le scuole estive (54).

2. L'autorizzazione è concessa allorché ricorrano le seguenti condizioni:

a) la scuola abbia un organico di maestri effettivi, con ciò intendendosi quelli che assumono l'impegno ad esercitare con continuità e in forma esclusiva la professione nell'ambito della scuola medesima, in regola con l'iscrizione all'albo, il cui numero minimo, fra maestri di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard, è stabilito sulla base dei parametri indicati nell'allegato A. L'allegato A può essere modificato con Delib.G.R. (55);

a-bis) salvi i casi di nuova apertura, ciascuno dei maestri costituenti l'organico effettivo minimo della scuola abbia impartito, per conto della stessa scuola, un numero di ore di lezioni, durante la stagione precedente, non inferiore a centocinquanta, per i maestri di discipline alpine e di snowboard, e non inferiore a cinquanta, per i maestri di discipline nordiche. L'autorizzazione può essere eccezionalmente rilasciata anche in difetto del predetto requisito, qualora siano accertati gravi e oggettivi motivi, riconosciuti con provvedimento del dirigente della struttura regionale competente (56);

b) la scuola sia in grado di funzionare senza soluzione di continuità per tutta la stagione invernale o estiva garantendo la presenza continuativa del numero minimo di maestri di sci effettivi previsto per la località e abbia la disponibilità di una sede adeguata al numero di maestri e alle esigenze del servizio offerto alla clientela, ubicata nella medesima località, in locali autonomi destinati in modo esclusivo all'attività di scuola di sci o, comunque, in locali ad uso promiscuo destinati a servizi di interesse pubblico. In caso di notevole distanza tra la sede della scuola e i punti di partenza dei diversi impianti di risalita, è consentito istituire sedi separate di una stessa scuola (57);

c) nella località in cui ha sede la scuola esistano:

1) per le scuole di discipline alpine e di snowboard, idonei impianti di risalita e l'effettiva disponibilità di un bacino sciabile;

2) per le scuole di discipline nordiche, due o più piste di fondo della lunghezza di almeno tre chilometri, di diversa difficoltà e classificate ai sensi della legislazione regionale vigente;

d) la scuola abbia uno statuto deliberato dall'assemblea dei maestri a maggioranza degli stessi;

e) la direzione della scuola sia affidata, preferibilmente, ad un maestro che abbia conseguito la specializzazione di direttore di scuola di sci; nel caso di scuola mista di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard dovrà altresì essere nominato un responsabile tecnico per le discipline alle quali non appartiene il direttore (58);

f) la scuola sia coperta da una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi.

3. Oltre che dell'opera di maestri di sei effettivi, le scuole possono avvalersi di quella di maestri di sci saltuari, ai sensi dell'articolo 7.

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(54) Comma così modificato dapprima dall’art. 8, comma 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 e poi dall’art. 10, comma 1, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

(55) Lettera così sostituita dall’art. 8, comma 2, L.R. 13 novembre 2007, n. 29, poi così modificata dall’art. 10, comma 2, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «a) la scuola abbia un organico di maestri effettivi, con ciò intendendosi quelli che esercitano stabilmente la professione nell'ambito della scuola medesima, in regola con l'iscrizione all'albo, il cui numero minimo fra maestri di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard, è stabilito in relazione alle esigenze della località e commisurato alla portata oraria degli impianti di risalita esistenti nella zona o alla lunghezza e dimensione della pista di fondo, secondo i parametri indicati nell'allegato A alla presente legge, che potrà essere modificato con deliberazione della Giunta regionale;».

(56) Lettera aggiunta dall'art. 36, comma 2, L.R. 5 dicembre 2005, n. 31, poi così sostituita dall'art. 8, comma 3, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «a-bis) salvi i casi di nuova apertura, ciascuno dei maestri costituenti l'organico effettivo minimo della scuola, definito ai sensi della lettera a), abbia impartito, per conto della stessa scuola, almeno centocinquanta ore di lezione durante la stagione invernale immediatamente precedente».

(57) Lettera così sostituita dall'art. 8, comma 4, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «b) la scuola sia in grado di funzionare senza soluzione di continuità per tutta la stagione invernale o estiva garantendo la presenza continuativa del numero di maestri di sei minimo previsto per la località e disponga di sede propria, ubicata nella località d'interesse turistico - sciistico, in grado di erogare un servizio organizzato alla propria clientela. Nel caso di notevole distanza tra la sede della scuola e i punti di partenza dei diversi impianti di risalita, è consentito istituire sedi separate di una stessa scuola;».

(58) Lettera così modificata dall'art. 8, comma 5, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

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Art. 20

Procedura per l'autorizzazione.

