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TOWARDS THE INTERNATIONAL WORKSHOP "SAFETY AND LIABILITY RULES IN EUROPEAN SKI AREAS"

INTERNATIONAL WORKSHOP

SAFETY AND LIABILITY RULES IN EUROPEAN SKI AREAS

 

SECOND CALL AND PRELIMINARY PROGRAM

CONVEGNO La responsabilità civile e penale negli sport del turismo

La responsabilità civile e penale negli sport del turismo

ROMA, SCUOLA DELLO SPORT DEL CONI, Largo Giulio Onesti 1 – AULA 6

5 novembre 2015 - Ore 15-18 

L.R. SICILIA 15 settembre 2005, n. 10

L.R. SICILIA 15 settembre 2005, n. 10 (1)

Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia e norme finanziarie urgenti.

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(1) Pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 16 settembre 2005, n. 39.

 

 

 

Art. 1

Principi e finalità.

1. La Regione siciliana attribuisce un ruolo primario e centrale al turismo per lo sviluppo sostenibile economico ed occupazionale del territorio e per la crescita sociale e culturale della collettività, tenuto conto della diffusa potenzialità turistica della Sicilia. Indirizza e coordina la programmazione economica, la pianificazione territoriale e quella relativa agli interventi infrastrutturali, sia specificatamente turistici che funzionali al miglioramento della fruibilità turistica del territorio.

2. La Regione siciliana riconosce il ruolo centrale degli enti locali territoriali nella valorizzazione del territorio, con particolare riguardo alle politiche intersettoriali ed infrastrutturali utili per la qualificazione del prodotto turistico e per l'accoglienza e l'informazione dei turisti. Per il perseguimento di tali finalità la Regione favorisce la crescita quantitativa e qualitativa del sistema turistico attraverso:

a) la creazione di circuiti di informazione, di assistenza e di tutela dei soggetti che accedono ai servizi turistici, con particolare riferimento ai soggetti diversamente abili;

b) il potenziamento e la regolamentazione delle imprese turistiche, agrituristiche, esercenti attività di bed and breakfast e delle agenzie immobiliari turistiche;

c) gli interventi infrastrutturali con particolare riferimento allo sviluppo del turismo;

d) la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali;

e) l'attuazione di politiche di concertazione e di programmazione negoziata tra i soggetti pubblici e privati interessati alla formazione e alla commercializzazione dell'offerta turistica siciliana;

f) la promozione dell'immagine della Sicilia.

 

 

 

Art. 2

Consiglio regionale del turismo.

[1. Presso l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, è istituito il Consiglio regionale del turismo.

2. Il Consiglio è l'organo consultivo dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti per l'attività di programmazione, indirizzo e coordinamento delle iniziative regionali in materia di turismo, la cui composizione è stabilita con delibera di Giunta, su proposta dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, previo parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.

3. Del Consiglio fanno parte i rappresentanti delle province regionali, dell'ANCI, delle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, delle confederazioni degli imprenditori turistici, delle associazioni dei consumatori, delle associazioni del turismo sociale, delle associazioni ambientaliste, dei sindacati, dei distretti turistici, ove costituiti, e gli esperti nominati dall'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, con un massimo di 25 componenti.

4. Il Consiglio è nominato con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, dura in carica tre anni ed i suoi componenti possono essere riconfermati per una sola volta.

5. Il Consiglio, nella sua prima riunione, elegge il vicepresidente tra i componenti delle associazioni degli imprenditori turistici e adotta, altresì, il regolamento di funzionamento.

6. Il Consiglio esprime indicazioni utili alla redazione del programma triennale di sviluppo turistico regionale di cui all'articolo 3 nonché alla elaborazione del piano operativo annuale di sviluppo turistico regionale ed all'aggiornamento della carta dei diritti del turista ed elabora criteri omogenei per la classificazione delle strutture ricettive. Il Consiglio si esprime, altresì, su ogni altro argomento allo stesso sottoposto dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.

7. Il Consiglio è convocato almeno una volta per ogni trimestre ed ogniqualvolta l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti ne ravvisi la necessità] (2).

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(2) Articolo abrogato dall'art. 76, comma 13, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

 

 

 

Art. 3

Programma triennale e piano operativo annuale di sviluppo turistico regionale.

1. Per il perseguimento delle finalità dell'articolo 1, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge ed in ogni caso entro il 30 giugno dell'anno precedente al triennio di riferimento, la Giunta regionale approva, su proposta dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, previo parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, il programma triennale di sviluppo turistico regionale. Il programma stabilisce gli obiettivi complessivi e le priorità dell'azione amministrativa, individua le azioni di incentivazione per le infrastrutture e per le opere di valorizzazione turistica nel territorio, delinea il piano di promozione e di commercializzazione dell'offerta turistica, degli eventi e delle manifestazioni di richiamo turistico, identifica i progetti turistici elaborati dai distretti turistici e determina i criteri di verifica dei risultati della programmazione.

2. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti elabora il programma triennale di sviluppo turistico, sulla base degli orientamenti espressi dal Consiglio regionale del turismo e tenuto conto delle analisi e valutazioni elaborate dall'Osservatorio turistico dell'Assessorato, con riferimento alle finalità di cui all'articolo 1 (3).

3. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti elabora, entro il 15 ottobre dell'anno precedente, il piano operativo annuale con il quale provvede a:

a) definire gli obiettivi specifici da raggiungere nel periodo di riferimento, in relazione al contenuto del programma triennale di sviluppo turistico;

b) definire gli interventi economici da realizzarsi nei vari comparti, idonei per il raggiungimento degli obiettivi di cui alla lettera a);

c) elaborare le strategie di comunicazione, promozione e commercializzazione del prodotto turistico siciliano;

d) fissare il calendario annuale delle manifestazioni ed eventi di rilievo turistico che si svolgono nel territorio regionale;

e) definire gli interventi in favore dei distretti turistici di cui all'articolo 6;

f) promuovere il miglioramento della qualità professionale degli operatori e delle imprese turistiche;

g) garantire una migliore qualità urbana nonché dei servizi e delle infrastrutture nel territorio.

4. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti informa annualmente l'Assemblea regionale siciliana sullo stato di attuazione del piano operativo annuale.

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(3) Comma così modificato dall'art. 2, comma 1, primo periodo, L.R. 19 aprile 2007, n. 11.

 

 

 

Art. 4

Soppressione delle aziende autonome di soggiorno e turismo e istituzione dei servizi turistici regionali (4).

1. In applicazione dell'articolo 24, comma 1, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le aziende autonome di soggiorno e turismo sono poste in liquidazione e soppresse.

2. Il bilancio finale di liquidazione delle aziende è sottoposto ad approvazione della Giunta regionale, previo parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana e dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze. Quest'ultimo provvede ad acquisire i saldi positivi al patrimonio della Regione e ad assumere le iniziative occorrenti a far fronte agli eventuali saldi negativi.

3. (Periodo omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto). Sulla base di specifiche direttive assessoriali, i commissari liquidatori, a pena di decadenza, provvedono, nel termine perentorio di centottanta giorni dalla nomina, alla definizione dello stato di consistenza patrimoniale dei beni mobili ed immobili e di tutti i rapporti attivi e passivi esistenti, al riassetto della cassa integrazione pensioni nonché alla redazione del bilancio finale di liquidazione. Tale termine può essere prorogato per una sola volta per comprovati ed eccezionali motivi e per non più di sessanta giorni.

4. In luogo delle soppresse aziende autonome di soggiorno e turismo sono istituiti, secondo le procedure della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, i servizi turistici regionali quali servizi del dipartimento regionale turismo, sport e spettacolo in numero di almeno uno per ogni provincia.

4-bis. Il personale di ruolo delle soppresse aziende autonome di soggiorno e turismo conserva la posizione giuridica ed economica posseduta alla data del 31 luglio 2005, transita nel ruolo di cui all'articolo 5 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, ed è, prioritariamente, assegnato ai servizi del dipartimento regionale turismo, sport e spettacolo di cui al comma 4 nonché all'Assessorato del bilancio e delle finanze (5).

4-ter. Le casse integrazioni pensioni delle aziende autonome soggiorno e turismo sono soppresse ed il loro patrimonio è acquisito al patrimonio della Regione. L'indennità di buonuscita spettante ai dipendenti alla data del trasferimento è erogata dalla Regione che continua a corrispondere l'indennità dovuta dalle soppresse casse integrazioni pensioni al personale delle soppresse aziende autonome soggiorno e turismo, già collocato a riposo (6).

