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Convegno: le nuove sfide del diritto aereonautico

Francesco Morandi e Bruno Franchi, rispettivamente co-curatore (con Umberto Izzo) e co-autore del volume L'aria del Trattato sulla responsabilità civile e penale negli sport del turismo, partecipano al convegno Le nuove sfide del diritto aereonautico organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia il 9-10 ottobre 2014.

 

D.M. Ministero della salute 18 marzo 2011

D.M. Ministero della salute 18 marzo 2011  (1)

Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui all'articolo 2, comma 46, della legge n. 191/2009.

(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 giugno 2011, n. 129.

 

IL MINISTRO DELLA SALUTE

di concerto con il

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

 

Vista la legge del 3 aprile 2001, n. 120, recante norme sull'utilizzo dei defibrillatori in ambiente extraospedaliero;

Visto l'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003, che approva le «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici»;

Visto l'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale» (legge finanziaria 2010), che autorizza la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2010 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012 per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni, secondo i criteri e le modalità da individuare con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni;

Riconosciuto che la fibrillazione ventricolare è causa rilevante di decessi sull'intero territorio nazionale e che la defibrillazione precoce rappresenta il sistema più efficace per garantire le maggiori percentuali di sopravvivenza;

Rilevata l'opportunità di diffondere in modo capillare l'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio nazionale anche a personale non sanitario, opportunamente formato, nella convinzione che l'utilizzo di tale apparecchiatura possa prevenire o quanto meno ridurre il numero di morti per arresto cardiocircolatorio;

Ritenuto di provvedere alla individuazione dei criteri e delle modalità per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici confermando le indicazioni contenute nel documento approvato con l'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici», nonché integrando tali indicazioni con ulteriori criteri e modalità descritti in un apposito allegato A al presente decreto;

Ritenuto, altresì, di finalizzare le risorse di cui all'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, al finanziamento di programmi regionali per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici;

Visto l'art. 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 che ha abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 2010, gli articoli 5 e 6 della legge 30 novembre 1989, n. 386 recante norme per il coordinamento della finanza della Regione Trentino-Alto Adige e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano con la riforma tributaria, con ciò disponendo che dette Province Autonome non partecipano alla ripartizione di finanziamenti statali che per la relativa quota sono resi disponibili per essere destinati alle finalità di cui al comma 126 del medesimo articolo;

Acquisita l'intesa con la Conferenza Unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sancita nella seduta del 16 dicembre 2010 ai sensi del citato art. 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n. 191;

 

Decreta:

 

Art. 1 Finalità

1. La finalità del presente decreto è quella di individuare i criteri e le modalità per favorire la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni e fissare i criteri per l'utilizzazione delle risorse di cui all'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.

2. Il presente decreto promuove la realizzazione di programmi regionali per la diffusione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici esterni, indicando i criteri per l'individuazione dei luoghi, degli eventi, delle strutture e dei mezzi di trasporto dove deve essere garantita la disponibilità dei defibrillatori semiautomatici esterni, nonché le modalità della formazione degli operatori addetti.

 

Art. 2 Programmi regionali per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni e relativo finanziamento

1. Le Regioni predispongono, nei limiti delle risorse previste dall'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, programmi per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni in base alle indicazioni contenute nel documento approvato con l'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici», nonché agli ulteriori criteri e modalità indicati nell'allegato A al presente decreto.

2. Le risorse previste dall'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, vengono ripartite per singola Regione e Provincia Autonoma secondo gli importi indicati nella tabella di cui all'allegato B al presente decreto. Le quote individuate quali quote teoricamente spettanti alle Province di Trento e di Bolzano, in attuazione delle disposizioni recate dal citato art. 2, comma 109, della legge n. 191/2009, sono rese disponibili per essere destinate alle finalità di cui al comma 126 del medesimo articolo.

3. La materiale erogazione degli importi di cui al comma 2 alla singola Regione è subordinata:

a) per quanto attiene alle risorse relative all'anno 2010, alla presentazione da parte della singola Regione del programma di cui al comma 1 e alla sua valutazione positiva da parte del Comitato per la verifica dei livelli essenziali di assistenza di cui all'art. 9 dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, in base alla sua coerenza con i criteri e le modalità di cui al medesimo comma;

b) per quanto attiene alle risorse relative all'anno 2011, alla presentazione da parte della singola Regione di una relazione sulla prima attuazione del programma di cui al comma 1 e alla sua valutazione positiva da parte dello stesso Comitato;

c) per quanto attiene alle risorse relative all'anno 2012, per una quota pari al 60 per cento alla presentazione, da parte della singola Regione di una relazione sulla prosecuzione dell'attuazione del programma di cui al comma 1 e alla sua valutazione positiva da parte dello stesso Comitato, per la rimanente quota del 40 per cento alla presentazione da parte della singola Regione, di una relazione finale sul completamento dell'attuazione del programma e alla sua valutazione positiva, da parte del medesimo Comitato.

4. Le Province di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità del presente decreto ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, a valere sulle proprie risorse finanziarie. Delle azioni intraprese e degli obiettivi realizzati danno notizia al Ministero della Salute.

Il presente decreto sarà inviato ai competenti organi di controllo e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Allegato A

A) Criteri e modalità già fissati dall'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici»

1. Premessa

Il defibrillatore semiautomatico è un dispositivo medico che può essere utilizzato sia in strutture sanitarie sia in qualunque altro tipo di strutture, fisse o mobili, stabili o temporanee. L'affidabilità di tali apparecchiature (sia per specificità che per sensibilità), dove è automatico il solo riconoscimento della tipologia dell'aritmia ed il comando avviene per mano dell'operatore, deve consentire l'uso da parte di soggetti di cui all'art. 1, comma 1 della legge 3 aprile 2001, n. 120 e permette di effettuare le seguenti operazioni:

l'analisi automatica dell'attività elettrica del cuore d'una persona vittima di un arresto cardiocircolatorio al fine di interrompere una fibrillazione o tachicardia ventricolare;

il caricamento automatico dell'apparecchio quando l'analisi sopra descritta è positiva al fine di giungere a ripristinare un ritmo cardiaco efficace, attraverso una sequenza di shock elettrici esterni transtoracici, d'intensità appropriata, separati da intervalli di analisi. Gli intervalli di tempo, che devono separare gli shock, in caso di shock ripetuti, in accordo con le linee guida internazionali, sono programmati negli apparecchi e non sono accessibili agli utilizzatori non medici;

la registrazione dei tratti elettrocardiografici realizzati e dei dati di utilizzazione dell'apparecchio.

2. Criteri per l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico

Nel rispetto della programmazione sanitaria delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano e di quanto previsto dall'art. 1, comma 2 della legge 3 aprile 2001, n. 120, vengono individuati i seguenti criteri:

a) accertamento della conformità alle norme in vigore, della funzionalità, della manutenzione e revisione periodica del defibrillatore semiautomatico da parte delle strutture che se ne dotano;

b) possesso, da parte di tutto il personale sanitario non medico, nonché del personale non sanitario, che utilizza il defibrillatore semiautomatico, di idonea formazione validata e sistematicamente verificata;

b1) la formazione ha l'obiettivo di permettere il funzionamento, in tutta sicurezza, del defibrillatore semiautomatico, per assicurare l'intervento sulle persone vittime di un arresto cardiocircolatorio.