1. Le domande di autorizzazione all'apertura di una Scuola di sci sono presentate alla struttura regionale competente in materia di turismo entro il 30 settembre di ogni anno per le scuole operanti nella sola stagione invernale ed entro il 31 marzo di ogni anno per le scuole estive (59). Copia della domanda deve essere altresì trasmessa all'AVMS ai fini del rilascio del parere di propria competenza (60).

2. Le domande devono contenere:

a) la denominazione, la sede legale e operativa della scuola, nonché eventuali sedi secondarie, così come definite all'articolo 19, comma 2, lettera b) e nello statuto;

b) le generalità del direttore e, nel caso di scuola mista di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard, le generalità dei responsabili tecnici per le discipline alle quali non appartiene il direttore;

c) l'elenco dei maestri di sci, costituenti l'organico della scuola, con specificazione della categoria di appartenenza, della qualificazione e della specializzazione posseduta;

c-bis) la documentazione attestante il possesso del requisito di cui all'articolo 19, comma 2, lettera a-bis) (61);

d) copia dello statuto della scuola, deliberato ai sensi dell'articolo 19, comma 2, lettera d);

e) copia della polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi della scuola.

3. L'autorizzazione di cui all'articolo 19 è rilasciata entro sessanta giorni dalla scadenza dei termini di cui al comma 1. La domanda si intende comunque accolta qualora entro il medesimo termine non sia comunicato all'interessato il provvedimento di diniego (62).

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(59) Periodo così modificato dall'art. 9, comma 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(60) Comma così sostituito dall'art. 29, comma 1, L.R. 8 gennaio 2001, n. 1 (vedi, anche, il comma 3 dello stesso articolo), poi così modificato come indicato nella nota che precede. Il testo originario era così formulato: «1. Le domande di autorizzazione all'apertura di una scuola di sci sono presentate alla struttura regionale competente entro il termine perentorio del 30 settembre di ogni anno o, per le scuole estive, del 30 marzo. Copia della domanda deve essere altresì trasmessa, entro i medesimi termini, A.V.M.S. ai fini del rilascio del parere di propria competenza.».

(61) Lettera aggiunta dall'art. 36, comma 3, L.R. 5 dicembre 2005, n. 31.

(62) Comma così sostituito dall’art. 29, comma 2, L.R. 8 gennaio 2001, n. 1, poi così modificato dapprima dall’art. 9, comma 2, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 e successivamente dall’art. 11, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era il seguente: «3. L'Assessore regionale competente in materia di turismo rilascia l'autorizzazione, con proprio decreto, entro sessanta giorni dalla scadenza del temine di presentazione delle domande. La domanda di autorizzazione si intende comunque accolta qualora entro il medesimo termine non sia comunicato all'interessato il provvedimento di diniego.».

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Art. 21

Revoca dell'autorizzazione.

1. L'autorizzazione di cui all'articolo 19 può essere revocata in ogni tempo con provvedimento del dirigente della struttura regionale competente, allorché venga a mancare uno dei requisiti di cui all'articolo 19, comma 2, o nel caso previsto dall'articolo 25, comma 1, lettera c), o quando si verifichino gravi e ripetute violazioni delle norme della presente legge o dello statuto o del regolamento della scuola (63).

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(63) Comma così modificato dall’art. 12, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

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Art. 22

Statuto della scuola di sci.

1. Le norme contenute nello statuto della scuola di sci devono conformarsi alla legge regionale in materia di maestri e scuole di sci ed allo statuto A.V.M.S.

2. Lo statuto deve prevedere che il direttore sia il responsabile, sotto il profilo tecnico e disciplinare, dell'attività e che ad esso spetti, in particolare, la distribuzione del lavoro e la formazione delle classi per le lezioni collettive, secondo i criteri stabiliti dallo statuto medesimo.

3. Lo statuto deve altresì prevedere criteri per la equa ripartizione dei compensi tenendo conto delle reali prestazioni professionali di ogni singolo maestro.

4. Lo statuto è approvato con con provvedimento del dirigente della struttura regionale competente, sentito il parere A.V.M.S. (64).

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(64) Comma così modificato dall’art. 13, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

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Art. 23

Tariffe professionali (65) (66).

[1. Le tariffe per le prestazioni professionali dei maestri di sci e delle scuole di sci operanti in Valle d'Aosta sono stabilite dall'AVMS e comunicate alla struttura regionale competente che ne dispone la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione (67).

2. Le tariffe massime stabilite ai sensi del comma 1 sono vincolanti per tutti i maestri di sci e per tutte le scuole di sci operanti nella Regione (68)] .