4-quater. Alla spesa derivante dall'applicazione del presente articolo, valutata per gli esercizi finanziari 2006 e 2007 in 8.000 migliaia di euro annui, si fa fronte per l'esercizio finanziario 2006, quanto a 3.000 migliaia di euro con parte delle entrate derivanti dall'attuazione del comma 4-ter e quanto a 5.000 migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - accantonamento 1004 del bilancio della Regione per gli esercizi 2005-2007. L'onere a carico dell'esercizio finanziario 2007 trova riscontro nel medesimo bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2 - accantonamento 1001. Per l'attuazione dei precedenti commi il Ragioniere generale della Regione, su proposta del dirigente generale del dipartimento turismo e sentito il dirigente generale del dipartimento personale, è autorizzato ad apportare al bilancio della Regione le necessarie variazioni (7).

5. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

6. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

7. Alla tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è apportata, per l'esercizio finanziario 2005, la seguente modifica in migliaia di euro:

U.P.B. 12.2.1.3.4, capitolo 473303 + 4.100

           

All'onere derivante dal presente comma si provvede, per l'esercizio finanziario medesimo, con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001.

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(4) Vedi anche l'art. 69, L.R. 14 maggio 2009, n. 6.

(5) Comma aggiunto dall'art. 8, comma 1, L.R. 22 dicembre 2005, n. 19.

(6) Comma aggiunto dall'art. 8, comma 1, L.R. 22 dicembre 2005, n. 19.

(7) Comma aggiunto dall'art. 8, comma 1, L.R. 22 dicembre 2005, n. 19.

 

 

 

Art. 5

Soppressione delle aziende autonome provinciali per l'incremento turistico.

1. Alla data dell'insediamento del Consiglio regionale del turismo e comunque non prima del 31 dicembre 2005 e non oltre il 30 giugno 2006 sono soppresse le aziende autonome provinciali per l'incremento turistico (AAPIT) istituite con l'articolo 47 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 e regolamentate dal D.P.Reg. 19 settembre 1986 (8). I beni e le attività delle predette aziende sono trasferiti alle province regionali competenti per territorio. Il personale conserva la posizione giuridica ed economica conseguita al 31 luglio 2005. (Inciso omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

2. Sono, altresì, assegnate alle province regionali le competenze già proprie delle AAPIT nonché la vigilanza sulle imprese turistiche operanti nel territorio.

3. Presso ogni provincia regionale è istituita, con funzioni consultive, la Conferenza provinciale del turismo. La Conferenza, nominata con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, è composta da:

a) il presidente della provincia regionale o suo delegato, che la presiede;

b) il sindaco del comune capoluogo;

c) due sindaci dei comuni della provincia;

d) il presidente della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura o suo delegato;

e) tre rappresentanti delle confederazioni degli imprenditori di settore maggiormente rappresentative;

f) due esperti del settore turistico nominati dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti;

g) tre rappresentanti indicati dalle organizzazioni sindacali;

h) tre rappresentanti delle associazioni ambientaliste.

4. La Conferenza esprime indicazioni utili alla redazione del programma di sviluppo e promozione turistica della provincia regionale ed è convocata almeno una volta per ogni trimestre ed ogniqualvolta il presidente della provincia regionale ne ravvisi la necessità.

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(8) Comma così modificato dall'art. 21, comma 6, L.R. 14 aprile 2006, n. 16.

 

 

 

Art. 6

Distretti turistici.

1. Si definiscono distretti turistici i contesti omogenei o integrati comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a più province e caratterizzati da offerte qualificate di attrazioni turistiche e/o di beni culturali, ambientali, ivi compresi i prodotti tipici dell'agricoltura e/o dell'artigianato locale.

2. I distretti turistici possono essere promossi da enti pubblici, enti territoriali e/o soggetti privati che intendono concorrere allo sviluppo turistico del proprio territorio o di più territori appartenenti anche a province diverse, attraverso la predisposizione e l'attuazione di specifici progetti.

3. Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti alle imprese, la Regione definisce, con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, le modalità e la misura del finanziamento dei distretti turistici che perseguono in particolare le seguenti finalità:

a) sostenere attività e processi di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche, anche in forma cooperativa, consortile e di affiliazione;

b) attuare interventi necessari alla qualificazione dell'offerta turistica urbana e territoriale delle località ad alta densità di insediamenti turistico-ricettivi;

c) istituire punti di informazione e di accoglienza per il turista, anche telematici, secondo specifiche quantitative e qualitative coerenti con standard minimi omogenei per tutto il territorio della Regione determinati dall'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti per tutti i distretti turistici riconosciuti;

d) sostenere lo sviluppo di marchi di qualità, di certificazione ecologica nonché la riqualificazione delle imprese turistiche con priorità alla standardizzazione dei servizi turistici;

e) promuovere il marketing telematico del proprio distretto turistico per l'ottimizzazione della relativa commercializzazione in Italia e all'estero;

f) promuovere le strutture ricettive, i servizi e le infrastrutture volte al miglioramento dell'offerta turistica;

g) individuare e proporre particolari tipologie di architettura rurale realizzate tra il XII ed il XX secolo, a prescindere da qualsiasi ipotesi di utilizzazione di natura ricettiva, ristorativa e sportivo-ricreativa, secondo quanto previsto dalla legge 24 dicembre 2003, n. 378, al fine della loro tutela e valorizzazione. L'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, di concerto con l'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, individua i beni da tutelare al fine della adozione degli eventuali regolamenti di attuazione.

4. I servizi turistici regionali, oltre ai compiti loro attribuiti, svolgono attività di assistenza per la formazione ed il riconoscimento dei distretti turistici.

5. Ai fini del loro riconoscimento, i distretti turistici devono essere costituiti da soggetti pubblici e privati, i quali devono, altresì, specificare la natura giuridica del distretto da loro formato mediante l'invio alla Regione del relativo atto costitutivo.

 

 

 

Art. 7

Riconoscimento e revoca dei distretti turistici.

1. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, sentito il parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, con proprio decreto stabilisce i criteri e le modalità per il riconoscimento dei distretti turistici.

2. Per il riconoscimento i distretti turistici devono indicare i seguenti elementi:

a) numero e ubicazione dei soggetti partecipanti con specifico riferimento alla consistenza demografica ed alla estensione territoriale complessiva interessata;

b) presenza, nell'ambito del distretto turistico, degli elementi di attrazione turistica e delle emergenze culturali, ambientali e paesaggistiche che caratterizzano il territorio nonché le sue potenzialità;

c) partecipazione dei soggetti privati al cofinanziamento dei progetti;

d) piano di sviluppo turistico non inferiore a tre anni che contenga una dettagliata ricognizione delle risorse turisticamente rilevanti disponibili nell'area. Al piano di sviluppo turistico deve essere annesso un programma finanziario nel quale risultino specificate le risorse di cui si avvale il distretto turistico.

3. Con il riconoscimento dei distretti turistici l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti approva il piano, di cui al comma 2, lettera d), valutando in particolare i seguenti elementi:

a) idoneità del piano a promuovere la valorizzazione turistica del territorio;

b) caratteristiche, consistenza e idoneità del tessuto imprenditoriale coinvolto direttamente e indirettamente nella produzione dell'offerta turistica;

c) adeguatezza delle risorse conferite dai proponenti per la copertura a regime delle spese di funzionamento dei distretti turistici.

4. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti può revocare il riconoscimento concesso quando, nel periodo previsto, i distretti turistici non abbiano realizzato gli obiettivi indicati nel piano di sviluppo.

5. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti ogni anno, subito dopo l'approvazione del piano triennale, esamina le richieste di riconoscimento di nuovi distretti e, se sussistono i requisiti, li riconosce.

 

 

 

Art. 8

Associazioni pro-loco.

1. La Regione riconosce e favorisce le attività delle associazioni pro-loco, quali associazioni di volontariato senza finalità di lucro che svolgono attività di valorizzazione turistica delle realtà e delle potenzialità naturalistiche, culturali, storiche, sociali e gastronomiche delle località in cui operano e che si propongono i seguenti obiettivi:

a) organizzazione, anche in collaborazione con enti pubblici e/o privati, di iniziative quali visite, escursioni, attività di animazione locale, azioni di valorizzazione ambientale e gestione dei monumenti e dei relativi servizi, finalizzati alla loro fruizione turistica;

b) promozione del miglioramento dei servizi di accoglienza ed informazione turistica, delle infrastrutture e della ricettività alberghiera ed extralberghiera;

c) sviluppo di attività di turismo sociale, con particolare riguardo alla terza età, ai minori ed ai disabili.