L'operatore che somministra lo shock elettrico con il defibrillatore semiautomatico è responsabile, non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che è determinato dall'apparecchio, ma della esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente;

b2) i programmi di formazione ed aggiornamento e verifica, nonché l'accreditamento dei formatori e la relativa certificazione, sono definiti dalle Regioni e dalle Province Autonome, sentiti i comitati tecnici regionali per l'emergenza;

b3) la formazione, il cui programma è specificato successivamente, deve essere dispensata, sotto la responsabilità di un medico, da istruttori qualificati;

b4) i candidati, prima di conseguire l'attestato di formazione all'uso del defibrillatore semiautomatico devono sottoporsi ad una prova pratica (e, se necessario, anche teorica) che ne valuti la preparazione su:

a) il riconoscimento di un arresto cardiocircolatorio;

b) la messa in atto dei metodi di rianimazione di base (in accordo con le linee guida internazionali) in relazione agli ambiti di utilizzo;

c) il ricorso al defibrillatore semiautomatico per l'analisi dell'attività elettrica cardiaca;

d) l'applicazione, in sicurezza, di una sequenza di scariche di defibrillazione;

e) la presenza di anomalie di funzionamento dell'apparecchio.

A seguito del superamento della prova viene rilasciata, ad ogni candidato che ha frequentato il corso, da parte del centro di formazione, un'attestazione di formazione all'uso del defibrillatore semiautomatico.

b5) La formazione iniziale deve prevedere:

1) la conoscenza dei metodi di rianimazione cardiopolmonare di base (in accordo con le linee guida internazionali);

2) una parte teorica avente ad oggetto: finalità della defibrillazione precoce, elementi fondamentali di funzionalità cardiaca, pericoli e precauzioni per i pazienti e per il personale, presentazione e descrizione dell'apparecchio, alimentazione, uso e manutenzione, modalità di messa in opera e dimostrazione da parte del formatore;

3) una parte pratica relativa a: messa in opera sul manichino della sequenza di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione semiautomatica, raccolta dei dati registrati e analisi dell'intervento.

c) Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, attraverso le aziende sanitarie locali od ospedaliere, sedi di 118 o territorialmente competenti, effettuano la verifica ed il controllo di qualità delle prestazioni, anche mediante l'istituzione di un apposito registro epidemiologico.

Il soggetto autorizzato è tenuto a comunicare immediatamente, secondo modalità indicate dalle Regioni e Province Autonome, l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico, al fine di garantire la catena della sopravvivenza.

d) L'autorizzazione all'uso del defibrillatore semiautomatico, in sede extra ospedaliera, è nominativa ed ha la durata di dodici mesi.

Il rinnovo di autorizzazione all'uso del defibrillatore semiautomatico è accordato, ogni dodici mesi, previa verifica della permanenza dei criteri autorizzativi.

e) Presso le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere è depositato l'elenco dei defibrillatori semiautomatici con la specifica del modello e della sede ove sono disponibili, nonché l'elenco delle persone che possono utilizzare.

B) Ulteriori criteri e modalità per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni

1. Criteri per la distribuzione dei defibrillatori semiautomatici esterni

La diffusione graduale ma capillare dei defibrillatori semiautomatici esterni deve avvenire mediante una distribuzione strategica in modo tale da costituire una rete di defibrillatori in grado di favorire la defibrillazione entro quattro/cinque minuti dall'arresto cardiaco, se necessario prima dell'intervento dei mezzi di soccorso sanitari.

La collocazione ottimale dei defibrillatori deve essere determinata in modo che gli stessi siano equidistanti da un punto di vista temporale rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo. In particolare, sono da collocare in luoghi di aggregazione cittadina e di grande frequentazione o ad alto afflusso turistico, in strutture dove si registra un grande afflusso di pubblico e, in genere, ove sia più attesa l'incidenza di arresti cardiaci, tenendo conto comunque della distanza dalle sedi del sistema di emergenza.

Sulla base di tale criteri, devono essere identificate nel territorio regionale le seguenti aree:

aree con particolare afflusso di pubblico;

aree con particolari specificità come luoghi isolati e zone disagiate (montagna, piccole isole), pur se a bassa densità di popolazione.

Va pertanto valutata, sulla base dell'afflusso di utenti e di dati epidemiologici ed in base a specifici progetti, l'opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i seguenti luoghi e strutture:

luoghi in cui si pratica attività sanitaria e sociosanitaria: strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali autorizzate, poliambulatori, ambulatori dei medici di medicina generale;

luoghi in cui si pratica attività ricreativa ludica, sportiva agonistica e non agonistica anche a livello dilettantistico: auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco e strutture ricreative, stadi, centri sportivi;

luoghi dove vi è presenza di elevati flussi di persone o attività a rischio: grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali;

luoghi che richiamano un'alta affluenza di persone e sono caratterizzati da picchi notevoli di frequentazione: centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche;

strutture sede di istituti penitenziari, istituti penali per i minori, centri di permanenza temporanea e assistenza;

strutture di Enti pubblici: scuole, università, uffici;

postazioni estemporanee per manifestazioni o eventi artistici, sportivi, civili, religiosi;

le farmacie, per l'alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio.

I defibrillatori devono essere collocati in posti facili da raggiungere e con un cartello che ne indichi la presenza con la dicitura ed il simbolo del defibrillatore semiautomatico esterno ben visibile; le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono autorizzare l'installazione di un sistema automatico di allertamento del 118.

In via prioritaria devono essere dotati di defibrillatori semiautomatici esterni a bordo, durante il servizio attivo, i seguenti mezzi:

1. mezzi di soccorso sanitario a disposizione del sistema di emergenza territoriale 118;

2. mezzi di soccorso sanitario appartenenti alle organizzazioni di volontariato, alla Croce Rossa Italiana ed al Dipartimento della Protezione Civile;

3. mezzi aerei e navali adibiti al soccorso e al trasporto degli infermi;

4. ambulanze di soggetti pubblici e privati che effettuano servizio di assistenza e trasporto sanitario.

Inoltre, può essere opportuno dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i mezzi destinati agli interventi di emergenza della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo della Guardia di Finanza, della Polizia locale, del Soccorso alpino e speleologico, delle Capitanerie di Porto.

2. Modalità di allocazione dei defibrillatori semiautomatici esterni

Nell'ambito della programmazione della distribuzione dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio, le Regioni predispongono piani che individuano specifiche priorità di allocazione dei dispositivi, compatibilmente con le risorse economiche a disposizione e sulla base della contestuale attività di formazione e addestramento all'uso degli operatori e dei cittadini, fermo restando che, ai fini dello svolgimento dell'attività istituzionale, devono essere dotati di defibrillatori semiautomatici esterni prioritariamente tutti i mezzi di soccorso di base del sistema di emergenza territoriale e le strutture di emergenza, compresi i mezzi delle associazioni di volontariato o privati che operano nell'ambito del sistema stesso.

Inoltre, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, attraverso le proprie organizzazioni dell'emergenza territoriale 118, valutano progetti di acquisizione di defibrillatori semiautomatici esterni con fondi privati, nonché le attività per le quali il soggetto esercente è tenuto a dotarsi a proprie spese di defibrillatori semiautomatici esterni.

Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano predispongono piani di comunicazione per sensibilizzare la popolazione alle potenzialità e all'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni, anche avvalendosi della rete delle farmacie come centri di educazione sanitaria.

3. Attività formativa

I corsi di formazione ed addestramento hanno l'obiettivo di divulgare il più possibile tra la popolazione la conoscenza dell'utilità dell'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni sulle persone colpite da arresto cardiocircolatorio, nonché di permetterne l'utilizzo in piena sicurezza.

Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, anche avvalendosi delle proprie organizzazioni dell'emergenza territoriale 118, provvedono a disciplinare l'erogazione dei corsi di formazione e di addestramento in Supporto Vitale di Base - Defibrillazione (Basic Life Support - Defibrillation) per i soccorritori non medici e a definire i programmi di formazione, aggiornamento e verifica, le modalità di certificazione ed i criteri di accreditamento dei centri di formazione.

Tali corsi sono svolti in conformità alle linee guida stabilite in materia con l'Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano del 27 febbraio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2003, nonché in conformità alle linee guida internazionali vigenti in materia.

Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, al fine di rendere uniformi le modalità di erogazione ed il livello di formazione dei corsi, affidano la loro realizzazione alle centrali operative del sistema di emergenza 118 ed ai centri di formazione accreditati di altre strutture del Servizio Sanitario Regionale, delle Università, degli Ordini professionali sanitari, delle organizzazioni medico-scientifiche di rilevanza nazionale, della Croce Rossa Italiana e delle Associazioni di volontariato nazionali e regionali operanti in ambito sanitario, degli Enti pubblici che hanno come fine istituzionale la sicurezza del cittadino, nonché di altri soggetti pubblici e privati operanti in ambito sanitario che dispongono di un'adeguata struttura di formazione.

Le Regioni definiscono le modalità di retraining degli operatori abilitati, da effettuarsi ogni 24 mesi.

L'autorizzazione all'impiego del defibrillatore è riconosciuta su tutto il territorio nazionale.

4. Registrazione dei defibrillatori semiautomatici esterni e coordinamento dell'attività

Ai fini della sorveglianza del rispetto della normativa di esercizio relativa alle apparecchiature elettromedicali, la detenzione del defibrillatore semiautomatico esterno deve essere comunicata alla struttura del Servizio Sanitario Regionale individuata allo scopo dalle Regioni e Province Autonome. Le informazioni relative ai defibrillatori semiautomatici esterni presenti sul territorio vengono messe a disposizione delle centrali operative 118 di riferimento.

Il coordinamento delle attività di defibrillazione è effettuato dalle centrali operative 118 competenti per territorio.

Le centrali operative dispongono di tutte le informazioni relative alla dislocazione dei defibrillatori semiautomatici esterni, sia per intervenire tempestivamente sul luogo dell'evento in caso di segnalazione di utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno, sia per il monitoraggio delle attività di defibrillazione, anche ai fini della loro manutenzione.

Le Regioni e le Province Autonome dispongono delle informazioni relative all'acquisizione, registrazione e utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio.

 

Allegato B

Ripartizione dei fondi (omissis)

D.P.Reg. Friuli-Venezia Giulia, 23 aprile 2004, n. 0132/Pres.

D.P.Reg. Friuli-Venezia Giulia, 23 aprile 2004, n. 0132/Pres. (1).

Regolamento di esecuzione delle disposizioni di cui agli articoli 147 e 148 della legge regionale n. 2/2002 (Disciplina organica del turismo) e successive modifiche in materia di operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci e di istruttori. Approvazione (2).

 

(1) Pubblicato nel B.U. Friuli-Venezia Giulia 19 maggio 2004, n. 20.

(2) Titolo così modificato dall’art. 1, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

 

Il Presidente

Vista la legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 (Disciplina organica del turismo) e successive modifiche;

Visto, in particolare, l'articolo 148 della citata legge regionale che demanda ad un regolamento la disciplina dei requisiti di ammissione, delle modalità di svolgimento e delle materie di insegnamento dei corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale per le figure di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione di cui all'articolo 146 della legge regionale n. 2/2002; delle modalità di svolgimento dell'esame finale dei predetti corsi e della composizione della commissione giudicatrice; delle caratteristiche e delle modalità di utilizzo della divisa, dello stemma e del tesserino di riconoscimento rilasciati agli iscritti all'Albo, di cui all'articolo 145 della legge regionale n. 2/2002; dei presupposti e delle modalità per la sospensione o la decadenza dall'iscrizione al predetto Albo nelle ipotesi di mancata frequenza o mancato superamento dei corsi di aggiornamento professionale, nonché dei criteri e delle modalità di concessione dei finanziamenti per la realizzazione dei menzionati corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale, ai sensi dell'articolo 147, comma 3, della legge regionale n. 2/2002 e successive modifiche;

Vista la legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 recante il Testo Unico in materia di procedimento amministrativo e diritto di accesso;

Sentito il Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, ai sensi dell'articolo 148 della legge regionale n. 2/2002;

Visto l'articolo 42 dello Statuto di autonomia;

Su conforme Delib.G.R. 8 aprile 2004, n. 881;

 

Decreta

È approvato il «Regolamento di esecuzione delle disposizioni di cui agli articoli 147 e 148 della legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 (Disciplina organica del turismo) e successive modifiche, in materia di operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci», nel testo allegato al presente provvedimento, quale parte integrante e sostanziale.

 

Allegato

Regolamento di esecuzione delle disposizioni di cui agli articoli 147 e 148 della legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 (Disciplina organica del turismo) e successive modifiche, in materia di operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci

 

Capo I - Disposizioni generali

 

Articolo 1

Finalità.

1. Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell'articolo 148 della legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 (Disciplina organica del turismo) e successive modifiche, i requisiti di ammissione, le modalità di svolgimento e le materie di insegnamento dei corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale per le figure di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione di cui all'articolo 146 della legge regionale n. 2/2002 i requisiti di ammissione e le modalità di svolgimento dei corsi di abilitazione all'esercizio dell'attività di istruttore per l'insegnamento ai corsi per soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione, di cui all'articolo 147, comma 1-bis, della legge regionale n. 2/2002; le modalità di svolgimento dell'esame finale dei predetti corsi e la composizione della commissione giudicatrice; le caratteristiche e le modalità di utilizzo della divisa, dello stemma e del tesserino di riconoscimento rilasciati agli iscritti all'Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci di cui all'articolo 145 della legge regionale n. 2/2002; i presupposti e le modalità per la sospensione o la decadenza dall'iscrizione al predetto Albo nelle ipotesi di mancata frequenza o mancato superamento dei corsi di aggiornamento professionale, nonché, ai sensi dell'articolo 147, comma 3, della legge regionale n. 2/2002, i criteri e le modalità di concessione dei finanziamenti per la realizzazione dei menzionati corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale (3).

(3) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

 

Capo II - Corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale di cui all'articolo 147 della legge regionale n. 2/2002 e successive modifiche

 

Articolo 2

Organizzazione dei corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale.

1. Ai sensi dell’articolo 147, comma 3 della legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 (Disciplina organica del turismo), i corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale per le figure di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione nonché i corsi di abilitazione tecnica per istruttore, sono promossi dalla Direzione centrale attività produttive mediante appositi bandi ed organizzati dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci in collaborazione con questa (4).

2. I corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale di cui al comma 1 sono tenuti alternativamente almeno ogni due anni, salvo particolari esigenze che ne impongano la realizzazione nel medesimo anno.

2-bis. I corsi di cui al comma 1 sono indetti con bando pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione e per almeno 15 giorni sui siti istituzionali della Regione e del Collegio degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci (5).

(4) Comma dapprima sostituito dall’art. 2, comma 1, lettera a), del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento) e poi così modificato dall’art. 3, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento). Il testo precedente era così formulato: «1. I corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale per le figure di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione, di cui all'articolo 147, commi 1, 2 e 3, della legge regionale n. 2/2002 e successive modifiche, sono organizzati, in collaborazione con la Direzione centrale delle attività produttive, dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, di cui all'articolo 144 della legge regionale n. 2/2002.».

(5) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, lettera b), del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento).

 

Articolo 3

Corsi di abilitazione per soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione (6).

1. I corsi di abilitazione all’esercizio dell’attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione hanno una durata minima, rispettivamente di:

a) centoventi ore, di cui almeno quattro ore in attività notturna, per la figura di soccorritore;

b) ottanta ore, di cui almeno quattro ore in attività notturna, per la figura di pattugliatore;

c) cinquantasei ore per la figura di coordinatore di stazione (7).

2. I programmi dei corsi di abilitazione sono definiti ed aggiornati dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci in collaborazione con la Direzione centrale attività produttive, sentite la Direzione centrale della salute e della protezione sociale e la Direzione centrale delle risorse agricole, naturali e forestali per la formulazione dei pareri di competenza, da comunicare entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta. In mancanza di comunicazione nel termine, si prescinde dal parere (8).