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(65) Articolo così sostituito dall'art. 35, comma 3, L.R. 29 marzo 2007, n. 4, poi così modificato come indicato nelle note che seguono e infine abrogato dall'art. 4, comma 2, lettera b), L.R. 21 maggio 2012, n. 15. Il testo originario era così formulato: «Art. 23. Tariffe professionali. 1. Le tariffe per le prestazioni professionali dei maestri e delle scuole di sci della Valle d'Aosta sono stabilite con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, su proposta A.V.M.S. e sono vincolanti per tutti i maestri di sci esercenti e per tutte le scuole funzionanti nella Regione.».

(66) Vedi, anche, il Dec.Ass. 26 maggio 2005, n. 28.

(67) Comma così sostituito dall’art. 5, comma 1, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «1. Le tariffe per le prestazioni professionali dei maestri di sci e delle scuole di sci operanti in Valle d'Aosta sono stabilite con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, su proposta dell'AVMS.».

(68) Comma abrogato dall’art. 5, comma 2, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

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Art. 24

Vigilanza.

1. La vigilanza sul regolare esercizio della professione di maestro di sci e delle scuole di sci è demandata, per la rispettiva competenza, agli organi comunali e all'AVMS che la esercita mediante l'operato di un ispettore scelto tra i maestri di sci aventi un minimo di dieci anni di esercizio della professione e nominato ogni due anni con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, su proposta dell'AVMS (69).

2. Nell'ambito delle sue competenze, l'ispettore incaricato verifica la corretta applicazione della legge ed il corretto esercizio della professione di maestro di sci sia in forma individuale che nell'ambito delle scuole di sci e dispone l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 25 tramite redazione di verbali di contestazione, in caso di esercizio abusivo della professione accertato o di mancato rispetto delle disposizioni della presente legge (70).

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(69) Il presente comma, già modificato dall’art. 10, L.R. 13 novembre 2007, n. 29, è stato poi così sostituito dall’art. 14, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo precedente era così formulato: «1. La vigilanza sul regolare esercizio della professione di maestro di sci e delle scuole di sci è demandata, per la rispettiva competenza, agli organi comunali, A.V.M.S. ed alla struttura regionale competente, che la esercita mediante l'operato di un ispettore scelto tra i maestri di sci aventi un minimo di dieci anni di esercizio della professione, nominato ogni due anni con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, su proposta A.V.M.S.».

(70) Comma così modificato dall’art. 6, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 10 della stessa legge).

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Art. 25

Sanzioni

1. Salve le sanzioni penali vigenti, stabilite per l'esercizio abusivo della professione, l'irregolare esercizio dell'attività professionale nella Regione è punito con le seguenti sanzioni amministrative:

a) chiunque eserciti stabilmente l'attività di maestro di sci senza essere iscritto alla sezione ordinaria dell'albo, o eserciti saltuariamente o temporaneamente l'attività stessa in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 7 e 7-bis, commi 3 e 4, è soggetto alla sanzione amministrativa dal pagamento di una somma da lire 400.000 (euro 206,58) a lire 1.200.000 (euro 619,75) (71);

b) [l'inosservanza del limite massimo delle tariffe professionali, stabilite ai sensi dell'articolo 23, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 200.000 (euro 103,29) a lire 600.000 (euro 309,87)] (72);

c) [qualora l'inosservanza del limite massimo delle tariffe professionali sia da attribuire ad una scuola di sci, la stessa è condannata alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 2.000.000 (euro 1.032,91) a lire 6.000.000 (euro 3.098,74), con contestuale diffida ad osservare e fare osservare il decreto ed in caso di ulteriore infrazione si provvede alla revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 19] (73);

d) l'organizzazione in forma collettiva della professione al di fuori di una scuola di sci autorizzata ai sensi dell'articolo 19, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 500.000 (euro 258,23) a lire 1.000.000 (euro 516,46) a carico di ciascun maestro di sci operante all'interno della struttura non autorizzata;

e) l'esercizio di una scuola di sci in difetto della condizione di cui all'articolo 19, comma 2, lettera a), comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 1.000 a euro 3.000 (74);

f) ogni altra violazione delle disposizioni della presente legge è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 100.000 (euro 51,65) a lire 1.000.000 (euro 516,46).

2. In caso di recidiva, gli importi minimi e massimi delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 1 sono raddoppiate. Si ha recidiva quando, dopo una prima violazione di una disposizione della presente legge, il cui accertamento è definitivo, è commessa da parte del medesimo soggetto una seconda violazione della stessa disposizione.

3. Le sanzioni sono applicate dal Presidente della Giunta regionale, con il procedimento previsto dal capo 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

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(71) Lettera così modificata dapprima dall'art. 5, L.R. 17 marzo 2005, n. 6, a decorrere dal 1° giugno 2005 (come prevede l'art. 10 della stessa legge), poi dall'art. 11, comma 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge) e infine dall'art. 7, comma 1, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 10 della stessa legge).

(72) Lettera così modificata dall'art. 35, comma 4, L.R. 29 marzo 2007, n. 4, poi abrogata dall'art. 7, comma 2, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 10 della stessa legge).