 

 

 

Art. 9

Centri commerciali naturali (9).

1. Al fine di migliorare la fruibilità turistica nel territorio siciliano ed in particolare per promuovere l'immagine e l'accessibilità dei centri storici e negli ambiti urbani a vocazione turistica, su proposta del sindaco del comune interessato, l'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca promuove tramite i comuni la costituzione e l'attività dei centri commerciali naturali (10) (11).

2. Si definisce centro commerciale naturale l'insieme di attività terziarie private e imprese artigiane in forma di consorzi di piccole e medie imprese fra loro vicine e comunque ricadenti in un ambito urbano definito che, sotto forma di comitato promotore o associazione o ente o consorzio, agendo in rete come soggetto di un'offerta commerciale integrata ha lo scopo di (12):

a) riqualificare l'immagine e migliorare la vivibilità urbana negli spazi in cui opera;

b) accrescere le capacità attrattive delle attività che ne fanno parte;

c) migliorare il servizio offerto ai consumatori ed ai turisti.

3. I centri commerciali naturali possono ricevere incentivi, sia economici che di supporto tecnico, sia dalla Regione che dagli altri enti locali e territoriali con i quali stipulano accordi per il perseguimento delle loro finalità, elaborando e realizzando iniziative per un comune marketing territoriale.

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(9) Con Dec.Ass. 9 aprile 2009 sono state apportate le norme di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.

(10) Comma così modificato dall'art. 4, L.R. 8 novembre 2007, n. 21.

(11) Vedi, al riguardo, il Dec.Ass. 29 ottobre 2009.

(12) Alinea così modificato dall'art. 9, comma 2, L.R. 6 agosto 2009, n. 9.

 

 

 

Art. 10

Oneri finanziari.

1. Per le finalità degli articoli 2 e 3 è autorizzata, per gli esercizi finanziari 2006 e 2007, la spesa complessiva di 1.400 migliaia di euro, così distinta:

3, lett. a)       1.000   -

3, lett. f)        200      -

                      

2. Gli oneri di cui al comma 1, pari a 1.300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2006 ed a 100 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2007, trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.2 codice 12.02.01, accantonamento 1001.

2-bis. Il personale delle aziende soppresse, cui alla data del 31 luglio 2005 si applica, ai sensi dell'articolo 47 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, la normativa relativa ai dipendenti dell'Amministrazione regionale, transita nel ruolo di cui all'articolo 5 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, ed è assegnato, su richiesta, o all'Amministrazione regionale in base alle esigenze relative alle dotazioni organiche della stessa e con riguardo alla professionalità ed esperienza lavorativa posseduta, o alle province regionali competenti per territorio, con priorità agli uffici che eserciteranno le competenze di cui al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10, nei limiti delle dotazioni organiche che le province rideterminano entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il personale delle aziende soppresse, cui alla data del 31 luglio 2005 si applica la normativa relativa ai dipendenti degli enti locali, è trasferito alle province regionali competenti per territorio ed è prioritariamente assegnato agli uffici che eserciteranno le competenze di cui al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10 (13).

2-ter. Le casse integrazioni pensioni delle aziende provinciali per l'incremento turistico sono soppresse ed il loro patrimonio è acquisito al patrimonio della Regione. L'indennità di buonuscita spettante ai dipendenti alla data del trasferimento sarà erogata dalla Regione che continuerà a corrispondere l'indennità dovuta dalle soppresse casse integrazioni pensioni al personale delle soppresse aziende provinciali per l'incremento turistico già collocato a riposo (14).

2-quater. Alla copertura dell'onere derivante dai commi 2-bis e 2-ter del presente articolo si provvede mediante riduzione, nel limite di 3.550 migliaia di euro, dell'importo dei trasferimenti alle province regionali in atto esistenti per il finanziamento delle soppresse aziende provinciali per l'incremento turistico (UPB 3.2.1.11.33, capitolo 183304). Per l'attuazione dei predetti commi il ragioniere generale della Regione, su proposta del dirigente generale del dipartimento turismo e sentito il dirigente generale del dipartimento personale, è autorizzato ad apportare al bilancio della Regione le necessarie variazioni (15).

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(13) Comma aggiunto dall'art. 2, L.R. 6 febbraio 2006, n. 10.

(14) Comma aggiunto dall'art. 2, L.R. 6 febbraio 2006, n. 10.

(15) Comma aggiunto dall'art. 2, L.R. 6 febbraio 2006, n. 10.

 

 

 

Art. 11

Bed and breakfast.

1. Al comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, dopo la parola "industriali" sono inserite le seguenti ", del turismo ed alle attività di bed and breakfast".

2. Al comma 2 dell'articolo 35 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è aggiunta la seguente lettera: "c-bis) a consorzi o cooperative di soggetti titolari di attività turistiche e di bed and breakfast".

 

 

 

Art. 12

Carta dei diritti del turista.

1. La carta dei diritti del turista, redatta dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, è tradotta nelle lingue più diffuse e contiene:

a) informazioni sui diritti del turista per quanto riguarda la fruizione dei servizi turistico-ricettivi, ivi compresi quelli relativi alla nautica da diporto ed agli spazi attrezzati per il turismo itinerante, sulle procedure di ricorso, sulle forme di arbitrato e di conciliazione per i casi di inadempienza contrattuale dei fornitori dell'offerta turistica;

b) informazioni sui contratti di multiproprietà;

c) notizie sui sistemi di classificazione esistenti e sulla segnaletica;

d) informazioni sui diritti del turista quale utente di mezzi di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, delle autostrade e dei servizi di trasporto su gomma;

e) informazioni sui diritti e sugli obblighi del turista quale utente delle agenzie di viaggio e turismo, dei viaggi organizzati e dei pacchetti turistici;

f) informazioni sulle polizze assicurative, sulle norme valutarie e doganali, sull'assistenza sanitaria e sull'ubicazione delle principali strutture ospedaliere pubbliche e private con le relative specializzazioni e recapiti telefonici;

g) informazioni sulle norme in materia di rispetto e tutela del sistema turistico ed artistico regionale e dei beni culturali;

h) informazioni concernenti gli usi e le consuetudini praticati a livello locale ed ogni altra informazione che abbia attinenza con la valorizzazione, la qualificazione e la riconoscibilità del sistema turistico.

 

 

 

Art. 13

Turismo itinerante.

[1. Al fine di incentivare il turismo itinerante, la Regione ed i comuni, d'intesa con le amministrazioni locali e le associazioni di camperisti, possono provvedere all'assegnazione di apposite aree da destinare all'accoglienza dei camper.

2. Le aree da destinare a "camper service" sono classificate come verde attrezzato.

3. Con decreto da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti indica, relativamente alle aree, gli standard minimi per il loro riconoscimento] (16).

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(16) Articolo abrogato dall'art. 1, comma 6, L.R. 6 febbraio 2006, n. 13.

 

 

 

Art. 14

Imprese e professioni turistiche.

1. Sono imprese turistiche quelle che esercitano attività economiche organizzate per la produzione, la commercializzazione, l'intermediazione e la gestione dei prodotti e dei servizi concorrenti alla formazione dell'offerta turistica, inclusi il noleggio e/o la fornitura di mezzi e/o servizi finalizzati alla fruizione turistica.

2. Sono professioni turistiche quelle che organizzano e forniscono servizi di promozione dell'attività turistica nonché servizi di assistenza, accoglienza, accompagnamento e guida dei turisti.

3. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

4. Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese, sono estese alle imprese turistiche le agevolazioni, i contributi, le sovvenzioni, gli incentivi e i benefici di qualsiasi genere, previsti dalle norme per il settore, nei limiti delle risorse finanziarie a tal fine disponibili ed in conformità ai criteri definiti dalla normativa vigente.

 

 

 

Art. 15

Agenzie immobiliari turistiche.

1. Sono definite agenzie immobiliari turistiche quelle agenzie immobiliari regolarmente iscritte all'albo della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura che, nell'ambito della propria attività, si occupano di locazioni non inferiori a sette giorni di case ed appartamenti per vacanze (17).