3. I corsi di abilitazione hanno ad oggetto le seguenti materie d'insegnamento teorico e pratico:

a) per la figura di soccorritore: l'attività di soccorso (ruolo e compiti del soccorritore, aspetti legali e normativa di riferimento), nozioni di pronto soccorso (nozioni di anatomia, di fisiologia, di traumatologia, di rianimazione e nozioni relative alle patologie da ambiente montano), tecniche di soccorso e di trasporto di infortunati, nozioni di nivologia e valanghe, aspetti teorici e tecniche relative alla ricerca di dispersi e di travolti da valanga, nozioni di meteorologia, nozioni concernenti la gestione delle piste di sci, telecomunicazioni (strumenti e procedure), elementi di topografia e di cartografia;

b) per la figura di pattugliatore: l'attività di pattugliamento (ruolo e compiti del pattugliatore, aspetti legali e normativa di riferimento), prevenzione e sicurezza, approfondimenti in materia di soccorso, perfezionamento delle tecniche di soccorso e di trasporto di infortunati, perfezionamento delle tecniche relative alla ricerca di dispersi e di travolti da valanga, gestione delle piste di sci (osservazione e studio del tracciato delle piste, individuazione dei pericoli, tecniche di segnalazione, di demarcazione e di protezione delle piste), meteorologia, nivologia e valanghe, topografia e cartografia;

c) per la figura di coordinatore di stazione: l'attività di coordinatore di stazione (ruolo e compiti, aspetti legali e normativa di riferimento), approfondimenti in materia di prevenzione, soccorso e sicurezza, organizzazione e coordinamento con la Direzione di stazione dell'attività di prevenzione, soccorso e sicurezza, predisposizione e gestione dei piani di intervento, organizzazione delle squadre di operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza, organizzazione della stazione sciistica nel periodo invernale ed estivo (personale, mezzi, attrezzature, tipologia degli impianti di risalita, tipologia e caratteristiche delle piste di sci, telecomunicazioni), nozioni di progettazione delle stazioni turistiche invernali, meteorologia, nivologia e valanghe, topografia e cartografia.

4. Il corpo insegnante è composto di esperti nelle materie di cui al comma 3, nonché degli istruttori iscritti al registro degli istruttori accreditati tenuto presso il Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, ai sensi dell'articolo 145, comma 4-bis, della legge regionale n. 2/2002 (9).

5. [Possono svolgere l'attività di istruttore coloro che abbiano conseguito la qualifica di istruttore presso la Federazione italiana sicurezza piste di sci, nonché gli istruttori operanti presso l'Associazione interregionale neve e valanghe per l'insegnamento della materia nivologia e valanghe e i tecnici operanti presso l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - Settore Osservatorio meteorologico del Friuli-Venezia Giulia relativamente all'insegnamento della materia meteorologia] (10).

(7) Comma così sostituito dall’art. 3, comma 1, lettera a), del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento). Il testo originario era così formulato: «1. I corsi di abilitazione all'esercizio dell'attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione hanno una durata minima di centoventi ore, di cui almeno dieci ore in attività notturna, per la figura di soccorritore, di ottanta ore, di cui almeno dieci ore in attività notturna, per la figura di pattugliatore e di cinquantasei ore per la figura di coordinatore di stazione.».

(8) Comma così sostituito dall’art. 3, comma 1, lettera b), del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento). Il testo originario era così formulato: «2. I programmi dei corsi di abilitazione sono definiti ed aggiornati, in collaborazione con la Direzione centrale delle attività produttive, dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, sentite la Direzione centrale della salute e della protezione sociale e la Direzione centrale delle risorse agricole, naturali e forestali.».

(6) Rubrica così modificata dall’art. 4, comma 1, lettera a), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(9) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lettera b), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(10) Comma abrogato dall’art. 4, comma 1, lettera c), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento)

 

Articolo 4

Modalità e requisiti per la partecipazione ai corsi di abilitazione per soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione (11) (12).

1. Possono partecipare ai corsi di abilitazione all’esercizio delle attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione i cittadini italiani o di altro Stato membro dell’Unione Europea che abbiano raggiunto la maggiore età e siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado.

2. Ai fini della partecipazione ai corsi di abilitazione all’esercizio delle attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione, l’interessato presenta al Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci che ne cura l’istruttoria, apposita domanda redatta sul modello allegato al bando di cui all’articolo 2, corredata da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà comprovante:

a) la cittadinanza italiana o di altro stato membro dell’Unione europea;

b) il godimento dei diritti civili e politici;

c) la maggiore età;

d) il diploma di istruzione secondaria di primo grado.

3. In caso di partecipazione al corso di abilitazione all’esercizio dell’attività di coordinatore di stazione, oltre alle dichiarazioni di cui al comma 2, l’interessato presenta altresì una dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa al conseguimento da almeno due anni dell’abilitazione all’esercizio dell’attività di pattugliatore e alla regolare iscrizione all’Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci di cui all’articolo 145 della legge regionale n. 2/2002.

4. In caso di partecipazione al corso di abilitazione all’esercizio dell’attività di pattugliatore, oltre alle dichiarazioni di cui al comma 2, l’interessato presenta altresì una dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa al conseguimento da almeno due anni dell’abilitazione all’esercizio dell’attività di soccorritore e alla regolare iscrizione all’Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, nonché una attestazione rilasciata dal legale rappresentante dell’associazione divolontariato, se il soggetto ha svolto l’attività come volontario, o dal datore di lavoro se il soggetto ha svolto l’attività dipendente o collaboratore, comprovante lo svolgimento dell’attività soccorritore per almeno 10 giornate effettive nelle ultime tre stagioni invernali compresa quella dell’anno solare in corso alla data di presentazione della domanda.

5. In caso di partecipazione al corso di abilitazione all’esercizio dell’attività di soccorritore, oltre alle dichiarazioni di cui al comma 2, l’interessato presenta altresì un’attestazione rilasciata dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci comprovante il superamento di due prove pratiche di sci, di cui una libera e l’altra obbligata, di fronte alla Commissione d’esame di cui all’articolo 6 nella specifica composizione ivi prevista.

6. L’accertamento della idoneità allo svolgimento di mansioni specifiche da parte degli allievi dei corsi di abilitazione all’esercizio dell’attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione, ove richiesto dalle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, è effettuato da un medico del servizio sanitario nazionale ancorché operante in regime di convenzione ovvero da un medico competente, con visita medica disposta a cura e spese del Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci. Nel caso degli allievi dei corsi di abilitazione all’esercizio dell’attività di soccorritore l’accertamento della idoneità allo svolgimento di mansioni specifiche è effettuato sui soli allievi che abbiano superato le prove pratiche di sci.

(11) Rubrica così modificata dall’art. 5, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(12) Articolo così sostituito dall’art. 4 del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento). Il testo originario era così formulato: «Articolo 4. Requisiti di ammissione ai corsi di abilitazione. 1. Ai fini dell'ammissione ai corsi di abilitazione per le figure di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione, l'interessato è tenuto a presentare domanda alla Direzione centrale delle attività produttive, corredata della seguente documentazione:

a) dichiarazioni sostitutive di certificazione comprovanti il godimento dei diritti civili e politici, la cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell'Unione Europea e il possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado, di cui all'articolo 145, comma 2, lettere b), e), ed e), della legge regionale n. 2/2002;

b) certificato rilasciato dall'Azienda per i servizi sanitari attestante l'idoneità psicofisica, ai sensi dell'articolo 145, comma 2, lettera d), della legge regionale n. 2/2002;

c) con riguardo al corso per soccorritore, attestazione rilasciata dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, comprovante il superamento di due prove pratiche di sci, di cui una libera e l'altra obbligata, di fronte alla Commissione d'esame di cui all'articolo 6, integrata da un maestro di sci; con riferimento al corso per pattugliatore, dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante il conseguimento, da almeno due anni, dell'abilitazione all'esercizio dell'attività di soccorritore e la regolare iscrizione all'Albo di cui all'articolo 145 della legge regionale n. 2/2002; con riguardo al corso per coordinatore di stazione, dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante il conseguimento, da almeno due anni, dell'abilitazione all'esercizio dell'attività di pattugliatore e la regolare iscrizione all'Albo di cui all'articolo 145 della legge regionale n. 2/2002.».