(73) Lettera così modificata dall'art. 35, comma 5, L.R. 29 marzo 2007, n. 4 , poi abrogata dall'art. 7, comma 2, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 10 della stessa legge).

(74) Lettera così sostituita dall'art. 11 comma 2, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «e) l'assenza del numero minimo di maestri nella scuola di sci autorizzata comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 150.000 (euro 77,47) a lire 450.000 (euro 232,41), per ogni maestro di sci assente rispetto al numero minimo prescritto per l'autorizzazione;».

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Art. 26

Associazione valdostana maestri di sci.

1. L'AVMS è un ente non economico, dipendente dalla Regione, dotato di personalità giuridica ed è posto sotto la vigilanza della struttura regionale competente (75).

2. A.V.M.S. ha un bilancio proprio, alimentato dalle quote degli iscritti, dai contributi erogati dalla Regione, ai sensi dell'articolo 28, e da ogni altra eventuale entrata.

3. Hanno diritto di far parte A.V.M.S., con piena parità di diritti e di doveri, tutti i maestri di sci, esercenti stabilmente la professione in Valle d'Aosta, iscritti nell'albo, nonché i maestri a riposo, anche se cancellati o non iscritti all'albo stesso (76).

4. Lo statuto dell'AVMS e le eventuali modificazioni sono deliberati dall'assemblea degli iscritti, con la maggioranza dei due terzi dei presenti all'assemblea stessa aventi diritto di voto, e sono sottoposti all'approvazione della Giunta regionale (77).

5. Lo statuto A.V.M.S. stabilisce le modalità per l'elezione degli organi direttivi dell'Associazione medesima, garantendo la presenza in tali organi di tutte le categorie di maestri di sci e prevede l'istituzione di un Collegio dei revisori dei conti iscritti nel registro dei revisori contabili, del quale fa parte di diritto un componente in rappresentanza della Regione (78).

6. Nel caso di accertate gravi deficienze amministrative o altre irregolarità tali da compromettere il normale funzionamento A.V.M.S., gli organi direttivi di questa possono essere revocati con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa conforme deliberazione della Giunta, adottata su proposta dell'Assessore regionale competente in materia dì turismo.

7. Con il decreto di cui al comma 6 è nominato un commissario, il quale provvede all'ordinaria amministrazione e convoca, entro il termine massimo di tre mesi, l'assemblea degli iscritti per il rinnovo degli organi direttivi.

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(75) Comma così sostituito dall’art. 15, comma 1, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «1. A.V.M.S. è dotata di personalità giuridica ed è posta sotto la vigilanza della struttura regionale competente.».

(76) Comma così modificato dall'art. 32, comma 4, L.R. 26 maggio 2009, n. 12.

(77) Comma così sostituito dall’art. 15, comma 2, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «4. Lo statuto e i regolamenti A.V.M.S. e le eventuali modifiche degli stessi sono deliberati dall'assemblea degli iscritti, con la maggioranza dei due terzi dei presenti all'assemblea stessa aventi diritto di voto, e sono sottoposti all'approvazione della Giunta regionale.».

(78) Comma così modificato dall'art. 36, comma 4, L.R. 5 dicembre 2005, n. 31.

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Art. 27

Compiti dell'Associazione.

1. A.V.M.S. è organo di autogoverno e autodisciplina della professione e svolge tutti i compiti demandati ai Collegi regionali previsti dalla L. n. 81/1991. L'Associazione ha inoltre lo scopo di promuovere la migliore qualificazione tecnico - professionale dei maestri di sci esercenti nella Regione, di favorire la collaborazione e la solidarietà fra dì essi e di contribuire alla migliore organizzazione della professione. Nei fini istituzionali dell'AVMS è compresa la vigilanza sul regolare esercizio della professione di maestro di sci e delle scuole di sci (79).

2. In particolare, l'A.V.M.S.:

a) provvede alla preparazione tecnica, culturale e professionale dei maestri di sci di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard ed alle loro qualificazioni e specializzazioni, organizzando, fra l'altro, d'intesa con la struttura regionale competente, le preselezioni, i corsi e gli esami per l'accertamento dell'idoneità tecnica all'esercizio della professione di maestro di sci e per l'acquisizione delle qualificazioni e specializzazioni, nonché tutti i corsi di aggiornamento di cui all'articolo 9;

b) promuove intese tra l'Associazione medesima, le scuole autorizzate ai sensi degli articoli 19 e 20, le organizzazioni turistiche locali ed i gestori di impianti di trasporto a fune, allo scopo di definire le agevolazioni da riservare ai maestri aderenti all'Associazione, nonché le forme più opportune di reciproca collaborazione per l'organizzazione delle attività di soccorso in caso di emergenza sugli impianti e sulle piste e in occasione di calamità naturali;