2. [Per essere riconosciute come agenzie immobiliari turistiche è necessario presentare una comunicazione all'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, dimostrando la propria attività nel settore turistico ed elencando le unità immobiliari a disposizione, al fine di ricevere dall'Assessorato medesimo la necessaria attestazione] (18).

3. [Le agenzie immobiliari turistiche, una volta riconosciute dalla Regione, godono degli stessi benefici riservati alle agenzie di viaggio in termini di sovvenzioni, promozioni e partecipazioni alle iniziative turistiche e possono fornire ai propri clienti servizi ed accessori legati ai soggiorni, quali transfert e viaggi, formulare pacchetti, fornire biancheria nelle case locate e quant'altro ritenuto utile al miglioramento delle proprie offerte turistiche] (19).

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(17) Comma così modificato dall'art. 71, comma 1, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

(18) Comma abrogato dall'art. 71, comma 2, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

(19) Comma abrogato dall'art. 71, comma 2, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

 

 

 

Art. 16

Turismo relazionale.

1. Per la valorizzazione del turismo relazionale, con particolare riferimento ai valori culturali dell'ambiente antropico e naturale, il Presidente della Regione è autorizzato a finanziare il progetto Motris - Turismo relazionale integrato, approvato dalla Giunta regionale con Delib.G.R. 18 gennaio 2005, n. 18 per un importo di 150 migliaia di euro per l'anno 2005.

2. Per la realizzazione del progetto, il Presidente della Regione può stipulare accordi e convenzioni anche con istituti specializzati del settore. Alla copertura della relativa spesa si provvede mediante utilizzo di parte delle disponibilità dell'U.P.B. 1.3.1.3.3, capitolo 104538, del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.

3. Per gli esercizi finanziari successivi si provvede ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.

 

 

 

Art. 17

Finanziamento della Fondazione orchestra sinfonica siciliana.

1. Alla tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono apportate, per l'esercizio finanziario 2005, le seguenti modifiche in migliaia di euro:

U.P.B. 12.2.1.3.5, capitolo 473707 +          3.000

U.P.B. 12.2.1.3.3, capitolo 479709 -          500

U.P.B. 11.2.1.3.3, capitolo 443301 -          250

U.P.B. 11.2.1.3.3, capitolo 443302 -          250

                      

2. Alla tabella B del bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2005 (20) sono apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:

U.P.B. 9.4.1.1.3, capitolo 381701   -          500

U.P.B. 4.2.2.6.1, capitolo 612002   -          250

U.P.B. 2.2.1.3.2, capitolo 143311   -          250

U.P.B. 5.2.1.1.2, capitolo 242514   -          250

U.P.B. 8.2.1.3.2, capitolo 342525   -          250

U.P.B. 12.2.1.3.1, capitolo 472514 -          500

                      

3. L'incremento del contributo di cui al comma 1 è rivolto all'adeguamento della partecipazione finanziaria della Regione quale socio fondatore della Fondazione orchestra sinfonica siciliana.

4. Per il ripianamento delle esposizioni debitorie sussistenti alla data del 31 dicembre 2004, la Fondazione orchestra sinfonica siciliana è autorizzata a stipulare un mutuo con istituti di credito con garanzia sussidiaria della Regione prestata dall'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze. La somma assistita da garanzia non può superare l'importo di 12.000 migliaia di euro.

________________________________________

(20) Il bilancio di previsione per l'anno 2005 è stato approvato con L.R. 28 dicembre 2004, n. 18.

 

 

 

Art. 18

Norma transitoria.

1. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti disciplina, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, previo parere delle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello regionale, i settori delle agenzie di viaggi e tour operators, delle strutture turistico-ricettive nonché delle imprese turistiche che sono identificate successivamente all'entrata in vigore della presente legge, operanti nel territorio regionale (21).

________________________________________

(21) Comma così modificato dall'art. 73, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

 

 

 

Art. 19

(Articolo omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

 

 

 

Art. 20

Autorizzazione all'AST alla stipula di contratti di somministrazione di lavoro.

1. Al fine di garantire il regolare esercizio dei servizi affidati, nelle more della trasformazione in società per azioni, l'Azienda siciliana trasporti (AST) è autorizzata a procedere alla stipula dei contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato di cui al titolo III, capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche ed integrazioni, nei limiti della consistenza numerica dell'organico aziendale in vigore.

 

 

 

Art. 21

Disposizioni finanziarie in materia di beni culturali.

1. Alla tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono apportate, per l'esercizio finanziario 2005, le seguenti modifiche in migliaia di euro:

U.P.B. 9.3.1.3.7, capitolo 377727               +          50

            di cui 21 da destinare alla fondazione Museo                     

            Mandralisca di Cefalù                 

U.P.B. 9.3.1.3.2, capitolo 377711               -          75

U.P.B. 9.3.1.3.4, capitolo 377701               +          61

U.P.B. 9.3.1.3.7, capitolo 377751               -          61

                                  

2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2005 (22) sono apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:

U.P.B. 9.1.1.1.2, capitolo 370302   +          40

U.P.B. 9.1.1.5.2, capitolo 370306   -          40

U.P.B. 9.2.1.3.1, capitolo 373306   +          676

U.P.B. 9.2.1.3.5, capitolo 373312   +          690

U.P.B. 9.2.1.1.2, capitolo 372510   +          20

U.P.B. 9.2.1.1.2, capitolo 372512   +          20

U.P.B. 9.3.1.3.2, capitolo 376528   +          250

U.P.B. 9.4.1.1.3, capitolo 381701   -          1.631

                      

________________________________________

(22) Il bilancio di previsione per l'anno 2005 è stato approvato con L.R. 28 dicembre 2004, n. 18.

 

 

 

Art. 22

Requisiti per la nomina dei componenti del collegio dei revisori dei conti nelle istituzioni scolastiche.

1. Al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole "decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 e successive modifiche ed integrazioni" sono aggiunte le seguenti "o di cui all'articolo 57 del D.M. 1° febbraio 2001, n. 44 del Ministero della pubblica istruzione.".

 

 

 

Art. 23

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

 

 

 

L.R. MOLISE 7 giugno 2011, n. 9

L.R. MOLISE 7 giugno 2011, n. 9

Norme per l'esercizio del turismo rurale in Molise.

Pubblicata nel B.U. Molise 16 giugno 2011, n. 17.

 

 

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Regione

promulga la seguente legge:

 

 

 

Art. 1 Finalità.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La Regione, al fine di valorizzare il patrimonio economico, socio-culturale e ambientale del proprio territorio, promuove lo sviluppo del turismo rurale, integrandolo con l'offerta agrituristica e turistica regionale. Per queste finalità definisce le norme per l'esercizio e la promozione della forma di turismo, denominata "turismo rurale".

2. La presente legge è finalizzata a favorire:

a) la permanenza dei produttori agricoli attraverso l'integrazione del reddito ed il miglioramento delle condizioni di vita, nelle zone svantaggiate o in prossimità delle aree protette e di territori caratterizzati da rilevanti elementi naturalistici, paesaggistici e storico-culturali;

b) la creazione ed il consolidamento di nuove forme di ricettività e di servizi turistici;

c) la salvaguardia dell'ambiente, favorendo le tecniche di produzione agricole a basso impatto ambientale;

d) la valorizzazione di prodotti tipici dell'agricoltura e della gastronomia tradizionale molisana;

e) la conservazione e la tutela del paesaggio agricolo e la valorizzazione delle risorse naturali e dei beni storico-culturali, sviluppando a tale fine iniziative di formazione e di promozione;

f) il recupero del patrimonio edilizio agricolo e la valorizzazione delle tradizioni culturali nel mondo rurale;

g) la diffusione del turismo sociale e giovanile e la fruizione programmata dei beni ambientali naturali.

3. La Regione intende inoltre favorire lo sviluppo e la qualificazione delle attività turistico-ricettive rurali, mediante:

a) l'istituzione di marchi di qualità per il turismo rurale;

b) la definizione di politiche di sostegno economico a favore degli operatori del turismo rurale;

c) la definizione di programmi di promozione integrata del turismo rurale.

________________________________________

 

 

Art. 2 Definizione di turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Per turismo rurale si intende una specifica articolazione dell'offerta turistica regionale composta da molteplici attività finalizzate alla corretta fruizione dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio, alla conoscenza ed alla valorizzazione dell'agricoltura locale nonché all'ospitalità, alla ristorazione e al tempo libero.