 

Articolo 5

Abilitazione per soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione (13).

1. L'abilitazione all'esercizio dell'attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione si consegue mediante la frequenza di almeno 90% delle ore di insegnamento teorico e pratico previste nei corsi di cui all'articolo 3 e il superamento dell'esame finale di fronte alla Commissione d'esame di cui all'articolo 6.

2. L'esame di abilitazione si articola in una prova scritta, in un colloquio orale ed in una prova pratica aventi ad oggetto le materie dei corsi di abilitazione di cui all'articolo 3, comma 3.

2-bis. I criteri di valutazione delle prove d’esame sono indicati nel bando di cui all’articolo 2. In ogni caso la Commissione d’esame può tener conto nella valutazione complessiva del candidato anche del comportamento da questo tenuto per tutta la durata del corso (14).

(13) Rubrica così modificata dall’art. 6, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(14) Comma aggiunto dall’art. 5 del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento).

 

Articolo 6

Commissione d'esame per soccorritore, pattugliatore, coordinatore di stazione ed istruttore (15).

1. La Commissione esaminatrice per soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione viene nominata con deliberazione della Giunta regionale, dura in carica quattro anni ed è composta dei seguenti membri (16):

a) Direttore centrale delle attività produttive o un suo delegato, avente funzione di Presidente della Commissione;

b) tre esperti nelle materie dei corsi di cui all'articolo 3, comma 3, di cui un medico e due istruttori o sostituti, designati dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, ai sensi dell'articolo 144 della legge regionale n. 2/2002 (17);

b-bis) un maestro di sci o sostituto, per le sedute di esame dei candidati alle due prove pratiche di sci di cui all'articolo 4, comma 5, designati dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, ai sensi dell'articolo 144 della legge regionale n. 2/2002 (18);

b-ter) un dipendente della Direzione centrale delle attività produttive con qualifica non inferiore a C, o un suo sostituto, che funge da segretario (19).

b-bis 1) un dipendente della Direzione centrale competente in materia di neve e valanghe, di categoria non inferiore alla D, o sostituto, che funge da esperto nelle materie di nivologia e valanghe (20).

1-bis. Per le sole sedute di esame dei candidati alle due prove pratiche di sci di cui all’articolo 4, comma 5, la Commissione si intende validamente costituita anche in assenza del medico di cui al comma 1, lettera b) (21).

1-ter. La Commissione esaminatrice per la figura di istruttore è composta esclusivamente dai membri di cui alle lettere a), b) e b bis) del comma 1 (22).

(15) Rubrica così modificata dall’art. 7, comma 1, lettera a), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(16) Alinea così modificato dall’art. 7, comma 1, lettera b), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(17) Lettera così modificata dall’art. 7, comma 1, lettera c), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(18) Lettera dapprima aggiunta dall’art. 6, comma 1, lettera a), del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento) e poi così sostituita dall’art. 7, comma 1, lettera d), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento). Il testo originario era così formulato: «b-bis) un maestro di sci ed il supplente in caso di assenza o impedimento del primo, per le sole sedute di esame dei candidati alle due prove pratiche di sci di cui all’articolo 4, comma 5.».

(19) Lettera aggiunta dall'art. 2, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 12 marzo 2013, n. 045/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 3 dello stesso regolamento).

(20) Lettera aggiunta dall’art. 7, comma 1, lettera e), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(21) Comma aggiunto dall’art. 6, comma 1, lettera b), del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento).

(22) Comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, lettera f), del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

 

Articolo 7

Corsi di aggiornamento professionale per soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione (23).

1. Ai fini della partecipazione ai corsi di aggiornamento professionale per le figure di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione, l'interessato è tenuto a presentare domanda alla Direzione centrale delle attività produttive, corredata della dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante il possesso dell'abilitazione relativa alla figura professionale al cui aggiornamento è rivolto il corso.

2. I corsi di aggiornamento professionale hanno una durata di almeno sedici ore e hanno ad oggetto l'aggiornamento teorico e pratico in ordine alle materie dei corsi di abilitazione, di cui all'articolo 3, comma 3.

3. La definizione e l'aggiornamento dei programmi dei corsi di aggiornamento professionale, nonché l'individuazione del corpo insegnante sono disciplinati dai commi 2, 4 e 5 dell'articolo 3.

4. Il superamento dei corsi di aggiornamento professionale si consegue mediante la frequenza della totalità delle ore di insegnamento teorico e pratico e il superamento, di fronte alla Commissione d'esame di cui all'articolo 6, dell'esame finale, articolato in una prova scritta o in un colloquio orale ed in una prova pratica, vertenti sulle materie dei corsi di cui al comma 2.

(23) Rubrica così modificata dall’art. 8, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

 

Art. 7-bis

Corsi di abilitazione tecnica per istruttore (24).

1. I corsi di abilitazione tecnica per istruttore hanno una durata minima 56 (cinquantasei) ore.

2. I programmi dei corsi di abilitazione sono definiti ed aggiornati dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci in collaborazione con la Direzione centrale competente.

3. I corsi di abilitazione hanno ad oggetto le materie di cui all'articolo 3, comma 3, nonché le tecniche di insegnamento delle materie medesime.

4. Il corpo insegnante è composto da esperti nelle materie di cui al comma 3, nonché dagli istruttori iscritti al registro degli istruttori accreditati tenuto presso il Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, ai sensi dell'articolo 145, comma 4-bis, della legge regionale n. 2/2002.

(24) Articolo aggiunto dall’art. 9, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

 

Art. 7-ter

Modalità e requisiti per la partecipazione ai corsi di abilitazione tecnica per istruttore (25).

1. Possono partecipare ai corsi di abilitazione tecnica per istruttore i cittadini italiani o di altro Stato membro dell'Unione europea, in possesso del titolo abilitante all'esercizio dell'attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatori di stazione da almeno due anni, che abbiano effettuato, nello stesso periodo di tempo, almeno dieci giornate di servizio.

2. Ai fini della partecipazione ai corsi di abilitazione tecnica per istruttore, l'interessato presenta al Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, che ne cura l'istruttoria, domanda redatta sul modello allegato al bando di cui all'articolo 2 e corredata di un dettagliato curriculum vitae e di dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà comprovante:

a) la cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell'Unione europea;

b) il godimento dei diritti civili e politici;

c) la maggiore età, al momento di presentazione della domanda;

d) il diploma di istruzione secondaria di primo grado;

e) il pagamento della quota di iscrizione al corso di abilitazione.

3. L'interessato presenta altresì al Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci un'attestazione, rilasciata dal competente Collegio, comprovante lo svolgimento dell'attività di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione da almeno due anni nonché l'effettuazione, nello stesso periodo di tempo, almeno dieci giornate di servizio.

(25) Articolo aggiunto dall’art. 10, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

 

Art. 7-quater

Abilitazione tecnica per istruttore (26).

1. L'abilitazione tecnica all'esercizio dell'attività di istruttore si consegue mediante la frequenza di almeno 90% delle ore di insegnamento previste nei corsi di cui agli articoli 7-bis e 7-ter e il superamento dell'esame finale di fronte alla Commissione d'esame di cui all'articolo 6, comma 1-ter.

2. L'esame di abilitazione si articola in una prova orale avente ad oggetto le materie di cui all'articolo 3, comma 3, nonché le tecniche di insegnamento delle materie medesime.