c) promuove e organizza manifestazioni dirette ad incoraggiare e sviluppare l'esercizio dello sci;

d) promuove studi e provvede alla diffusione di informazioni sulle questioni interessanti la professione di maestro di sci;

e) collabora con la struttura regionale competente, le Comunità montane, i comuni, le organizzazioni turistiche locali è le associazioni sportive per lo sviluppo delle attività agonistiche intese ad incrementare l'afflusso turistico nella Regione e nelle singole stazioni di sport invernali;

f) collabora con le competenti autorità scolastiche regionali e locali e con il Comitato valdostano F.I.S.I./A.S.I.V.A. per favorire la più ampia diffusione della pratica dello sport dello sci nelle scuole elementari e medie e per agevolare la preparazione agonistica dei giovani;

g) stipula polizze di assicurazione collettiva a favore dei maestri di sci ad essa iscritti, per la corresponsione di somme in caso di morte, invalidità permanente e invalidità temporanea conseguenti a infortunio in servizio;

h) elegge il proprio rappresentante in seno al Consiglio direttivo del Collegio nazionale dei maestri di sci.

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(79) Comma così modificato dall’art. 16, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

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Art. 28

Interventi finanziari della Regione (80).

1. Ai fini dell'applicazione della presente legge la Regione interviene a sostegno dell'attività dall'AVMS mediante la concessione di un contributo forfettario, comunque non superiore al disavanzo finanziario del bilancio relativo all'anno cui si riferisce il contributo approvato dai competenti organi statutari.

2. Il contributo di cui al comma 1 è concesso annualmente, entro i limiti degli stanziamenti previsti dal bilancio regionale, con deliberazione della Giunta regionale, entro novanta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 3.

3. La domanda di contributo è presentata alla struttura regionale competente, a pena di decadenza, entro il 31 gennaio di ogni anno, corredata di una relazione illustrativa dell'attività programmata per l'anno di riferimento.

4. Alla liquidazione del contributo si provvede in due soluzioni con le seguenti modalità:

a) un primo acconto, fino ad un massimo dell'80 per cento;

b) il restante importo, previa presentazione del bilancio consuntivo approvato dai competenti organi statutari.

5. La Regione interviene, altresì, a favore delle scuole di sci di cm all'articolo 17 mediante la concessione di contributi m conto capitale, fino ad un massimo del 50 per cento della spesa ritenuta ammissibile, per l'attuazione di iniziative finalizzate all'adeguamento, anche mediante ampliamento, e all'arredamento delle sedi delle scuole di sci, nonché alla dotazione di strumentazione informatica, di strumenti didattici funzionali allo svolgimento dell'attività e di attrezzature mobili destinate al funzionamento dei campi scuola.

6. Le domande per i contributi di cui al comma 5 sono presentate alla struttura regionale competente dalle singole scuole di sci, previo parere favorevole dell'AVMS, a pena di decadenza, entro il 30 settembre di ogni anno.

7. I contributi sono concessi con deliberazione della Giunta regionale, entro novanta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 6.

8. La Giunta regionale, con propria deliberazione, definisce le specifiche iniziative agevolabili, le modalità e i criteri per la concessione dei contributi di cui al comma 5.

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(80) Il presente articolo, già modificato dall’art. 6, L.R. 17 marzo 2005, n. 6, dall’art. 12, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 e dall’art. 8, L.R. 12 ottobre 2009, n. 31, è stato poi così sostituito dall’art. 17, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Vedi anche, per le norme transitorie, l’art. 20, comma 2, della medesima legge. Il testo precedente era così formulato: «Art. 28. Interventi finanziari della Regione. 1. Ai fini dell'applicazione della presente legge la Regione eroga a favore A.V.M.S.:

a) un contributo annuo nella misura massima dell'ottante per cento, a parziale copertura delle spese di funzionamento, intendendosi per tali solo quelle dirette al raggiungimento dei fini istituzionali A.V.M.S., quali risultano dal bilancio preventivo che deve essere presentato per la verifica alla struttura regionale competente, entro il 31 dicembre di ogni anno, accompagnato da una relazione illustrante l'attività programmata per l'anno cui si riferisce il bilancio stesso. L'erogazione del contributo avviene in due soluzioni, di cui l'acconto in percentuale non superiore al settanta per cento, entro novanta giorni dalla scadenza del termine fissato per la presentazione del bilancio preventivo ed il saldo previa presentazione del bilancio consuntivo corredato dal verbale di approvazione dei competenti organi statutari;

b) un finanziamento, fino ad un massimo del cento per cento, dedotte le quote di iscrizione, delle spese previste per l'organizzazione e l'attuazione di preselezioni, corsi ed esami di formazione per maestri di sci di discipline alpine, di discipline nordiche e di snowboard, nonché dei relativi corsi di qualificazione e specializzazione;