2. Le attività ricettive e di ristorazione sono svolte in immobili già esistenti, ubicati in aree rurali, o in centri abitati, frazioni o borghi posti al di fuori del capoluogo del comune, recanti caratteristiche di ruralità e che conservino le peculiarità dell'edilizia tradizionale della zona. Le attività sono comunque consentite, a prescindere dall'ubicazione, in immobili che risultino già continuativamente utilizzati, anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, per l'esercizio del turismo rurale o dell'agriturismo. Gli immobili assumono la denominazione di "Dimora rurale".

3. Gli arredi ed i servizi degli immobili e delle strutture si ispirano alla tradizione e alla cultura rurale della zona e le attività proposte devono in ogni caso essere compatibili con la tradizione di ciascun territorio.

4. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, è emanato un regolamento regionale finalizzato in particolare a definire per il turismo rurale:

a) le caratteristiche dimensionali e strutturali degli edifici destinati alla ricettività ed alla ristorazione;

b) le caratteristiche e le tipologie dei servizi.

________________________________________

 

 

Art. 3 Operatori del turismo rurale e relative attività di esercizio.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Sono ammessi a svolgere, nelle aree di cui all'articolo 2 , attività di turismo rurale i seguenti operatori:

a) imprenditori del turismo e imprenditori agricoli, singoli o associati di cui all'articolo 2135 del codice civile ed all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 ;

b) gestori, singoli o associati, di strutture ricettive alberghiere, extralberghiere e di ristorazione, in possesso dei requisiti prescritti dall'articolo 2 , che esercitano l'attività ai sensi delle vigenti leggi nazionali e regionali ed iscritti agli appositi registri delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

c) gestori di servizi di organizzazione e supporto alle attività sportive all'aria aperta e del tempo libero, iscritti negli appositi albi professionali e negli specifici registri delle Camere di commercio.

2. L'attività di turismo rurale deve essere esercitata nel rispetto delle seguenti condizioni e tipologie:

a) offerta di ricettività in esercizi alberghieri ed extralberghieri, con un minimo di tre e non oltre venticinque camere fino ad un massimo di cinquanta posti letto per ogni singola unita immobiliare di ospitalità. Può essere aggiunto, temporaneamente e per la durata del àsoggiorno, un letto supplementare per i bambini di età non superiore a 12 anni, fermo restando il rispetto dei requisiti igienico-sanitari. Tali letti aggiunti non sono considerati ai fini della determinazione del limite dei posti letto autorizzati;

b) offerta di ristorazione fino ad un massimo di 100 coperti in atto di somministrazione basata su un'offerta gastronomica tipica della zona in cui l'edificio e ubicato, preparata con l'utilizzazione di materie prime provenienti, in forte prevalenza, da aziende agricole regionali e svincolata dal numero di utenti dimoranti all'interno delle unita immobiliari di ospitalità;

c) offerta di servizi di organizzazione e di supporto finalizzati alla corretta fruizione dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio, all'esercizio di pratiche sportive e del tempo libero individuali e collettive non rumorose nonché di attività distensive all'aria aperta.

________________________________________

 

 

Art. 4 Elenco degli operatori del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. È istituito l'elenco regionale degli operatori del turismo rurale, suddiviso nelle seguenti sezioni:

a) esercizi alberghieri ed extralberghieri;

b) esercizi di ristorazione;

c) esercizi di gestione di servizi a supporto delle attività sportive e del tempo libero all'aria aperta;

d) residenze rurali.

2. L'elenco è suddiviso in sezioni provinciali ed è tenuto dalle competenti Province.

3. All'elenco possono essere iscritti i soggetti di cui all'articolo 3 in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 2. (2)

4. La domanda di iscrizione all'elenco è presentata alla Provincia competente per territorio.

5. La Provincia, entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, accerta il possesso dei requisiti richiesti e decide sull'iscrizione. Qualora i sessanta giorni trascorrano senza che sia adottato alcun provvedimento, la domanda si ritiene accolta.

6. Il provvedimento che respinge la domanda è comunicato, entro cinque giorni dall'adozione, agli interessati. Ove la domanda debba ritenersi accolta per decorrenza dei termini di cui al comma 5, gli interessati possono richiedere alla Provincia, che la rilascia entro dieci giorni successivi alla richiesta, espressa dichiarazione al riguardo; in difetto, tiene luogo del provvedimento di iscrizione la copia della domanda contenente l'indicazione della data di ricevimento da parte della Provincia.

7. Ogni tre mesi le Province trasmettono ai Comuni competenti per territorio copia degli elenchi degli esercizi iscritti.

8. Le Province, entro il 31 gennaio di ogni anno, trasmettono alla Regione copia degli elenchi provinciali degli operatori del turismo rurale.

9. Gli imprenditori agricoli che non hanno più i requisiti per svolgere l'attività agrituristica possono essere iscritti nell'elenco regionale degli operatori del turismo rurale entro trenta giorni dalla richiesta, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla presente legge.

________________________________________

(2) Comma così sostituito dall'art. 40, comma 1, lettera a), L.R. 4 maggio 2015, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 50, comma 1 della stessa legge). Il testo precedente era così formulato: «3. All'elenco possono essere iscritti i soggetti di cui all'articolo 3 in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 2 e dell'attestato di frequenza del corso di formazione professionale per operatore del turismo rurale.».

 

 

Art. 5 Verifiche, sospensione e cancellazione dell'iscrizione.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Le Province effettuano almeno ogni biennio le verifiche sulla conservazione dei requisiti richiesti dalla presente legge per l'iscrizione all'elenco regionale degli operatori del turismo rurale.

2. La perdita dei requisiti è contestata per iscritto agli interessati, che possono rispondere e controdedurre entro e non oltre trenta giorni successivi alla data di ricezione della comunicazione.

3. L'accertata perdita dei requisiti di legge comporta l'immediata chiusura dell'esercizio, la contestuale cancellazione dall'elenco regionale e la revoca dei contributi relativi, eventualmente concessi ai sensi dell'articolo 9 .

4. In caso di trasferimento a qualsiasi titolo di un esercizio iscritto nell'elenco regionale, il subentrante è tenuto a ripresentare alla Provincia competente per territorio la documentazione richiesta per la nuova iscrizione.

________________________________________

 

 

Art. 6 Esercizio dell'attività ricettiva e segnalazione.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Coloro i quali intendano esercitare l'attività ricettiva in forma imprenditoriale sono tenuti a presentare una segnalazione, ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni ed integrazioni, di seguito denominata "segnalazione", al Comune dove ha sede la struttura stessa.

2. La segnalazione è corredata, anche per mezzo di autocertificazione, della documentazione concernente il possesso dei requisiti sanitari, urbanistici, di pubblica sicurezza e in materia di prevenzione e incendi, ai sensi della normativa vigente. L'interessato può avviare l'attività dalla data di presentazione della segnalazione.

3. La segnalazione contiene, altresì, la seguente certificazione:

a) iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio, Industria e Agricoltura;

b) classificazione della struttura principale e della eventuale dipendenza;

c) stipula di una assicurazione per rischi di responsabilità civile nei confronti del cliente;

d) denominazione, titolarità, tipologia ricettiva, capacità ricettiva con l'indicazione per ognuna delle camere o unità abitative dei rispettivi posti letto, ubicazione e periodo di apertura annuale o stagionale;

e) dichiarazione delle tariffe da applicare.

4. La variazione, anche di uno solo dei requisiti di cui al comma 3, è comunicata al Comune competente entro quindici giorni.

5. In caso di subentro nella titolarità dell'attività ricettiva, il subentrante presenta la segnalazione dichiarando contestualmente il possesso dei requisiti di cui al comma 3.

6. Il Comune competente, successivamente all'inizio dell'attività, ha l'obbligo di effettuare controlli, con particolare riferimento ai servizi offerti, entro sessanta giorni dalla presentazione della segnalazione. Il Comune comunica alla Provincia competente i dati concernenti i controlli.

7. Il Comune competente, accertata la carenza dei requisiti di cui al presente articolo, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività, salvo che l'interessato provveda a conformare detta attività alla normativa vigente entro un termine fissato dal Comune stesso, che non può essere inferiore a trenta giorni. Nel caso di mancato adeguamento nei termini previsti dal Comune, lo stesso assume determinazioni in via di autotutela ai sensi della normativa vigente.

8. Restano ferme tutte le competenze affidate ai Comuni e previste dalle vigenti leggi nazionali e regionali in materia per l'esercizio delle attività di cui al comma 1 dell'articolo 4.