3. I criteri di valutazione delle prove d'esame sono indicati nel bando di cui all'articolo 2.

(26) Articolo aggiunto dall’art. 11, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

 

Articolo 8

Sospensione e decadenza dall'iscrizione all'Albo per mancata frequenza o mancato superamento dei corsi di aggiornamento professionale.

1. Sono cause di sospensione dell'iscrizione all'Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci la mancata frequenza o il mancato superamento dei corsi di aggiornamento professionale nei due anni successivi alla data di conseguimento dell'abilitazione o nei due anni successivi alla data di superamento dell'esame dell'ultimo corso di aggiornamento professionale frequentato.

2. La ripetizione delle fattispecie di cui al comma 1 determina la decadenza dall'iscrizione all'Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci.

3. I provvedimenti di sospensione e di decadenza di cui ai commi 1 e 2 sono adottati dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, nel rispetto delle modalità procedurali regolamentate dal proprio Statuto.

4. Il provvedimento di sospensione dell'iscrizione all'Albo deve specificare il periodo di durata della misura.

5. A seguito di decadenza dall'iscrizione all'Albo, la nuova iscrizione è subordinata al superamento dell'esame di abilitazione previsto per la qualifica decaduta, senza obbligo di frequenza del relativo corso. In caso di mancato superamento dell'esame, è necessario, ai fini dell'iscrizione all'Albo, frequentare il corso di abilitazione relativo alla qualifica decaduta e superare il relativo esame conclusivo.

6. Qualora la decadenza dall'iscrizione all'Albo sia avvenuta da oltre cinque anni, il Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, avuto riguardo al periodo trascorso dalla frequenza dell'ultimo corso di abilitazione o aggiornamento professionale, può prescrivere all'interessato di frequentare anche i corsi di abilitazione relativi alle qualifiche inferiori a quella decaduta e di superare i relativi esami finali.

 

Capo III - Divisa, stemma, distintivo e tesserino di riconoscimento

 

Articolo 9

Caratteristiche ed utilizzo di divisa, stemma, distintivo e tesserino di riconoscimento (27).

1. I soccorritori, pattugliatori e coordinatori di stazione iscritti all’Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, sono tenuti ad indossare la divisa adottata dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci con i colori internazionalmente riconosciuti, nonché il casco protettivo e lo zainetto o altro adeguato equipaggiamento individuale di soccorso, sia durante lo svolgimento della propria attività che nel corso di esercitazioni e di manifestazioni autorizzate.

2. In ogni caso la divisa può essere usata esclusivamente durante il servizio, sia in pista che fuori dalla stessa, nello svolgimento di attività istituzionali ed in rappresentanza del Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, nonché durante lo svolgimento delle attività di istruzione o formazione. In ogni caso di sospensione o decadenza dall’iscrizione all’Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, la divisa non può più essere usata in alcun comprensorio sciistico nazionale o internazionale.

3. Sulla divisa sono applicati lo stemma degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, nonché un distintivo recante la qualifica dell’operatore.

4. Ciascun operatore per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci è munito di un tesserino di riconoscimento recante la fotografia dell’operatore e l’indicazione del nome, cognome, qualifica ed estremi di iscrizione all’Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci. Il tesserino è rilasciato dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci a firma del Presidente.

5. Stemma, distintivo e tesserino di riconoscimento devono essere restituiti al Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, in ogni caso di sospensione o decadenza dall’iscrizione all’Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci.

(27) Articolo così sostituito dall’art. 7 del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento). Il testo originario era così formulato: «Articolo 9. Caratteristiche ed utilizzo di divisa, stemma, distintivo e tesserino di riconoscimento. 1. I soccorritori, pattugliatori e coordinatori di stazione, regolarmente iscritti all'Albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, sono tenuti ad indossare, durante lo svolgimento della propria attività e nel corso di esercitazioni e di manifestazioni autorizzate, la divisa adottata dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, con i colori internazionalmente riconosciuti per la figura di operatore per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci.

2. Sulla divisa sono applicati lo stemma degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, nonché un distintivo recante la qualifica dell'operatore.

3. All'atto dell'iscrizione all'Albo, il Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci rilascia un tesserino di riconoscimento, a firma dei Presidente del Collegio, recante nome, cognome, qualifica, estremi di iscrizione all'Albo e fotografia dell'operatore.

4. Divisa, stemma, distintivo e tesserino di riconoscimento devono essere restituiti al Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, nelle ipotesi di sospensione o decadenza dall'Albo.».

 

Capo IV - Finanziamenti per la realizzazione dei corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale, ai sensi dell'articolo 147, comma 3, della legge regionale n. 2/2002 e successive modifiche

 

Articolo 10

Modalità di presentazione delle domande.

1. Le domande volte ad ottenere la concessione dei finanziamenti per la realizzazione dei corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale di cui all'articolo 147, comma 3, della legge regionale n. 2/2002 e successive modifiche devono essere presentate dal Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci alla Direzione centrale delle attività produttive, entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello nel quale è previsto lo svolgimento dei corsi.

2. Le domande di finanziamento di cui al comma 1 devono essere corredate dei programmi dei corsi e dei relativi preventivi di spesa, nonché di una relazione illustrativa recante le modalità di selezione dei partecipanti, il numero previsto di iscritti e la quota individuale di partecipazione.

 

Articolo 11

Criteri e modalità di concessione dei finanziamenti.

1. La concessione dei finanziamenti per la realizzazione dei corsi di abilitazione e di aggiornamento professionale viene disposta entro il limite massimo del 95% della spesa ritenuta ammissibile.

2. Sono compresi nella spesa ammissibile i seguenti costi:

a) compensi ad istruttori ed altri docenti (fino ad un massimo di 40 euro all'ora);

b) compensi per coordinamento e direzione dei corsi (fino ad un massimo di 50 euro all'ora);

c) compensi per operatori video;

d) vitto e alloggio degli istruttori ed altri docenti (fino ad un massimo di 70 euro al giorno) (28);

e) rimborso spese trasferta degli istruttori ed altri docenti;

e-bis) rimborso spese sostenute dal Collegio degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci per l’accertamento dell’idoneità allo svolgimento di mansioni specifiche ai sensi dell’articolo 4, comma 6 (29);

f) assicurazione R.C. e infortuni dei membri della commissione esaminatrice;

g) acquisto o noleggio di materiale didattico e apparecchiature;

h) spese di segreteria, nel limite del 10% del costo complessivo;

i) imposta sul valore aggiunto (IVA), se non detraibile.

3. Il decreto di concessione dei finanziamenti può disporre, in via anticipata, l'erogazione fino all'80% del finanziamento concesso e fissa il termine per la rendicontazione della spesa.

4. Ai fini della rendicontazione della spesa, il Collegio regionale degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci deve presentare la seguente documentazione:

a) prospetto riassuntivo delle spese sostenute;

b) copia non autenticata della documentazione di spesa, regolarmente quietanzata, annullata in originale ai fini dell'incentivo, corredata di una dichiarazione del beneficiario attestante la corrispondenza della documentazione prodotta agli originali;

c) relazione sulle modalità di svolgimento e sui risultati finali dei corsi.

5. Ai fini della liquidazione finale dei finanziamenti, in caso di svolgimento di più corsi è ammessa la compensazione delle spese sostenute per i diversi corsi, previa illustrazione e motivazione degli scostamenti verificatisi rispetto ai preventivi di spesa e purché la spesa complessivamente rendicontata sia pari o superiore a quella ammessa a finanziamento.

(28) Lettera così modificata dall’art. 12, comma 1, del regolamento approvato con D.P.Reg. 4 dicembre 2014, n. 0230/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 13, comma 1, del medesimo regolamento).