b-bis) un finanziamento, fino ad un massimo del cento per cento, dedotte le quote poste a carico dei richiedenti, delle spese previste per l'applicazione delle misure compensative di cui all'articolo 7-bis, comma 4;

c) un finanziamento a copertura delle spese sostenute, con eccezione delle spese di viaggio, dai maestri di sci residenti in Valle d'Aosta, iscritti all'albo che hanno frequentato i corsi di formazione per istruttori tecnici nazionali e/o regionali nonché delle sole spese di iscrizione alla selezione e ai corsi per allenatore tecnico nazionale organizzati A.V.M.S. o dalla F.I.S.I. Il finanziamento è subordinato al superamento dell'esame finale documentato da una dichiarazione della F.I.S.I. o A.V.M.S.;

d) un finanziamento, fino ad un massimo del cento per cento, delle spese necessarie per l'organizzazione di corsi di aggiornamento obbligatori per maestri di sci delle varie discipline e loro qualificazioni e specializzazioni;

e) un contributo annuo fino ad un massimo del sessanta per cento dell'importo del premio della polizza di assicurazione obbligatoria di cui all'articolo 27, comma 2, lettera g), preventivamente concordato con la struttura regionale competente. Il contributo è liquidato in rate semestrali anticipate previa presentazione della copia della polizza assicurativa stipulata.

2. Sono escluse dai finanziamenti di cui al comma 1, lettere b) e d), le spese relative al soggiorno degli allievi, nonché le spese di viaggio e per l'utilizzo degli impianti di risalita.

3. Le quote di iscrizione poste a carico dei partecipanti ai corsi di cui al comma 1, lettera b), e quelle poste a carico dei soggetti nei cui confronti è disposta l'applicazione delle misure compensative di cui all'articolo 7-bis, comma 4, sono previamente concordate dall'AVMS con la struttura regionale competente.

4. La Regione interviene altresì per incentivare la ristrutturazione, ed eventuali ampliamenti derivanti esclusivamente da adeguamenti normativi o funzionali al miglioramento del servizio, delle sedi delle scuole di sei, per l'arredamento e per l'acquisizione della strumentazione informatica e strumenti didattici necessari ad assicurare una più efficiente gestione dell'attività delle medesime, nonché per l'installazione di attrezzature mobili finalizzate al completamento dei campi scuola ed eventuali apparati ammessi (accoglienza e gioco per bambini) e quanto utile all'insegnamento, concedendo alle scuole stesse contributi fino all'ammontare massimo del settanta per cento della spesa riconosciuta e ritenuta ammissibile dalla struttura regionale competente, sulla base dei criteri e delle modalità stabilite dalla Giunta regionale con propria deliberazione.

5. I contributi di cui al presente articolo sono concessi con deliberazione della Giunta regionale entro i limiti degli stanziamenti a tal fine previsti nel bilancio regionale.».

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Art. 29

Abrogazioni.

1. Sono abrogate le seguenti leggi regionali:

a) legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59;

b) legge regionale 6 settembre 1991, n. 58;

c) legge regionale 16 dicembre 1992, n. 74.

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Art. 30

Disposizioni transitorie.

1. L'idoneità all'insegnamento delle discipline dello sci, conseguita secondo le disposizioni vigenti anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, è considerata titolo valido e sufficiente per l'iscrizione all'albo.

2. I maestri di sci delle discipline alpine, ancora qualificati di secondo e terzo grado, sono tenuti, pena la cancellazione d'ufficio dall'albo, a frequentare uno dei corsi di aggiornamento formativo organizzati, entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, al fine della loro parificazione a grado unico.

3. I maestri di sci di disciplina alpina o nordica, già in possesso della specialità di snowboard sono tenuti a frequentare, entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge, uno dei corsi di aggiornamento formativo, della durata minima di cinque giorni, al fine del conseguimento della categoria di maestro di snowboard.

4. [Per un periodo massimo di sette anni dall'entrata in vigore della presente legge, la direzione di una scuola di sci può essere affidata ad un maestro di sci regolarmente iscritto all'albo, ancorché privo della corrispondente qualifica conseguita ai sensi dell'articolo 4 (81). Durante tale periodo sono organizzati corsi di aggiornamento formativo, riservati ai maestri che di fatto abbiano svolto funzioni di direttore di scuola di sci, al fine del conseguimento della qualifica] (82).

5. [Per un periodo massimo di sette anni dall'entrata in vigore della presente legge, l'attività di allenamento può essere svolta anche da maestri di sci non in possesso della qualifica di allenatore, di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) (83). Oltre tale data gli sci club e le scuole di sci sono tenuti ad avvalersi, per la loro attività di avviamento e di perfezionamento all'agonismo di soli maestri di sci qualificati allenatori, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), o di maestri di sci analogamente qualificati dalla F.I.S.I.] (84).

6. I corsi di aggiornamento formativo di cui ai commi 2, 3 e 4 sono organizzati A.V.M.S., previa intesa con la struttura regionale competente. La partecipazione ai corsi è subordinata al pagamento di una quota di iscrizione.

7. Alle richieste di contributi presentate, ai sensi dell'articolo 29, comma 8, della legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59 (Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta), come modificato dall'articolo 12 della legge regionale 6 settembre 1991, n. 58, e non ancora definite alla data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti alla data di presentazione della richiesta.

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(81) Periodo così modificato dall'art. 7, L.R. 17 marzo 2005, n. 6 a decorrere dal 1° giugno 2005 (come prevede l'art. 10 della stessa legge).

(82) Comma abrogato dall'art. 13, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

(83) Periodo così modificato dall'art. 7, L.R. 17 marzo 2005, n. 6 a decorrere dal 1° giugno 2005 (come prevede l'art. 10 della stessa legge).

(84) Comma abrogato dall'art. 13, L.R. 13 novembre 2007, n. 29 (vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 15 della stessa legge).

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Art. 31

Disposizioni finanziarie (85).

1. L'onere complessivo derivante dall'applicazione dell'articolo 28 è determinato in annui euro 587.000 a decorrere dall'anno 2012.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura, a decorrere dall'anno 2012, ai sensi dell'articolo 21, comma 3, della legge regionale 4 agosto 2009, n. 30 (Nuove disposizioni in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallee d'Aoste e principi in materia di controllo strategico e di controllo di gestione), nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione sia per il triennio 2011/2013 sia per il triennio 2012/2014:

a) nell'unità previsionale di base 1.11.2.11 (Interventi a sostegno delle professioni turistiche) per annui euro 457.000, con riferimento al comma 1 dell'articolo 28;

b) nell'unità previsionale di base 1.7.4.20 (Contributi per investimenti nel settore dello sport) per annui euro 130.000, con riferimento al comma 5 dell'articolo 28.

3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 2, lettera a), si provvede:

a) con riferimento al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2011/2013, mediante l'utilizzo degli stanziamenti iscritti:

1) nell'UPB 1.11.2.11 per annui euro 265.000 per gli anni 2012 e 2013;

2) nell'UPB 1.11.2.10 (Promozione turistica) per annui euro 165.000 per gli anni 2012 e 2013;

3) nell'UPB 1.3.1.13 (Consulenze, studi e collaborazioni tecniche) per annui euro 27.000 per gli anni 2012 e 2013;

b) con riferimento al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2012/2014, mediante l'utilizzo degli stanziamenti iscritti:

1) nell'UPB 1.11.2.11 per annui euro 265.000 per gli anni 2012, 2013 e 2014;

2) nell'UPB 1.11.2.10 per euro 165.000 per l'anno 2012 e annui euro 172.000 per gli anni 2013 e 2014;

3) nell'UPB 1.3.1.13 per euro 27.000 per l'anno 2012 e annui euro 20.000 per gli anni 2013 e 2014.

4. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 2, lettera b), si provvede, sia con riferimento agli anni 2012 e 2013 del bilancio di previsione della Regione per il triennio 2011/2013, sia con riferimento agli anni 2012, 2013 e 2014 del bilancio di previsione della Regione per il triennio 2012/2014 per annui euro 130.000, mediante l'utilizzo degli stanziamenti iscritti negli stessi bilanci nell'UPB 1.7.4.20.

5. Le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 25 sono introitate nello stato di previsione delle entrate del bilancio della Regione.

6. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.

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(85) Articolo così sostituito dall’art. 18, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 31. Disposizioni finanziarie. 1. Gli oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 1 e 4, ammontanti a complessive annue lire 1.000.000.000 (euro 516.456,90), gravano per gli anni 2000 e 2001 sui seguenti capitoli del bilancio pluriennale della Regione 1999/2001:

a) quanto a lire 270.000.000 (euro 139.443,36) sul capitolo 64480, la cui denominazione è modificata in "Contributi A.V.M.S. per il funzionamento della stessa";

b) quanto a lire 230.000.000 (euro 118.785,09) sul capitolo di nuova istituzione 64481 "Contributi A.V.M.S. per l'organizzazione di corsi di formazione, di qualificazione, di specializzazione e di aggiornamento";

c) quanto a lire 200.000.000 (euro 103.291,38) sul capitolo 64485 "Contributi A.V.M.S. per la stipula di polizze collettive di assicurazione contro gli infortuni in servizio dei soci dell'Associazione stessa";

d) quanto a lire 300.000.000 (euro 154.937,07) sul capitolo 64500, la cui denominazione è modificata in "Contributi per la ristrutturazione, l'arredamento di immobili da destinare a sedi di scuole di sci, nonché per l'installazione di mezzi di risalita mobili e materiale didattico per l'insegnamento".