________________________________________

 

 

Art. 7 Obblighi degli operatori.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Gli operatori che svolgono l'attività di turismo rurale sono obbligati a:

a) esporre al pubblico il documento comprovante l'iscrizione nell'elenco regionale degli operatori del turismo rurale;

b) rispettare i requisiti ed i limiti stabiliti dalle disposizioni della presente legge;

c) rispettare le norme vigenti in materia di attività alberghiera, extralberghiera e di pubblico esercizio dettate dalla legislazione nazionale e regionale;

d) affiggere il simbolo regionale di cui all'articolo 8 .

________________________________________

 

 

Art. 8 Simbolo del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La Giunta regionale adotta il simbolo di contrassegno degli esercizi iscritti all'elenco regionale degli operatori del turismo rurale.

2. L'utilizzo del simbolo è riservato agli esercizi regolarmente autorizzati ed iscritti nell'elenco regionale.

________________________________________

 

 

Art. 9 Contributi finanziari.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. L'iscrizione nell'elenco regionale degli operatori del turismo rurale è condizione necessaria per accedere ai contributi finanziari erogati dalla Regione, anche per interventi cofinanziati.

________________________________________

 

 

Art. 10 Competenze della Regione.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Ai fini dell'attuazione della presente legge, la Regione provvede alla:

a) elaborazione del programma speciale del turismo rurale;

b) istituzione del marchio regionale di qualità.

2. Il programma di cui alla lettera a) del comma 1 definisce:

a) direttive per la valutazione dei requisiti previsti per l'esercizio del turismo rurale;

b) criteri e modalità per la concessione dei contributi;

c) tipologia dei progetti ammissibili al contributo;

d) criteri per l'elaborazione dei programmi di studio, realizzazione e promozione di itinerari del turismo rurale;

e) indirizzi per la realizzazione di iniziative e di promozione coordinate;

f) disposizioni relative alla organizzazione dei corsi di formazione professionale.

3. Il programma deve essere coordinato con il Piano di promozione turistica regionale ed è approvato, su proposta della Giunta regionale, dal Consiglio regionale, previa consultazione delle organizzazioni professionali, agricole, del settore turistico-ricettivo, cooperative e sindacali maggiormente rappresentative nel territorio regionale.

________________________________________

 

 

Art. 11 Programmi provinciali per lo sviluppo del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Le Province, sulla base degli orientamenti e degli indirizzi stabiliti dal programma regionale di cui all'articolo 10 , definiscono i programmi provinciali del turismo rurale, coordinandoli ai programmi turistici provinciali per l'agriturismo.

________________________________________

 

 

Art. 12 Istituzione dei marchi di qualità per gli esercizi del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La Regione istituisce il marchio di qualità con profilo uniforme per gli esercizi del turismo rurale.

2. La Giunta regionale, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, approva i criteri per l'assegnazione del marchio di qualità, i parametri di valutazione delle caratteristiche dell'esercizio e le procedure per l'attivazione, la verifica, il mantenimento e la revoca del marchio stesso.

________________________________________

 

 

Art. 13 Ristrutturazione degli edifici destinati all'esercizio del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Gli interventi di ristrutturazione sugli immobili destinati all'esercizio del turismo rurale devono avvenire nel rispetto delle caratteristiche dell'edificio, conservandone l'aspetto complessivo e i singoli elementi architettonici; per il restauro e risanamento conservativo degli edifici rurali l'utilizzo dei locali è consentito anche in deroga ai limiti di altezza e ai rapporti di illuminazione e di aerazione previsti dai regolamenti comunali, purché nel rispetto della vigente normativa igienico-sanitaria.

2. Gli interventi di ristrutturazione di cui al comma 1 possono prevedere un aumento della volumetria esistente, fino al massimo consentito dalla normativa vigente, quando risulti indispensabile ad assicurare l'abbattimento delle barriere architettoniche.

3. Le ristrutturazioni realizzate con i finanziamenti pubblici sono vincolate alla specifica destinazione per un periodo di dieci anni a partire dalla data di erogazione del contributo.

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Art. 14 Formazione professionale. (3)

In vigore dal 17 giugno 2011

[1. La Regione promuove, attraverso enti di formazione accreditati dal sistema regionale, corsi di formazione per operatori e preposti all'espletamento di attività di turismo rurale.]

________________________________________

(3) Articolo abrogato dall'art. 40, comma 1, lettera b), L.R. 4 maggio 2015, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 50, comma 1 della stessa legge).

 

 

Art. 15 Obblighi fiscali e tributari.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. L'attività di turismo rurale è soggetta agli obblighi fiscali e tributari previsti dalle vigenti leggi nazionali e regionali in materia di ricettività e di esercizi pubblici.

________________________________________

 

 

Art. 16 Abrogazioni.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Sono abrogati:

a) il titolo II della legge regionale 3 maggio 1995, n. 19 (Incentivazione dell'offerta turistica nei settori alberghieri e di turismo rurale);

b) il Reg. reg. 30 luglio 1998, n. 1 (Regolamento attuativo per l'esercizio dell'attività di turismo rurale in applicazione della legge regionale 3 maggio 1995, n. 19 - titolo II).

________________________________________

 

 

Art. 17 Sanzioni amministrative.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Il titolare di attività di turismo rurale che utilizza i locali e gli spazi destinati ad alloggiare gli ospiti per un numero di posti superiore a quello autorizzato è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da cinque a dieci volte il prezzo praticato per il servizio di ciascun ospite riscontrato in esubero.

2. Chi opera in violazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 5 è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 7.500 euro.

3. È applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 euro a 500 euro nei casi di:

a) attribuzione al proprio esercizio con scritti, stampati ovvero pubblicazioni, con qualsiasi altro mezzo, di un'attrezzatura non conforme a quella esistente o di una denominazione diversa da quella autorizzata;

b) mancato rispetto dei periodi di apertura dichiarati;

c) mancata esposizione al pubblico di autorizzazioni, laddove previste dalla vigente legislazione in materia.

4. Nel caso in cui venga commessa la stessa infrazione entro i due anni successivi, le sanzioni pecuniarie previste dal comma 3 sono raddoppiate; viene altresì disposta la chiusura dell'esercizio da tre a trenta giorni. In caso di reiterate violazioni, il Comune deve procedere alla revoca dell'autorizzazione.

5. I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati a titolo definitivo dal Comune cui spetta la determinazione e l'irrogazione della sanzione, nel rispetto della normativa vigente.

________________________________________

 

 

Art. 18 Disposizioni transitorie.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Gli operatori del turismo rurale, iscritti all'elenco regionale di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 19/1995 , in possesso dell'autorizzazione comunale alla data di entrata in vigore della presente legge, sono automaticamente iscritti all'elenco di cui all'articolo 4 e sono esonerati dall'obbligo di frequenza dei corsi per operatore di turismo rurale di cui all'articolo 4 , comma 3, ed all'articolo 14 .

1-bis. Le ditte già ammesse a finanziamento nell'ambito della Tipologia "C" - Turismo Rurale -, ai sensi del Bando regionale "Interventi di ristrutturazione degli immobili per fini turistici-ricettivi" approvato con Delib.G.R. 25 maggio 2009, n. 583, e pubblicato nel B.U.R.M. del 16 giugno 2009, n. 13, restano soggette, relativamente ai requisiti previsti dall'articolo 3, comma 2, lettera a), e dall'articolo 4, comma 3, della presente legge, alla disciplina della legge regionale 3 maggio 1995, n. 19 (4).

________________________________________

(4) Comma aggiunto dall'art. 1, L.R. 10 aprile 2012, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 2 della stessa legge).

 

 

Art. 19 Norma finanziaria.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La presente legge non comporta oneri per l'esercizio finanziario in corso.

2. Per gli esercizi successivi si provvede con le rispettive leggi approvative del bilancio regionale.

________________________________________

 

 

Art. 20 Entrata in vigore.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.

 

L.R. MOLISE 3 agosto 1981, n. 17

L.R. MOLISE 3 agosto 1981, n. 17 (1)

Norme sull'utilizzazione del territorio a scopo turistico.

________________________________________

(1) Pubblicata nel B.U. 14 agosto 1981, n. 16.

 

 

 

Art. 1

In applicazione dell'art. 4 dello Statuto regionale e fino a quando non sarà approvato il Piano Regionale di Assetto del Territorio (PRAT) e comunque non oltre il 31 dicembre 1985, la valorizzazione turistica della Regione Molise avverrà per aree omogenee e attraverso i Piani di cui al successivo articolo 2.