(29) Lettera aggiunta dall’art. 8 del regolamento approvato con D.P.Reg. 13 luglio 2011, n. 0161/Pres., a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 9 dello stesso regolamento).

 

Articolo 12

Disposizione transitoria.

1. Per l'anno 2004 le domande volte ad ottenere i finanziamenti di cui al presente regolamento devono essere presentate alla Direzione centrale delle attività produttive entro quarantacinque giorni dall'entrata in vigore del medesimo regolamento.

2. Sono fatte salve le domande già presentate nel corso dell'anno 2004 anteriormente all'entrata in vigore del presente regolamento. Le medesime domande devono essere integrate, ove necessario, in conformità al presente regolamento, entro il termine di cui al comma 1.

 

Articolo 13

Norma finale.

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Friuli-Venezia Giulia.

L.R. Abruzzo, 17 aprile 2014, n. 20

L.R. Abruzzo, 17 aprile 2014, n. 20

Disposizioni in materia di soccorso alpino e speleologico.

Pubblicata nel B.U. Abruzzo 28 aprile 2014, n. 48, speciale.

 

 

IL CONSIGLIO REGIONALE

ha approvato;

 

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

Promulga

 

la seguente legge :

 

Art. 1 Riconoscimento e potenziamento del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo.

1. La Regione Abruzzo, in conformità alle leggi 21 marzo 2001, n. 74 "Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico" e 18 febbraio 1992, n. 162 "Provvedimenti per i volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico e per l'agevolazione delle relative operazioni di soccorso" e successive modifiche ed integrazioni, nonché in attuazione dell'art. 29 della legge 7 dicembre 2000, n. 383 "Disciplina delle associazioni di promozione sociale" e dell'art. 80, comma 39, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Legge finanziaria 2003), riconosce e promuove l'attività del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzese del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, di seguito denominato SASACNSAS, rivolta a:

a) attuare la prevenzione e la vigilanza degli infortuni nell'esercizio delle attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche e degli sport di montagna, delle attività speleologiche, torrentistiche e forristiche, e di ogni altra attività connessa alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, ricreativo e culturale, ivi comprese le attività professionali, svolte in ambiente montano, ipogeo, impervio ed ostile del territorio regionale, ivi comprese le attività professionali o lavorative svolte in tali ambienti, l'evacuazione impianti a fune ed il monitoraggio valanghe;

b) effettuare gli interventi di ricerca e soccorso, recupero e trasporto sanitario e non sanitario degli infortunati, dei pericolanti, dei dispersi ed il recupero dei caduti in ambiente montano, ipogeo e in ogni altro ambiente impervio ed ostile del territorio regionale, in stretta collaborazione con il Sistema di urgenza ed emergenza medica (SUEM) del Servizio sanitario nazionale;

c) effettuare gli interventi di ricerca e soccorso in caso di emergenze o calamità inquadrabili come attività di protezione civile nell'ambito delle proprie competenze istituzionali e degli obblighi di legge previsti;

d) curare la formazione, l'addestramento e l'aggiornamento del proprio personale tecnico e del proprio personale con funzioni logistiche ed amministrative;

e) collaborare con gli Enti e le Amministrazioni dello Stato, con Enti pubblici e privati e con soggetti privati, per il raggiungimento delle finalità d'istituto di cui al presente comma e per ottemperare agli obblighi di legge.

 

Art. 2 Soccorso ed elisoccorso.

1. La Regione Abruzzo, ai sensi dell'art. 2, comma 1, della legge 74/2001, si avvale del SASA-CNSAS per gli interventi di soccorso, recupero e trasporto sanitario e non sanitario in ambiente montano, ipogeo, e in ogni altro ambiente ostile ed impervio del territorio regionale, in stretta collaborazione con il Sistema di Urgenza ed Emergenza Medica (SUEM) delle Aziende Unità Locali Sociosanitarie, attraverso il numero unico 118.

2. La Regione Abruzzo individua nella struttura operativa regionale del SASACNSAS il soggetto di riferimento esclusivo per l'attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano ed in ambiente ipogeo, ai sensi dell'art. 2, comma 2, della legge 74/2001, ed assume ogni iniziativa volta a riconoscere il ruolo del SASA-CNSAS nelle costituende centrali uniche NUE 112.

3. La Giunta regionale, nell'ambito dell'organizzazione dei servizi di urgenza ed emergenza sanitaria, regola i rapporti con il SASA - CNSAS mediante apposita convenzione, tenuto conto di quanto disposto dal Decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992 "Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza".

4. Per i servizi di elisoccorso a configurazione Search and Rescue (SAR), identificati presso l'Azienda Unità Locale Sociosanitaria di L'Aquila (Centrale Operativa SUEM 118 di L'Aquila) e presso le ulteriori Aziende individuate dalla programmazione sanitaria regionale, le Aziende stesse possono avvalersi oltre che del proprio personale sanitario formato e certificato ai sensi della legge 74/2001, del personale SASA-CNSAS.

 

Art. 3 Finanziamento delle attività.

1. La Regione, per il raggiungimento delle finalità di cui all'art. 1, finanzia annualmente le spese direttamente riconducibili alla erogazione dei servizi garantiti dal SASACNSAS ed in particolare:

a) le spese per lo svolgimento del servizio regionale di Elisoccorso 118 in attuazione della legge 74/2001;

b) le spese per il funzionamento dell'intera struttura del SASA-CNSAS, nonché per l'addestramento e l'aggiornamento tecnico delle squadre di soccorso del SASA-CNSAS;

c) il rimborso di spese sostenute dai componenti le squadre di soccorso alpino e speleologico organizzate nel SASA-CNSAS, relative a prestazioni rese per operazioni di soccorso oltre che addestrative;

d) le spese relative all'adeguamento o all'ammodernamento della dotazione del materiale tecnico ed alla sostituzione dei materiali deteriorati o sinistrati a seguito delle operazioni di soccorso, o comunque al potenziamento delle attrezzature e dei mezzi del SASA-CNSAS;

e) le spese relative alla formazione ed aggiornamento derivanti dalle disposizioni in materia di sicurezza sugli ambienti di lavoro e in particolare da quanto stabilito dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".

 

Art. 4 Attività specialistiche diverse.

1. La Regione Abruzzo riconosce la funzione delle Scuole Regionali di Soccorso Alpino e Speleologico del SASA-CNSAS, sostiene l'intera struttura del SASA-CNSAS e lo riconosce quale soggetto di riferimento tecnico, scientifico e didattico per la individuazione di esperti nelle materie di cui alla presente legge da nominare in organismi regionali o in organismi di Enti in cui la Regione è chiamata a designare propri rappresentanti.

2. Il SASA-CNSAS collabora, mediante la stipula di apposite convenzioni, con la competente struttura regionale in materia di protezione civile per attività in ambiente montano e ipogeo, in attività formative e addestrative ricadenti nell'ambito di competenza, concorre al soccorso in caso di eventi calamitosi in cooperazione con le strutture di protezione civile.

 

Art. 5 Rete radio.

1. La Regione Abruzzo, al fine di assicurare al SASA - CNSAS un'efficiente rete radio in grado di operare in condizioni di coordinamento funzionale con quella del SUEM 118, quando il SASA - CNSAS agisce in regime di convenzione, ai sensi del comma 3 dell'art. 2, promuove le opportune intese fra il SASA-CNSAS e gli Enti locali con i soggetti privati gestori di servizi pubblici per la stipula di convenzioni per la concessione in comodato d'uso dei rispettivi ponti radio, comprensivi di alloggiamento ed alimentazione.

 

Art. 6 Segni distintivi.

1. Il SASA-CNSAS può apporre e pubblicizzare sui propri automezzi e su ogni tipologia di materiale informativo curato e diffuso, il numero unico 118 del SUEM.

 

Art. 7 Informazione, prevenzione e divulgazione.

