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Tribunale di Potenza, 5 luglio 2007

Tribunale di Potenza, 5 luglio 2007, G.U. Magarelli.

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore delle aree sciabili – Caduta da uno skilift – Contratto per la fruizione delle aree sciabili - Inadempimento – Prova della causa non imputabile rimessa al debitore – Mancato assolvimento – Responsabilità del gestore - Sussiste  

 

In difetto di prova della non imputabilità dell’inadempimento del contratto per la fruizione dell’area sciabile, il gestore dell’area sciabile risponde dei danni occorsi a un utente infortunatosi all’atto di sganciarsi dallo skilift, ove quest’ultimo alleghi di essere caduto per la mancata manutenzione del manto nevoso sito al termine dell’impianto di risalita.

 

 

Giudice di Pace di Brunico; 10 febbraio 2011 – dep. 22 febbraio 2011, n. 1

Giudice di Pace di Brunico; 10 febbraio 2011 – dep. 22 febbraio 2011, n. 1; G.d.P. dott.ssa Masotti; Imp.to D.P.M.

 

Responsabilità penale - Lesioni colpose - Sci – Sciatore a monte – Obblighi comportamentali - Legge n. 363/2003 - Violazione – Sussistenza - Condanna

 

In tema di lesioni personali colpose provocate da incidenti sulle piste da sci, vale il principio secondo cui il movimento degli sciatori sulle piste innevate deve svolgersi secondo i principi generali di prudenza e cautela indicati nell'art. 43 c.p. e in osservanza del precetto del neminem leadere, di cui all'art. 2043 c.c. Pertanto, lo sciatore che si trovi a monte, in virtù della sua posizione dominante, deve regolare la propria condotta in modo da evitare interferenze del proprio movimento con la traiettoria dello sciatore che si trovi a valle. Ne consegue che lo sciatore che non si conformi a tale regola di condotta risponde del reato previsto e punito dall'art. 590 c.p.

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Giudice di Pace di Pergine Valsugana; 11 ottobre 2011 – dep. 20 ottobre 2011, n. 23

Giudice di Pace di Pergine Valsugana; sentenza 11 ottobre 2011 – dep. 20 ottobre 2011, n. 23; G.d.P. avv. Bertolini; Imp.to T. L.

 

Responsabilità penale - Lesioni colpose - Sci – Sciatore a monte – Obblighi comportamentali - Legge n. 363/2003 - Violazione – Sussistenza - Condanna

 

In caso di scontro tra sciatori risponde dei danni lo sciatore proveniente da monte che, tenendo una condotta tale da non consentirgli di fermarsi in ogni momento, entra in collisione con uno sciatore posizionato più a valle. L'accertata violazione di una norma di comportamento cruciale, quale quella prevista dall'art. 10 legge n. 363 del 2003, da parte dell'imputato, consente di ritenere vinta la presunzione a carico della persona offesa, in assenza di elementi probatori a sostegno di una sua condotta parimenti colposa.

 

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Giudice di Pace di Mezzolombardo; 14 giugno 2012 – dep. 20 giugno 2012, n. 18

Giudice di Pace di Mezzolombardo; 14 giugno 2012 – dep. 20 giugno 2012, n. 18; G.d.P. dott. Arman; Imp.to C.G.

 

Responsabilità penale - Lesioni colpose - Sci - Colpa – Obblighi comportamentali - Legge n. 363/2003 - Violazione – Omessa prova - Assoluzione

 

Qualora la dinamica dei fatti (nella specie: incidente sciistico) sia accertabile solo in via di mera ipotesi, senza quindi alcuna certezza in ordine allo svolgersi degli accadimenti, l'imputato va mandato assolto dai reati ascritti.

 

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Giudice di Pace di Malè, 26 ottobre 2012 – dep. 5 novembre 2012, n. 9

Giudice di Pace di Malè; 26 ottobre 2012 – dep. 5 novembre 2012, n. 9; G.d.P. dott. Orpello; Imp.to D.R..

 

Responsabilità penale - Lesioni colpose - Sci - Operatore professionale - Diligenza - Non sussiste - Condanna

 

Ai fini della configurabilità della responsabilità penale "al di là di ogni ragionevole dubbio" per il reato di cui all'art. 590, primo e secondo comma c.p. (lesioni personali gravi causati da un sinistro verificatosi sulle piste da sci) rileva, in particolar modo, la sussistenza in capo all'imputato della qualifica di operatore professionale del luogo in cui si è verificato il sinistro. Qualifica, in virtù della quale, egli avrebbe dovuto usare una elevata diligenza professionale al fine di evitare incidenti (Nel caso di specie, il Giudice di pace, in applicazione del principio riportato in massima, ha ritenuto non rilevante la circostanza, peraltro rimasta sfornita di compiuta prova, che la sciatrice lesa si trovasse, al momento del sinistro seduta sul bordo della pista e risultasse non visibile perché coperta da un dosso. Per contro, il Giudice di pace ha dato rilievo alla circostanza che la circolazione a mezzo di motoslitta fosse vietata sul tratto di pista interessato dal sinistro e alla qualifica professionale di operatore rivestita dall'imputato. Ragione per cui, quest'ultimo avrebbe dovuto osservare sia le norme che vietavano la circolazione; sia le norme di comune esperienza e prudenza al fine di prevedere anche possibili inosservanze altrui).

 

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Giudice di Pace di Bolzano; 8 novembre 2012 – dep. 21 novembre 2012, n. 126

Giudice di Pace di Bolzano; 8 novembre 2012 – dep. 21 novembre 2012, n. 126; G.d.P. dott.ssa Giatti; Imp.to M.R.

 

Responsabilità penale - Lesioni colpose - Sci - Colpa – Obblighi comportamentali - Legge n. 363/2003 - Violazione - Insussistenza - Assoluzione

 

L’imputato va assolto dal reato p. e p. dall’art. 590 c.p., in quanto manca la prova dell’elemento psicologico ri­chiesto dalla norma incriminatrice, non emergendo dalle modalità esecutive dell’azione alcun profilo di colpa (Nel caso di specie, l’imputato, sciatore a monte, dopo essere caduto accidentalmente, collideva contro una sciatrice a valle che restava infortunata; orbene l’istruttoria non ha provato alcuna violazione degli obblighi comportamentali posti in capo allo sciatore proveniente da monte dalla L. n 363/2003, né una sua imprudenza, nè che l’im­putato non avesse una adeguata attrezzatura tecnica a disposizione per affron­tare la pista. Non risulta quindi provato che la caduta sugli sci dell’imputato e la successiva collisione siano da ascrivere ad una sua con­dotta colposa e di conseguenza si impone la pronuncia assolutoria perché il fatto non costituisce reato).

 

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