Sono aree omogenee la fascia litoranea e le zone di montagna ricadenti nei comprensori previsti dalla legge 26 giugno 1965, n. 717, delimitati dal I Piano di coordinamento degli Interventi pubblici nel Mezzogiorno e approvati dal C.I.R. Gli stessi comprensori, su richiesta motivata dei Comuni interessati al Consiglio regionale possono essere estesi a zone contermini caratterizzate da continuità di interessi di natura prevalentemente turistica.

 

 

 

Art. 2

La valorizzazione di tali aree avviene mediante Piani di intervento organico adottati dai Consigli dei Comuni, dei Consorzi di Comuni o delle Comunità montane, ed approvati dalla Giunta regionale d'intesa con la Commissione competente.

Fino a quando non sarà approvato il PRAT, la redazione dei Piani di valorizzazione di cui al comma precedente, dovrà essere preventivamente autorizzata dalla Giunta regionale, la quale si pronuncerà, ai sensi dell'art. 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive integrazioni e modificazioni, sulla delimitazione territoriale e sugli obiettivi del Piano, esposti nella domanda di autorizzazione alla redazione del Piano stesso.

 

 

 

Art. 3

I Piani di cui al precedente articolo devono contenere fra l'altro:

- il calcolo economico della redditività convenzionale;

- l'analisi documentata della domanda e dell'offerta;

- la verifica della coerenza tra risorse turistiche dell'area oggetto di intervento e la prevedibile espansione della domanda, gli interventi da effettuare, gli effetti di carattere economico e sociale sulla zona e sulla Regione;

- gli standards di utilizzazione ottimali in relazione alle risorse disponibili;

- gli interventi positivi (rimboschimenti e ripopolamenti faunistici) per valorizzare le risorse stesse;

- la quota territoriale riservata alle iniziative locali, che non può essere inferiore ad un terzo della superficie destinata allo sviluppo con strutture specifiche;

- un programma e costo dei servizi collettivi adeguati all'iniziativa, con l'indicazione dei mezzi per la loro realizzazione e manutenzione, con allegato schema di convenzione.

 

 

 

Art. 4

Fino all'entrata in vigore del PRAT, sono vietate costruzioni di residenze e di impianti di risalita:

- a) entro cento metri dalle rive dei corsi d'acqua permanenti, dei laghi naturali o artificiali e del mare, per i Comuni ancora privi di strumento urbanistico;

- b) lungo percorsi viari o pedonali, in corrispondenza di visuali panoramiche ed entro un cono visuale verticale da meno trenta gradi a più trenta gradi e comunque fino alla distanza di cento metri.

Sono inoltre vietati:

- 1) l'immissione di acque di rifiuto nei corsi d'acqua, se prima non depurate opportunamente;

- 2) costruzioni con altezza media dei fronti superiori a metri dieci.

Possono essere consentite deroghe, limitatamente ai casi di impianti pubblici e di uso ed interesse pubblico. L'autorizzazione è accordata dal Sindaco su conforme deliberazione del Consiglio comunale previo nullaosta della Giunta regionale.

 

 

 

Art. 5

Le iniziative pubbliche e private ammesse dalla presente legge sono a totale carico degli Enti abilitati a proporle.

 

Art. 6

Nell'ambito di una o più aree omogenee caratterizzate da flora e faune tipiche possono essere istituite riserve naturali attrezzate, secondo progetti di organizzazione che prevedano iniziative economiche entro limiti compatibili con la conservazione ed il potenziamento del patrimonio ambientale delle riserve stesse.

La proposta di istituzione, oltre che dalla Regione in sede di Piano di Assetto del Territorio o di sviluppo, può essere fatta alla Regione dalle Comunità montane o dai Comuni.

L'istituzione è effettuata con decreto del Presidente della Giunta su deliberazione del Consiglio regionale e sentita l'apposita Commissione composta:

- dagli Assessori regionali all'Agricoltura e Foreste, all'Urbanistica, al Turismo;

- dai Sindaci dei Comuni interessati;

- dal Presidente della Provincia o suo delegato;

e integrata:

- dal Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, per le aree limitrofe al Parco stesso;

- da tre esperti nominati dal Consiglio regionale con voto limitato a due.

La Commissione è presieduta dal Presidente della Giunta o dall'Assessore delegato.

 

 

 

Art. 7

La Comunità montana organizza e gestisce la riserva naturale attrezzata ricadente nel proprio territorio secondo un regolamento che sottopone all'approvazione della Giunta regionale entro sessanta giorni dal decreto di istituzione di cui al precedente articolo.

 

 

 

Art. 8

La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno dalla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.

L.R. MOLISE 9 giugno 1978, n. 13

L.R. MOLISE 9 giugno 1978, n. 13 (1)

Promozione turistica  (2)

 

 

 ________________________________________

(1) Pubblicata nel B.U. Molise 16 giugno 1978, n. 11.

(2) Con Delib.C.R. 18 aprile 2001, n. 107, con Delib.C.R. 3 novembre 2009, n. 281, con Delib.C.R. 31 luglio 2012, n. 171 e con Delib.C.R. 10 settembre 2013 n 157 è stato approvato il programma promozionale per il turismo rispettivamente, per l'anno 2000, per l'anno 2001, per l'anno 2012 e per l'anno 2013. Vedi, anche, la Delib.G.R. 31 ottobre 2000, n. 1416. Con Delib.C.R. 22 maggio 2001, n. 167 è stato approvato il piano regionale di utilizzazione delle aree del demanio marittimo a finalità turistico-ricreative. Vedi, anche, la Delib.G.R. 18 dicembre 2000, n. 1738, la Delib.G.R. 31 ottobre 2000, n. 1421 e la Delib.C.R. 9 dicembre 2003, n. 476. Con Delib.C.R. 10 settembre 2013, n. 156 è stata approvata, ai sensi della presente legge, la disciplina delle modalità di erogazione di contributi regionali per l'incentivazione del turismo scolastico e sociale.

 

 

 

Art. 1

Al fine di incrementare la domanda turistica diretta verso il territorio molisano, di favorire l'affermazione di un'incisiva ed unitaria immagine del Molise sul mercato nazionale ed internazionale, e di stimolare la destagionalizzazione e la capillarizzazione del flusso turistico, la Regione realizza, direttamente o tramite operatori turistici, vettori od organismi specializzati pubblici o privati:

a) iniziative, manifestazioni e campagne pubblicitarie e promozionali sui mercati di origine del flusso turistico;

b) manifestazioni turistiche nel Molise di rilevanza tale da interessare l'intero territorio regionale;

c) ogni altra iniziativa ed attività utile all'incremento del movimento turistico verso la Regione, alla migliore commercializzazione ed organizzazione dell'offerta turistica molisana ed alla conoscenza del mercato in cui essa opera.

 

 

 

Art. 2

Le funzioni di «promozione proiettiva» di cui alle lettere «a» e «b» del precedente articolo 1 della presente legge sono di esclusiva competenza regionale e, su richiesta della Regione, l'Organizzazione Turistica Pubblica sub regionale collabora alla loro realizzazione, anche tramite le proprie prestazioni ed il proprio personale.

All'Organizzazione Turistica Pubblica sub regionale competono le funzioni di «promozione di accoglienza» che si propongono di assicurare le più ampie prospettive di ulteriore sviluppo turistico alle aree di rispettiva competenza, favorendo l'appagamento delle aspettative di vacanze di turisti che le visitano, incrementando il loro grado di attrattiva e migliorando la loro immagine turistica anche tramite un adeguato controllo e coordinamento dei servizi primari e complementari resi ai turisti.

In particolare, le singole articolazioni dell'Organizzazione Turistica Pubblica sub regionale, nell'ambito del proprio bilancio e della propria attività promozionale:

a) promuovono, realizzano e coordinano manifestazioni, spettacoli ed altre iniziative di interesse turistico che si svolgono nei territori di rispettiva competenza, anche con il concorso degli Enti e della associazioni locali interessate;

b) assicurano un'adeguata assistenza ai turisti e predispongono il necessario materiale informativo e di documentazione;

c) promuovono iniziative dirette alla conservazione del patrimonio paesaggistico, storico, artistico, culturale e folkloristico esistente, a favorire il miglioramento estetico delle località di competenza e ad evitare fenomeni di inquinamento e di degradazione ambientale;

d) assumono iniziative dirette all'incremento della fruibilità turistica del territorio e delle attrattive esistenti, ed al miglioramento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi di interesse turistico offerti sia dall'apparato privato che da quello pubblico;

e) assistono gli operatori turistici locali e promuovono l'integrazione dei servizi turistici e ricettivi offerti nell'area di loro competenza.