2. Alla copertura dell'onere previsto al comma 1 si provvede con gli stanziamenti già iscritti sui capitoli 64480 per lire 400.000.000, 64485 per lire 200.000.000, 64500 per lire 300.000.000 e sul capitolo 69020 "Fondo globale per il finanziamento di spese d'investimento" per lire 100.000.000, a valere sulla voce b.2.2. "Riforma del sistema di interventi nel settore degli impianti d'innevamento artificiale" dell'allegato n. 1 al bilancio pluriennale della Regione 1999/2001.

3. Le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 25 sono introitate al capitolo 7700 del bilancio preventivo della Regione "Proventi pene pecuniarie per contravvenzioni".».

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Art. 32

Variazioni di bilancio.

1. Al bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1999/2001 sono apportate, per gli anni 2000 e 2001, le seguenti variazioni annue:

  1. a)        in diminuzione:

capitolo 64480  «Contributi A.V.M.S. per il funzionamentodella stessa»

           lire      130.000.000 

capitolo 69020  «Fondo globale per il finanziamento di spesed'investimento»

           lire      100.000.000  ;

  1. b)        in aumento:

programma regionale: 2.2.2.12.

codificazione: 1.1.1.6.2.2.10.24.

capitolo 64481          (di nuova istituzione)

           «Contributi A.V.M.S. per l'organizzazionedi corsi di formazione, di qualificazione, dispecializzazione e di aggiornamento»

           lire      230.000.000  .

                                                           

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Art. 33

Dichiarazione d'urgenza.

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

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Allegato A (86)

(Articolo 19, comma 2, lettera a)

Requisiti numerici per le scuole di sci già autorizzate per la stagione 2006/2007:

Portata oraria degli impianti della localitàNumero minimo di maestri effettivi di discipline alpinee di snowboard

oltre 15.000                                        15

oltre 10.000 e fino a 15.000                  10

oltre 6.000 e fino a 10.000                    5

fino a 6.000                                         3

Lunghezza delle piste di sci di fondo          Numero minimo dimaestri effettivi dì discipline nordiche

Oltre 6 km                                              5

Fino a 6 km                                            3

           

Requisiti numerici per le scuole di sci di nuova costituzione autorizzate successivamente alla stagione 2006/2007:

Portata oraria degli impianti della localitàNumero minimo dì maestri effettivi di discipline alpine e di snowboard

oltre 15.000                                 30

oltre 10.000 e fino a 15.000           20

oltre 6.000 e fino a 10.000             10

fino a 6.000                                  5

           

Lunghezza delle piste di scidi fondo           Numero minimodi maestri effettivi di discipline nordiche

Oltre 6 km                                              5

Fino a 6 km                                            3

           

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(86) Il presente allegato, già sostituito dall’art. 14, comma 1, L.R. 13 novembre 2007, n. 29, è stato poi nuovamente così sostituito dall’art. 19, L.R. 28 dicembre 2011, n. 34, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 21 della stessa legge).

Nella precedente formulazione del presente allegato era previsto, per una portata oraria (appresso indicata) degli impianti di ciascuna località, il numero minimo di maestri effettivi di discipline alpine e di snowboard riportato accanto:

1) oltre 15.000: 30;

2) da 10.000 a 15.000: 20;

3) da 6.000 a 10.000: 10;

4) fino a 6.000: 5.

Per una lunghezza delle piste di sci di fondo (appresso indicata) era previsto il numero minimo di maestri effettivi di discipline nordiche riportato accanto:

1) oltre 6 km: 5;

2) fino a 6 km: 3.

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TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 11 maggio 1999, n. 388

TRIBUNALE DI BOLZANO; sentenza 11 maggio 1999, n. 388; Pres. Bruccoleri, Est. Vesco; ZN (Avv. Ercolani, Lucchetta) c. FUNIVIE s.p.a. (Avv. Boscarolli A., Boscarolli T.)

 

Responsabilità civile – Incidente sulla pista da sci – Avvallamento fuori pista – Responsabilità del gestore della pista – Non sussiste

 

Posto che la gestione di una pista da sci rientra nella fattispecie disciplinata dall’art. 2043 c.c., il gestore della pista non risponde dei danni subiti da uno sciatore che è andato a sciare in un avvallamento posto fuori pista se questi non prova la condotta colposa del gestore. (Nella specie, l’attore danneggiato ha tagliato una curva andando a sciare fuori pista. Il giudice ha ritenuto che non sussistesse la condotta colposa del gestore, non integrando tale avvallamento un’insidia o trabochetto)

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

Testo della sentenza