1. La Regione Abruzzo, al fine di prevenire e contrarre gli incidenti derivanti dallo svolgimento delle attività contemplate dall'art. 1, oltre che di garantire un'attività informativa efficace, sostiene le iniziative del SASA-CNSAS volte alla divulgazione di supporti cartacei e video-informatici allo scopo predisposti.

 

Art. 8 Norma finanziaria.

1. La copertura degli oneri derivanti dalla presente legge, inerenti l'apporto del SASACNSAS per l'attuazione del servizio regionale di elisoccorso del 118, nonché l'organizzazione del servizio stesso e le attività di formazione degli operatori, e quantificati nelle convenzioni ai sensi del comma 3, dell'art. 2, è assicurata con quota parte delle risorse iscritte sul capitolo di spesa 12.01.001 - 81501 relative al Fondo Sanitario Nazionale assegnate alle Aziende Sanitarie Locali per la gestione dell'emergenza medica e per le attività di Protezione Civile mediante utilizzazione delle risorse annualmente attribuite alla pertinente Direzione con il bilancio di previsione di competenza.

2. Fatto salvo quanto previsto al comma 1, agli ulteriori oneri derivanti dall'applicazione della presente legge e riguardanti tutti gli altri servizi prestati dal SASA-CNSAS, stimati per l'anno 2014 in euro 70.000,00, si fa fronte con le risorse stanziate sull'unità previsionale di base (U.P.B.) 13.01.005, capitolo di nuova istituzione denominato "Interventi in materia di soccorso alpino e speleologico".

3. Ai fini della copertura degli oneri di cui al comma 2, al bilancio di previsione 2014 è apportata la seguente variazione per competenza e cassa di uguale importo:

a) in aumento U.P.B. 13.01.005 capitolo di nuova istituzione denominato" Interventi in materia di soccorso alpino e speleologico" per euro 70.000,00;

b) in diminuzione U.P.B. 13.01.005 - Cap. 71620 denominato "Contributo a favore della delegazione regionale corpo soccorso alpino - L.R. 30 aprile 1990, n. 56" per euro 50.000,00;

c) in diminuzione U.P.B. 01.01.005 - Cap. 11102 denominato "Funzionamento del Consiglio regionale" per euro 20.000,00.

4. La riduzione dello stanziamento di cui alla lettera c) del comma 3 del presente articolo è imputata al capitolo di spesa 01.01.10 - 6120 "Comunicazione Istituzionale" del bilancio di previsione 2014 del Consiglio regionale.

5. La Giunta regionale e l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale provvedono alle occorrenti variazioni dei rispettivi bilanci.

6. Per gli anni successivi al 2014, l'onere di cui al comma 2 è determinato ed iscritto nel pertinente capitolo di spesa, secondo le modalità previste dall'articolo 8 della legge regionale 25 marzo 2002, n. 3 (Ordinamento contabile della Regione Abruzzo) e dall'articolo 10 della legge regionale 29 dicembre 1977, n. 81 (Norme sulla contabilità regionale).

7. Il contributo per la copertura degli oneri di cui al comma 2 viene erogato:

a) per il 30%, in acconto, su presentazione del Bilancio preventivo e del Piano di attività contenente la previsione di spesa;

b) per il restante 70%, a titolo di saldo, su presentazione della relazione consuntiva dell'attività svolta per l'intero anno di riferimento e della elencazione delle spese sostenute con i relativi giustificativi quietanzati.

Art. 9 Abrogazioni.

1. Dall'entrata in vigore della presente legge sono o restano abrogate le seguenti disposizioni normative:

a) gli articoli da 71 a 78 della legge regionale 10 gennaio 2011, n. 1 "Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011 - 2013 della Regione Abruzzo (Legge Finanziaria Regionale 2011)";

b) legge regionale 23 agosto 1977, n. 52 "Potenziamento e funzionalità delegazione regionale Corpo nazionale soccorso alpino ed annessa sezione per il soccorso speleologico";

c) legge regionale 15 gennaio 1982, n. 8 "Modifica ed integrazione della legge regionale 23 agosto 1977, n. 52: Potenziamento e funzionalità della delegazione regionale Corpo nazionale soccorso alpino ed annessa sezione per il soccorso speleologico e delle iniziative per l'educazione alpinistico-naturalistica dei giovani";

d) legge regionale 30 aprile 1990, n. 56 "Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 52 del 1977 e alla L.R. n. 8 del 1982: "Potenziamento e funzionalità della Delegazione regionale Corpo nazionale soccorso alpino"";

e) legge regionale 13 novembre 1990, n. 86 "Interpretazione autentica dell'art. 7 della legge regionale 30 aprile 1990, n. 56, relativa a: Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 52 del 1977 e n. 8 del 1972: "Potenziamento e funzionalità della delegazione regionale Corpo nazionale soccorso alpino"";

f) legge regionale 23 dicembre 1997, n. 152 "Ulteriori modificazioni ed integrazioni alla L.R. 23 agosto 1977, n. 52 come modificata dalla L.R. 15 gennaio 1982, n. 8".

 

Art. 10 Entrata in vigore.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel "Bollettino Ufficiale della Regione".

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Abruzzo.

Introduzione al nuovo volume sugli sport dell'ARIA

Il secondo volume del Trattato sulla Responsabilità Civile e Penale negli Sport del Turismo, dedicato agli sport dell'ARIA, è disponibile in libreria e in rete attraverso il sito dell'editore Giappichelli

 

Pubblichiamo di seguito l'introduzione del volume a cura di Umberto Izzo e Francesco Morandi

 

La dimensione turistica degli sport dell’aria e le regole in tema di sicurezza e responsabilità nel volo: il piano dell’opera 

 

L’esperienza del volo, nelle sue diverse forme, emoziona un numero sempre crescente di appassionati.

 

Pur non potendosi ancora affermare che si tratti di attività ludico-sportive di massa, l’avioturismo e gli sport dell’aria interessano oggi sempre più ampie fasce di utenti capaci di accostarsi a una cultura aeronautica evolutasi di pari passo con il progresso della tecnologia che permette il volo in tutte le sue manifestazioni. Un’utenza che peraltro può confidare nell’impegno di operatori professionali attenti a cogliere le opportunità offerte da un mercato in rapida espansione.

 

Le attività di volo a vela e a motore, da diporto o sportivo, acrobatico o con l’aerostato, di paracadutismo e di aeromodellismo contribuiscono in maniera sempre più incisiva allo sviluppo del turismo. Le diverse discipline aeronautiche si integrano efficacemente con gli altri attrattori dei territori a vocazione turistica, dando vita a nuovi prodotti rivolti al turista e completando il panorama di offerte di svago e di attività sportive che a quest’ultimo viene rivolto. Non sfugge, peraltro, come il volo privato, quale mezzo di trasporto che permette agli utenti di coprire in temi rapidi distanze assai cospicue, assecondando le esigenze di un turismo d’élite, possa rivestire una funzione servente rispetto alla fruizione turistica di località altrimenti penalizzate dalla difficile raggiungibilità con i mezzi di trasporto tradizionali.   

 

Convenzione sui danni causati da aeromobili stranieri a terzi sulla superficie, firmata a Roma il 7 ottobre 1952 (Convenzione di Roma)

Convenzione sui danni causati da aeromobili stranieri a terzi sulla superficie, firmata a Roma il 7 ottobre 1952 (Convenzione di Roma)


In vigore dal 4 febbraio 1958, applicabile  in italia anche ai voli interni ex art. 965 cod. nav.
 Testo originario. La convenzione è stata modificata dal Protocollo di Montreal del 23 settembre 1978, non ratificato dall'Italia.

 

CONVENTION ON DAMAGE CAUSED BY FOREIGN AIRCRAFT TO THIRD PARTIES ON THE SURFACE, SIGNED AT ROME, ON 7 OCTOBER 1952 (ROME CONVENTION 1952)
 (Date of Entry into Force: 4 February 1958)