Le iniziative di cui al comma precedente possono essere altresì affidate ad Associazioni, Consorzi, Cooperative ed Enti, operanti nel settore e nel territorio della Regione Molise, con finalità esclusivamente turistiche, nel quadro del programma regionale di cui al successivo art. 4.

Le attività di promozione e di propaganda destinate ad essere svolte all'estero sono tenute all'osservanza del disposto di cui agli articoli 4, secondo comma, e 57 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.

Le attività di promozione turistica di cui alla presente legge, destinate a svolgersi in riferimento ad attività culturali, sono tenute all'osservanza dei princìpi e dei limiti stabiliti dagli articoli 47, 48 e 49 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.

 

 

 

Art. 3

Assolti i propri compiti di promozione di accoglienza, e compatibilmente con le proprie disponibilità finanziarie, le singole articolazioni territoriali dell'organizzazione turistica pubblica sub regionale e privata possono richiedere alla Regione l'autorizzazione a realizzare iniziative promozionali straordinarie di carattere specifico, anche in deroga a quanto disposto dal primo comma dell'art. 2 della presente legge, ove ricorrono particolari e comprovate esigenze di promozione dell'offerta turistica locale sui mercati di origine del flusso turistico.

Tali richieste debbono pervenire entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello in cui l'attività si riferisce e sono esaminate dalla Regione in sede di redazione del programma di cui al successivo articolo 4 della presente legge (3).

________________________________________

(3) Con deliberazione del 7 settembre 1984, n. 3210 e con deliberazione del 26 ottobre 1984, n. 3855 la Giunta Regionale ha adottato il regolamento per l'erogazione dei contributi affermando che non si tratta di norme regolamentari in senso tecnico - giuridico ma di criteri di autodeterminazione per la realizzazione del programma.

 

 

 

Art. 4

1. La Giunta regionale approva la proposta di programma di promozione del turismo predisposta dal Servizio regionale competente (4).

2. Il programma di cui al comma 1 individua gli interventi da realizzare, la copertura finanziaria e le modalità di impiego delle risorse (5).

3. Parte dello stanziamento disponibile potrà essere destinato a fondo riserva per l'attuazione di iniziative non prevedibili o non quantificabili al momento della stesura del programma (6).

4. [Il programma dovrà altresì indicare quali sono le iniziative che si intende ripetere per più di un anno nell'ambito del bilancio poliennale, per attribuire continuità e coerenza all'azione promozionale compiuta] (7).

5. [Le iniziative di cui al comma precedente vengono approvate in sede di approvazione del primo programma in cui sono state inserite e vengono iscritte, solo per memoria, nei programmi successivi] (8).

6. [Contestualmente, la Giunta, su proposta dell'Assessorato al Turismo, esamina le domande pervenute ai sensi del precedente articolo 3 della presente legge] (9).

7. Il Consiglio regionale approva il programma di cui al primo comma entro sessanta giorni dal ricevimento dell'atto deliberativo della Giunta regionale, che deve pervenire entro i primi tre mesi dell'anno. Trascorso tale termine, il programma si intende approvato (10).

________________________________________

(4) Comma così sostituito dall'art. 8, comma 1, lettera a), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota. Il testo originario era così formulato: «1. La Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato al Turismo, predispone il programma tecnico finanziario delle iniziative e delle attività di cui all'articolo 1 della presente legge.».

(5) Comma così sostituito dall'art. 8, comma 1, lettera b), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota. Il testo originario era così formulato: «2. Tale programma contiene i preventivi di massima e gli elementi tecnici atti ad illustrare l'opportunità turistica dell'attività che si vuole compiere ed i suoi criteri di impostazione.».

(6) Il presente comma, in origine privo di numerazione, è stato così numerato in sede redazionale per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota.

(7) Comma abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera c), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota.

(8) Comma abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera c), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota.

(9) Comma abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera c), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota.

(10) Comma così sostituito dall'art. 1, comma 44, L.R. 1° febbraio 2011, n. 2, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 2 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Il Consiglio Regionale approva il programma promozionale di cui ai precedenti commi del presente articolo entro il 30 novembre dell'anno precedente a quello cui l'assunzione degli impegni di spesa relativi all'attività programmata si riferisce.».

 

 

 

Art. 5

I provvedimenti di attuazione del programma e le scelte ad essi afferenti, sono adottati, con delibera della Giunta, su proposta dell'Assessore al Turismo.

Il fondo di riserva di cui al terzo comma dell'articolo precedente non può superare il limite del 10% (11).

________________________________________

(11) Con deliberazione del 7 settembre 1984, n. 3210 e con deliberazione del 26 ottobre 1984, n. 3855 la Giunta Regionale ha adottato il regolamento per l'erogazione dei contributi affermando che non si tratta di norme regolamentari in senso tecnico - giuridico ma di criteri di autodeterminazione per la realizzazione del programma.

 

 

 

Art. 6 (12)

[Per l'anno 1978, le richieste di cui al precedente articolo 3 devono pervenire entro 30 giorni ed il termine di cui al precedente articolo 4, ultimo comma, viene stabilito in 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge].

________________________________________

(12) Articolo abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera d), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge).

 

 

 

Art. 7

Fino a quando non avrà provveduto a delineare ed a strutturare le articolazioni dell'organizzazione turistica pubblica subregionale, di cui all'art. 2 della presente legge, la Regione utilizzerà, per i compiti di promozione turistica, gli Enti Provinciali per il Turismo e le Aziende Autonome di Cura, Soggiorno e Turismo.

L'utilizzazione degli Enti Provinciali per il Turismo e delle Aziende di Cura, Soggiorno e Turismo da parte della Regione avviene nel rispetto delle funzioni istituzionali di queste articolazioni periferiche dell'organizzazione pubblica del turismo (13).

________________________________________

(13) La L.R. 10 aprile 1990, n. 19 aveva stabilito che il controllo sugli atti degli Enti dipendenti dalla Regione - tra i quali gli Enti Provinciali per il Turismo e l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Termoli - avrebbe dovuto essere esercitato dal Comitato Regionale, istituito dalla L.R. 5 novembre 1976, n. 32 e successive modificazioni, con le modalità previste dalla stessa L.R. e l'articolo 3 della predetta L.R. n. 19 del 1990 aveva abrogato le disposizioni in contrasto con quella L.R. in quanto attributive di competenze in materia di controllo di legittimità alla Giunta Regionale. La disciplina generale in materia di controllo è ora recata dalla L.R. 26 maggio 1992, n. 15 che, nel sostituire la L.R. n. 32 del 1976, ne ha espressamente disposto l'abrogazione (articolo 35). Le modalità di esercizio del controllo di legittimità di cui alla L.R. n. 15 del 1992 devono intendersi applicabili anche nei riguardi degli Enti dipendenti dalla Regione sottoposti al controllo del CO.RE.CO. e ciò in virtù del rinvio di cui all'articolo 1 - 2° comma della citata L.R. n. 19 del 1990 alla normativa generale in materia, recata all'epoca dalla L.R. n. 32 del 1976 ed ora dalla L.R. n. 15 del 1992. Per espressa previsione dell'articolo 1 della predetta L.R. n. 15 del 1992 è rimasto tuttora in vigore il controllo di legittimità sugli atti degli Enti di cui all'articolo 49 dello Statuto Regionale, nei modi previsti dalla L.R. n. 19 del 1990 che all'articolo 2 ha elencato gli atti fondamentali dei predetti Enti da approvarsi da parte del C.R.

 

 

 

Art. 8

Per l'applicazione della presente legge, la Regione istituisce nel proprio bilancio, per ciascuno degli esercizi 1978, 1979 e 1980 un fondo di L. 400.000.000.

Per l'anno 1978 l'onere di L. 400.000.000 sarà iscritto nel nuovo capitolo di spesa n. 5315 «Interventi per la promozione turistica», con uno stanziamento di competenza di pari importo e una dotazione di cassa di L. 250.000.000 previa riduzione di pari valore a carico degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti al Capitolo n. 5540.

 

 

 

Art. 9

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione e dell'art. 38 dello Statuto regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise.